Turismo: nel 2017 Padova al top per numero di presenze

Il turismo padovano va a gonfie vele e fa un balzo in avanti da guinness. Negli ultimi sette anni, cioè dal 2010 al 2017, Padova ha registrato un incremento pari al 55,6% delle proprie presenze turistiche, entrando di diritto nella top five delle maggiori città d’arte dello Stivale per quanto riguarda i flussi turistici in entrata.

Nel 2017, infatti, Padova è diventata la quarta città d’arte in Italia per incremento di visitatori, dopo Matera, Napoli e Verona. In Veneto, solo Verona (+62,7%) ha fatto meglio come performance sul periodo in questione, mentre a livello nazionale le due “regine” assolute sono state Napoli (+91,3%) e Matera (+addirittura +176%). Quest’ultima, tuttavia, ha sfruttato appieno il grande progetto di rilancio promozional-culturale legato alla nomina di Capitale europea della Cultura nel 2019.

Secondo il rapporto elaborato da CST per Assoturismo Confesercenti, quello della città del Santo è un ottimo risultato, considerando che si rafforza con un +64% di turisti stranieri, incremento maggiore rispetto agli italiani. E il trend è di assoluta crescita: solo nell’ultimo anno, cioè tra il 2016 e il 2017, l’aumento di presenze turistiche è stato del 7,4%.

A rendere ancor più valore a questo “boom” delle presenze turistiche del capoluogo padovano è il fatto che il trend di Padova è addirittura superiore rispetto a quello di importanti e storici centri come Milano, Firenze e addirittura Torino e Venezia. Ciò non basta, tuttavia, ancora per collocare Padova tra le 10 più importanti città d’arte italiane per numero di presenze turistiche. La classifica 2017, infatti, parla chiaro: Roma, Milano, Firenze, Venezia, Torino, Napoli, Bologna, Verona, Genova e Pisa.

La città del Santo però può contare su ampi margini di miglioramento, e probabilmente ha più carte da spendere rispetto a queste big in termini potenziali. Ne è convinto l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Padova, Andrea Colasio, che qualche settimana fa ha detto in maniera perentoria: “Padova non ha ancora espresso nulla sulle sue potenzialità turistiche. Quest’incremento dà l’idea di come stiamo pian piano costruendo l’identità di una città d’arte, di una vera capitale artistica europea. Stiamo sganciando Padova dalla Cappella degli Scrovegni, che resta ovviamente importante, ma non può essere l’unico motore turistico della città, oltre al Santo per il versante religioso. La carta vincente è diversificare la strategia, come accade con la candidatura Unesco dell’Urbs Picta”. In altre parole, si può dare di più!

Ma come? Quali driver vanno utilizzati per far fare il grande salto a Padova? Per l’assessore Colasio gli assi vincenti da giocare per attrarre sempre più visitatori in città sono questi: “Bisogna continuare a puntare sulla politica delle grandi mostre, di cui quella su Mirò è un primo esempio. E’ quindi assolutamente prioritario dotarci di un sito web di destinazione e infine dobbiamo investire le risorse ricavate dalla tassa di soggiorno sul marketing di promozione turistica”.

Guardando al 2018, poi, le stime di CST esprimono ancor più dinamicità, almeno sul fronte dei visitatori stranieri: la crescita maggiore è attesa dai Paesi extraeuropei, anche se si prevede un aumento degli arrivi anche dai mercati europei e da quello domestico.

Gli incrementi più consistenti dovrebbero essere registrati per i turisti Usa, per i quali si stima una crescita del 5,5%. L’anno del turismo Europa-Cina dovrebbe trainare verso l’alto anche i flussi di visitatori cinesi, con un incremento previsto del 4,5%.

Michel Angelo