Terremoto nel Bellunese, tre scosse ad Agordo, allerta ma nessun danno

Tre scosse di terremoto nell’Agordino, in rapida successione, a distanza di pochi minuti l’una dall’altra, due delle quali avvertite distintamente dalla popolazione.

Trema il Bellunese, fortunatamente non si registrano danni, ma la protezione civile è stata messa in allerta: gli episodi sismici, anomali e isolati, si sono verificati nel primo pomeriggio di ieri e hanno allarmato la popolazione, con uffici e aziende evacuati per precauzione.

Sono le 14:22 di mercoledì quando la Rete Sismometrica della Protezione Civile del Veneto rileva un terremoto di magnitudo 3,6, con epicentro localizzato in prossimità di Agordo, a una profondità di circa 8 chilometri. Seguono altre due scosse: alle 14:26 (magnitudo 2.6) e alle 14:30 (magnitudo 3.0), con localizzazione analoga. Ulteriori piccole scosse (14 di magnitudo inferiore a 2) non sono state avvertite dalla popolazione, ma solo dai sismografi.

Da segnalazioni ricevute, l’evento principale è stato percepito distintamente dalla popolazione nell’Agordino e nella zona di Feltre e Belluno. Il Centro di Ricerche Sismologiche continua a monitorare l’attività sismica, in stretto contatto con il sistema di rilevamento e localizzazione automatica dei terremoti dell’Italia nord-orientale.

Dal punto di vista sismologico, gli eventi di ieri pomeriggio sono avvenuti in una zona di bassa sismicità. Dall’installazione della prima rete sismometrica dell’Italia nord-orientale (1977), nell’alto Bellunese è da segnalare un unico evento di magnitudo analoga, il terremoto di Pieve di Cadore del 7 aprile 1987, magnitudo 3.5.

Dal punto di vista della sismicità storica, la zona di Agordo ha risentito principalmente l’effetto dei terremoti dell’Alpago-Cansiglio (1873 e 1936) in relazione ai quali è stato raggiunto il VI grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg.

Filippo De Gaspari