Riuso scaccia crisi: più che un’alternativa

Quando la crisi morde ci s’ingegna, e se la prima cosa che salta in mente è stringere la cinghia, la seconda è svuotare il magazzino sperando di raggranellare il più possibile.
Ma c’è ci si spinge oltre e nel concetto di riuso trova un vero e proprio business, creando cosi’ anche posti di lavoro.
Si stima infatti che nell’Unione Europea, negli ultimi anni i posti di lavoro nati grazie a questo fenomeno siano poco meno di un milione, in Italia circa 80000.
Commessi, magazzinieri, operatori ecologici, autisti, restauratori: sono solo alcune delle posizioni più richieste nell’esercito del riuso.
E se pensando al riuso viene subito in mente il riciclo e la raccolta differenziata, sono molti altri i settori portati in auge grazie alla necessità di risparmiare un po’: abbigliamento; accessori per bambini; veicoli; elettronica; strumenti musicali; arredamento.
Giganti come Subito.it ed Ebay devono molto (se non tutto) a questo trend.
Ma non bisogna dimenticare anche le enormi opportunita’ di lavoro date dalla sharing economy, che grazie al boost del riuso ha potuto far da subito passi da gigante. Basti pensare al boom di Airbnb, che genera importanti profitti extra per milioni di persone in tutto il mondo.
Se quindi è possibile, anche in tempi bui, creare economia “dal nulla”, c’è di che vedere il bicchiere mezzo pieno.

Marco Garbin