Ciclabile del Sile, un progetto incompleto

È stata recentemente inaugurata la pista ciclabile del Sile, da Treviso al mare (Jesolo-Cavallino). Si tratta di un’opera importante per il turismo che sempre più si affida a iniziative ecologiche e al recupero del contatto con la natura. Ormai non sono più solo gli stranieri a praticare il cicloturismo che conta decine di meravigliosi percorsi ciclabili in tutta Italia e il Veneto è leader nel settore.
Tuttavia è relativamente facile costruire un percorso anche lunghissimo, ma è molto più difficile organizzare attorno ad esso una serie di servizi indispensabili.

Il caso della ciclabile del Sile ne è un esempio probante che la rende molto meno attrattiva di quanto potrebbe essere. Poniamo il caso che io voglia farmi una bella gita in bici da Treviso al mare, circa 50 chilometri. Passo una giornata in spiaggia e non me la sento di farmi altri 50 chilometri per tornare a casa o al posto da cui sono partito in bici.
Dove il turismo ciclabile è meglio organizzato – e non parliamo dei paesi nordici a cui dovremmo ispirarci, ma anche di percorsi italiani – c’è sempre la possibilità di mettere la bici sul treno o sull’autobus per rientrare. Questo non è possibile per la pista ciclabile del Sile poiché la compagnia di trasporto (MOM) non carica le biciclette sugli autobus e non c’è ferrovia. Per rendere davvero usufruibile la pista ciclabile occorre intervenire con tempestività. Un servizio, anche privato, che carichi i ciclisti – magari con prenotazione online – e li riporti in due o tre luoghi di partenza potrebbe essere conveniente sia per chi investe in esso sia per gli utenti.
Poi si può parlare anche di posti di ristoro, di deposito delle biciclette presso la spiaggia e di numerosi servizi collaterali che avrebbero la possibilità di diventare competitivi solo se cresce il numero degli utenti. E il numero cresce se c’è un trasporto per il ritorno!
La soluzione va studiata e gli amministratori potrebbero farsi parte attiva nel promuovere una migliore funzionalità di una struttura che aspettavamo da tempo e ha grandi potenzialità di sviluppo.

Corrado Poli