“A Christmas Carol” al Gran Teatro Geox.

Una favola moderna

Scordatevi per un attimo le atmosfere ottocentesche di Charles Dickens o le trasposizioni cinematografiche di Walt Disney con Zio Paperone nei panni dell’avaro Uncle Ebenzer Scrooge con Topolino (Bob) come segretario, Paperino o i fantasmi dei Natali passati, presenti e futuri con i panni del Grillo Parlante, Willie il gigante e Gambadilegno o l’apparizione del vecchio socio in affari di Scrooge interpretato da Pippo.

Allo stesso modo dimenticatevi della versione un po’ dark dalle cupe atmosfere di Robert Zemeckis con Jim Carrey, Gary Oldman, Colin Firth, Robin Wright e Bob Hoskins.

Portate tutto nel 2016 e affidatelo in versione musical a una compagnia di giovani talenti guidati nel testo e nella regia, da Andrea Narsi, su musiche originali e direzione musicale di Fabio Serri, e immaginate sul palco Giuseppe Bencivenga, Adele Crema, Sara Gimiliano, Kevin Lavenia, Leonardo Lusardi, Alessandro Marchi, Laura Matarazzo, Sara Portaro, Simone Ragozzino, Arianna Talè, Alice Tombola, Miriam Vardizadeh. Ecco “A Christmas carol” versione moderna. Con Scrooge più giovane e brillante inventore di videogiochi, sullo sfondo di uno skyline vagamente newyorkese su cui scende la neve, un Natale passato anni ’80 con la festa della scuola e un futuro recente dove la figura della morte aleggia soltanto.

Una favola moderna, non solo per bambini ma ben orchestrata, cantata e ballata che ha quasi fatto sold out al Gran Teatro Geox con la gente a battere le mani sulle ultime canzoni dopo aver richiamato sul palco tre volte i giovani artisti. Lo spirito di Dickens non viene assolutamente sminuito ma, tra smartphone in mano, dj, musica rock e (ovviamente protagonista che non poteva esserci nel romanzo dickensiano) un robot tutto fare dalle sembianze (e sentimenti) molto più umani del padrone che l’ha creato.

Scrooge non perde la sua aridità, né Bell il suo amore o Bob la devozione per il padrone ma i fantasmi portano allegria e saggezza con le loro splendide voci (il fantasma del Natale passato ha una straordinaria voce gospel) e, grazie a loro, in poco meno di due ore, tutto finirà con un lieto fine.

Insomma, un vero successo e una lezione di vita per i più giovani. Il denaro aiuta, sicuramente, ma se mancano gli affetti allora non si è soli solo a Natale ma per sempre e riscoprire di avere il cuore d’oro che si aveva da bambini è il regalo più bello che si possa ricevere. Dickens ne sarebbe rimasto contento anche se al posto del fumo delle fabbriche avrebbe visto sullo sfondo la sagoma dell’Empire State Building.

Pagina a cura di Zed Live!