Aeroporto di Trieste, positivi i primi 7 mesi dell’anno

E ora si cerca un partner industriale per il decollo

Vola l’aeroporto di Trieste. Lo dicono esplicitamente i numeri con i dati di traffico e di bilancio nei primi sette mesi dell’anno largamente positivi a conferma di una crescita che pone attualmente lo scalo di Ronchi dei Legionari in una posizione primaria, in attesa di trovare un partner che ne consenta il definitivo decollo.

“L’aeroporto di Trieste si è rafforzato – ha detto la presidente delFvg Debora Serracchiani in occasione della presentazione dei dati assieme ad Antonio Marano, presidente di Aeroporto Friuli Venezia Giulia Spa – e l’azienda l’abbiamo risanata cosi da poter rimetterla sul mercato con un obiettivo chiaro, quello di entrare nel network che interessa tutti gli aeroporti delle nostre dimensioni” specificando però che “non vogliamo privatizzare, cerchiamo gli alleati giusti: non un partner finanziario, perché non ci servono soldi, ma un partner industriale, che ci consenta di crescere come è avvenuto per altri aeroporti quali Orio al Serio, Linate, Bologna”.

La strada tracciata da Serracchiani è quella di una gara europea aperta “a chi vorrà farci lavorare”. “Non vogliamo essere in mano alle compagnie aeree – ha ribadito la presidente – nè stritolati dai più forti, né troppo piccoli da non avere futuro”.

Per quanto riguarda le cifre relative al periodo gennaio – luglio 2017 vi è stata una crescita del numero dei passeggeri del 9,5 per cento, rispetto a gennaio – luglio 2016, con un aumento dei movimenti, rispetto allo stesso periodo, del 14,8 per cento. Luglio, in particolare, è il mese dei record: i passeggeri sono cresciuti del 25,8 per cento (86 mila il dato assoluto) rispetto al 2016 e i movimenti del 16,6 per cento.

Con più di 450.000 passeggeri nel montante 2017, il Trieste Airport registra un incremento del traffico di +9,4 per cento su base annua. I primi sette mesi dell’esercizio economico 2017 stanno registrando dati coerenti con il budget programmato confermando così le attese di una chiusura di bilancio caratterizzata da una creazione di valore in notevole incremento: 5,3 milioni di euro di margine operativo lordo, ben oltre i 3,6 milioni inizialmente previsti, e 2,8 milioni di utile netto, più che raddoppiato rispetto alla previsione iniziale di 1,2 milioni.

Restano confermate tutte le nuove rotte (17 destinazioni, con 11 compagnie aeree per oltre 100 voli settimanali), compresa Reykjavik, già riconfermata per l’estate 2018; con l’ulteriore novità, prevista in autunno, dell’inserimento di una tratta Trieste – Genova, operata dalla compagnia FlyValan con frequenza trisettimanale i cui biglietti saranno in vendita dal 1° settembre sul sito www.flyvalan.com.

Sia Debora Serracchiani che Antonio Marano hanno inteso sottolineare che per il 2018 si punta ad una nuova destinazione internazionale operata da una compagnia low cost/low fare e all’allargamento dei collegamenti a tre hub, includendo Francoforte – con cui è aperta una trattativa – accanto agli attuali Roma e Monaco, mentre sui voli domestici si punterà a Cagliari e Palermo mentre per i charter incoming il focus principale è sui Paesi Baltici, Russia e Scandinavia.

Resteranno i collegamenti estivi con le isole greche (Cefalonia, Samos, Skiathos, Zante,etc) e si punta ad un charter crociere Tui Cruises, con incremento del servizio con Horizon/Pullmantur, che andrà a compensare il mancato attracco di Costa Crociere a Trieste già annunciato per la stagione 2018.”Sono risultati ottenuti con un lavoro di squadra preziosissimo” ha commentato la presidente, Debora Serracchiani, confermando così anche “le scelte di management volute dalla Regione”.

Un lavoro importante, quello svolto sul fronte degli investimenti, che per Serracchiani accerta come “questa si confermi una delle infrastrutture strategiche su cui stiamo puntando maggiormente, sia nel presente che in prospettiva”. Tre gli interventi principali per ammodernare l’aeroporto: il Polo intermodale, la nuova area partenze, le infrastrutture di volo.

Sul terminal è stato infatti previsto un investimento complessivo di 8.130.841 euro nel quale rientrano, tra i vari interventi, la riqualificazione totale della zona partenze, recentemente completata (2.905.038 euro), i lavori di miglioramento in corso alla zona arrivi e al primo piano (500.000 euro) con la contestuale installazione di nuovi nastri di trasporto dei bagagli (290.769 euro) e di nuovi ascensori e percorsi per persone con disabilità (423.215 euro). È stato, inoltre, effettuato il miglioramento antisismico della struttura (470.690 euro).

Per le infrastrutture di volo l’investimento ammonta a 11.923.211 euro, la maggior parte dei quali (8.368.565 euro) andrà alla loro riqualificazione strutturale e funzionale, che sarà effettuata in larga parte tra questo e il prossimo anno. Previsti inoltre l’ampliamento e ristrutturazione del piazzale di sosta degli aerei, con un investimento di 1.140.00 euro.

Inoltre, entro il 2017 saranno effettuati interventi agli impianti per 531.525 euro con la sostituzione dell’illuminazione con lampade a Led (77.473 euro) e l’installazione di un impianto fotovoltaico per un picco di almeno 40 Kw (360.000 euro) ai quali si aggiungeranno nel 2018 altri investimenti per 145.398 euro (per un totale di 792.108 euro).

L’ottimizzazione della viabilità e delle aree di sosta e parcheggio vedrà invece entro il 2018 un investimento complessivo di 450.000 euro (di cui 370.474 tra 2016 e 2017 e 79.526 nel 2018) ai quali si sommano interventi vari e per la sicurezza (835.527 euro entro il 2018). Entro la fine dell’anno i parcheggi potranno essere prenotati anche online.

Quanto al polo intermodale il cronoprogramma prevede la chiusura del cantiere a febbraio 2018 e l’inaugurazione entro marzo. Il costo complessivo dell’opera è di 17,2 milioni di euro, coperto con finanziamenti pubblici e privati, secondo le regole dei fondi comunitari (14,2 milioni di euro il finanziamento pubblico, 1,6 milioni di euro il co-finanziamento privato). L’importo complessivo delle opere attualmente in appalto è di 13,6 milioni di euro.

Punto di forza dell’intero progetto è la fermata ferroviaria, di competenza di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), che sarà già adeguata anche ad accogliere i “treni freccia”. Per il presidente Marano quest’ultimo dato “colloca Trieste Airport tra gli unici aeroporti nel raggio di 400 chilometri ad avere un polo intermodale integrato con le ferrovie”.

Per Marano è stato inoltre centrato “l’obiettivo di sanare la società e trasformare l’aeroporto del Friuli Venezia Giulia in una realtà moderna, efficiente e in grado di favorire lo sviluppo economico e turistico della regione anche con una politica di destination marketing mai fatta prima in coordinamento stretto con PromoturismoFVG”.

Lucio Leonardelli