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Devilman, oltre la violenza

Chi non ricorda la sigla così cupa che parla di riti satanici tra i ghiacci dell’Himalaia? Ecco, Devilman nasce così. Dalla mente geniale di Go Nagai che, per una volta, abbandona i suoi robot e crea un personaggio in bilico tra bene e male. Frustrato, spaventato e con una decisione da prendere. Salvare la Terra o distruggerla? Ma stavolta non alla guida di un robot.

Le origini

Devilman è un manga di Gō Nagai pubblicato sulla rivista Weekly Shōnen Magazine di Kōdansha dall’11 giugno 1972 al 24 giugno 1973 e raccolto in cinque tankōbon. L’opera venne liberamente trasposta in una serie televisiva anime dalla Toei Doga e trasmessa la prima volta in Giappone dalla rete televisiva TV Asahi dall’8 luglio 1972 al 7 aprile 1973. Ebbe inoltre un più fedele adattamento OAV, una trasposizione cinematografica live-action nel 2004 e numerosi manga spin-off.

La Genesi

L’opera ottenne un grande successo di critica e pubblico e, insieme ad altre opere come Mazinger Z e a Mao Dante, è considerata fra le serie più famose dell’autore e il suo anime contribuì negli anni settanta allo sviluppo e al successo dell’animazione giapponese in un decennio considerato il suo periodo d’oro. In un sondaggio effettuato da TV Asahi è risultato al 76º posto nella classifica dei cento anime più popolari in Giappone.

Trama del manga

La vita di Akira Fudo viene sconvolta dal suo amico Ryo Asuka quando questi gli rivela che la Terra sta per essere invasa dai demoni, esseri mostruosi ibernati per secoli nei ghiacci e che stanno per tornare in superficie. Secondo Ryo i demoni sarebbero vissuti sulla Terra prima della comparsa dell’uomo, e adesso ne rivendicherebbero il possesso. L’unico modo per sconfiggerli è quello di prendere il controllo dei poteri dei demoni stessi per combatterli ad armi pari. Ryo coinvolge quindi l’amico in un terribile rituale durante il quale Akira si fonde con Amon, il più potente e terribile dei demoni, e si trasforma in una creatura nota come Devilman. Solo lo spirito puro del ragazzo e il suo grande amore per la bella Miki gli permette di controllare Amon e di utilizzarne i poteri per difendere il genere umano.

Trama dell’anime

Un giovane demone, Devilman, viene spedito sulla Terra per sconvolgere il genere umano e far trionfare il regno delle tenebre. Per realizzare il suo proposito Devilman si impossessa del corpo di un ragazzo, Akira Fudo, ucciso insieme a suo padre da lui stesso. Tornato a casa nelle sembianze di Akira, Devilman viene adottato dai Makimura, amici dei genitori di Akira, e s’innamora della loro figlia, Miki Makimura. L’amore verso una fanciulla umana rappresenta un torto che il regno dei demoni, guidati dal Grande Zenon, che aveva spedito Devilman sulla terra per annientare il genere umano, non può tollerare. Inizia così una terribile guerra tra Devilman e i suoi ex-alleati.

Creazione e sviluppo

Go Nagai iniziò a sviluppare Devilman quando la Toei Animation, colpita dal precedente manga dell’autore Mao Dante, gli propose di lavorare a un nuovo anime in cui inserire un personaggio più simile a un supereroe ispirandosi proprio al precedente lavoro dell’autore. Nagai iniziò così a lavorare al suo nuovo manga unendo le tematiche presenti in Mao Dante al risentimento che ancora provava verso coloro che l’avevano bersagliato a causa di La scuola senza pudore (Harenchi Gakuen) in maniera tale da attaccare la società giapponese di quegli anni. Presentò un nuovo rapporto tra il bene e male portandolo dal mondo occidentale, soprattutto dal cristianesimo, al mondo nipponico. Sempre dal mondo occidentale, si ispirò alle incisioni di Gustave Doré della Divina Commedia, in particolare di quelle dell’Inferno, per la rappresentazione grafica del personaggio principale Devilman. A causa dei temi che il manga stava sviluppando, la creazione del manga e dell’anime si separarono e si svilupparono in maniera completamente diversa, con quest’ultimo che preferì favorire un anime più adatto a un pubblico più infantile.

Manga spin-off e crossover

La serie grazie alla fama internazionale ottenuta ha avuto diversi spin-off, alcuni dei quali scritti e illustrati dallo stesso Go Nagai mentre altri lasciati ad altri autori. Sempre in versione televisiva, Devilman appare anche in un capitolo della versione manga di Mazinga Z disegnata da Gosaku Ota, che si ispira all’OAV Mazinga Z contro Devilman.  Devil Lady, di cui si è occupato Nagai, è stato pubblicato tra il 1997 e il 2000. Un’ulteriore apparizione di Devilman in versione televisiva si ha anche nella serie spin-off al femminile Mazinger Angels. Il 19 aprile 2010 è stato pubblicato sulla rivista Champion Red di Akita Shoten il crossover Getter Robot VS Devilman. A partire dal 19 aprile 2012, per festeggiare i 40 anni della serie, sempre sulla rivista Champion Red è iniziata la serie Devilman G, uno spin-off della serie originale, scritto da Go Nagai e disegnato da Rui Takato.

Cattivo, violento, spaventoso. Devilman, la rivoluzione di Go Nagai

Miko, una studentessa dai trascorsi da borseggiatrice, rimugina tra sé e sé immersa nell’acqua di un bagno caldo. È appena sfuggita a un gruppo di malintenzionate e ora cerca conforto in un rito intimo che la isoli dal resto del mondo. Prega, promette di non fare più nulla di sbagliato. Il soggetto delle sue orazioni non sono però le violenze appena subite per strada, ma il suo aspetto. “Fa  tornare normale il mio corpo”, implora e, alzandosi bruscamente, rivela osceni orifizi putrescenti a deturparne petto e ventre.

Si tratta di un’immagine repellente e di una potenza spaventosa. Ma è ancora poco rispetto a quello che vedremo più avanti. Bambini decapitati, mutilazioni, fucilate in pieno volto. Mostruosità grottesche, violenza a fiumi e corpi divelti con foga animalesca.

L’estetica del corpo

Quando si parla del Devilman di Go Nagai, è facile fermarsi alla sua furia nichilista e al suo pessimismo, ma spesso ci si dimentica di come l’estetica del corpo sia da sempre uno dei perni centrali della poetica del fumettista. Dopotutto, il suo La scuola senza pudore era stata la prima pubblicazione nipponica per minorenni a introdurre, seppure in maniera piuttosto scanzonata, nudità ed erotismo. Il capolavoro da cui è tratta la scena appena descritta rappresenta la controparte perfetta di quel punto di partenza. Nella continua sfida del mangaka alle convenzioni e alla censura ecco che la gioiosa glorificazione di seni adolescenziali e gonnelle svolazzanti lascia il posto alla mortificazione assoluta della carne.

I demoni

La stessa descrizione dei demoni non lascia nulla al mistero di scrittori come Lovecraft. Nagai spiega in maniera scientifica il perché del loro aspetto ripugnate e li disegna sempre in piena luce, con pochi tratti ben efficaci e non fraintendibili. Niente giochi di vedo-non-vedo o ombre strategiche a velarne l’aspetto. E così capiamo come il loro aspetto infernale sia frutto di mutazioni fisiche portate all’estremo, di fusioni tra corpi già esistenti.

La poetica di Devilman

Nagai dà forma a una poetica che da lì a qualche decennio andrà a influenzare tutto il body horror, dalla premiata ditta Yuzna/Gordon in avanti. Oscure presenze da sempre presenti nell’immaginario collettivo assumono nelle sue mani una forma vera e propria, fatta di carne e deformità. I riferimenti sessuali si sprecano: fauci compaiono in concomitanza dei punti erogeni e orrende lingue si insinuano nel sesso di voluttuose minorenni. Un approccio ancora più estremo se si pensa che si sta parlando di un manga per ragazzi, la cui partenza non è troppo dissimile da molti altri shonen.

L’eroe

Tutto ruota attorno al pavido Akira Fudo, studentello senza qualità innamorato della bella (e ben più grintosa) Miki Makimura. Peccato che al confronto della forza di spirito e della tempra della ragazza il Nostro risulti ancora più inetto. Tutto cambia quando un giorno si ripresenta il suo vecchio compagno di scuola Ryo Asuka, copia speculare (anche graficamente) del protagonista e suo amico fraterno. Gli occorre aiuto per chiudere alcuni affari del padre archeologo e non può permettersi di coinvolgere nessuno di cui non si fidi ciecamente. Per una volta nella sua vita Akira non si tira indietro e, suo malgrado, finisce in un bizzarro circolo di evocazioni, piani demoniaci per l’invasione della Terra, feste hippy e manufatti risalenti a epoche precedenti al pleistocene.

Il risultato

Il risultato di tale gazzarra cambierà per sempre la vita del ragazzo: il potente diavolo Amon si fonderà con lui, trasmettendogli i suoi poteri di essere bestiale dalla forza immensa. Nasce così Devilman, eroe dai lineamenti luciferini in grado di sfruttare la rabbia del giovane per liberare tutto il suo potere e difendere così la Terra dall’invasione dei demoni. La prima parte della serie è praticamente uno shonen a tutti gli effetti, con una serie di demoni sempre più forti a scontrarsi con il nostro eroe. Peccato che le cervellotiche strategie e le astuzie di un Hiroiko Araki e del suo Jojo arriveranno solo quindici anni dopo a cambiare le carte in tavola. Con Nagai vige solo la brutale legge del più forte.

L’esempio

Così, quando un orrido demone-tartaruga crede di mettere in scacco il Nostro inghiottendo innocenti vivi per tramutarli in scaglie del suo carapace, non c’è spazio per troppi pensieri. Nonostante lo scudo dietro a cui il nemico si nasconde sia composto da persone ancora in grado di provare dolore, la minaccia deve essere comunque eliminata. Anche a costo di uccidere una seconda volta quei poveri disgraziati ormai parte integrante di un demonio senza cuore. E quindi ecco che il guscio viene sfondato a suon di pugni e l’antagonista terminato senza troppi problemi.

Go Nagai

«Se noi cresciamo bambini raccontandogli solo le cose belle e felici della vita, saranno incapaci di raffrontarsi con tutti i momenti duri a cui andranno incontro da adulti. Se non conoscono gli effetti devastanti della violenza e della repressione, causeranno problemi e sofferenza a chi avranno attorno. Penso che questa sia una delle ragioni per cui il popolo giapponese, cresciuto negli ultimi 60 anni leggendo fumetti che qualcuno ha etichettato come ultraviolenti, abbia scelto di non essere coinvolto in nessun conflitto dopo il 1945 e dichiarato nella propria costituzione di rinunciare alla guerra. L’esatto opposto di una nazione come gli USA, che ha una forte censura contro la violenza nei programmi per bambini», raccontava Nagai al magazine Egypt Today, nel 2009. Considerando il tour de force fatto di torture e assedi alla Straw Dogs degli ultimi capitoli di Devilman direi che gli adolescenti giapponesi degli anni Settanta hanno avuto la loro buona dose di lezioni antimilitariste.

La violenza come insegnamento

Dopotutto, Devilman è un’opera completamente incentrata sul perdere ogni inibizione per raggiungere il proprio obbiettivo. Senza alcun giudizio al riguardo. Perfino il linguaggio scelto pare accompagnare questo andamento, affidandosi a tavole spesso frammentate, con griglie brutalmente inclinate o aperture espressioniste. Ogni mezzo per sottolineare l’emotività dei personaggi è lecito, da quelli più prettamente fumettistici (splash page, sfondi che scompaiono nel nulla) ai richiami al kumadori tradizionale. La violenza è sempre esplicita e spesso si succede per pagine e pagine, reiterata ad nauseam. Perché nel mondo racchiuso tra queste pagine non esistono vie di mezzo.

Devilman: le cose che forse non sapete sul mondo dell’uomo diavolo

Devilman l’uomo diavolo, come definito nella sigla italiana, che ha inquietato la nostra infanzia tornato su Netflix con la nuova serie Devilman Crybaby. Ma il mondo del famoso personaggio ideato  da Go Nagai è molto più vasto e complesso di quello che si possa immaginare. Il manga, che ha visto la luce nel lontano 11 giugno 1972 sulla rivista Weekly Shōnen Magazine di Kōdansha, può essere di sicuro considerato una pietra miliare del fumetto giapponese nonché una delle opere più famose e influenti dell’autore.

Anche se con molte differenze tra anime a manga, la storia narra le vicende di Akira Fudo, un giovane ragazzo che verrà ben presto a conoscenza del più grande pericolo che minaccia la terra: i demoni che una volta dominavano il globo, si stanno risvegliando dai ghiacci con l’intento di eliminare la razza umana. Da qui in poi, come spiegheremo dopo, anime e manga prenderanno strade differenti; vediamo, quindi, cinque cose che forse on sapete su Devilman ma che vi consigliamo di leggere prima di approcciare di nuovo o per la prima volta alla lettura del manga o alla visione dell’anime.

Le origini

L’idea e l’incentivo utili a sviluppare il manga di Devilman vennero a Go Nagai dopo che la Toei Animation lo ebbe contattato perché colpiti da un precedente lavoro dell’autore, da noi poco conosciuto: Mao Dante. Il manga non ebbe mai una fine a causa della chiusura della rivista. Narrava le vicende del giovane studente universitario Ryo, al quale il destino riserverà il terribile incontro con il demone Dante che si impossesserà del suo corpo ma non della sua mente, dando così inizio al terribile scontro tra Dio e i demoni. Seppure Devilman prenda in prestito molte delle idee e dei temi apparsi in Mao Dante, non ne risultò un mero rifacimento, anzi, amplierà gli orizzonti e le tematiche dando sfogo all’enorme estro creativo del maestro, dando vita ad un manga maturo e completo sotto molti punti di vista, una pietra miliare dell’universo fumettistico del Sol levante e non solo.

Differenze tra anime e manga

Tutti coloro che videro l’anime in tv negli anni ’80 avranno sicuramente il ricordo di un diavolo innamorato che decide di lottare contro i malvagi per il bene delle persone che ama. La versione animata è, infatti, una variante piuttosto edulcorata del manga, molto più cruento e per nulla “politicamente corretto”. Già dall’incipit riconosciamo le prime sostanziali differenze, lasciati alla versione cartacea droghe e riti satanici Akira Fudo all’incontro con i terrificanti demoni ci arriva un po’ per caso perché, partito per una spedizione sull’Himalaya con suo padre, si imbatterà nei terrificanti mostri imprigionati nel ghiaccio. Dopo la sua morte il suo corpo occupato da Devilman, principe dei diavoli. Intenzionato a confondersi tra gli umani a scopo malvagio, ma che poi, innamoratosi di Miki, deciderà di proteggere dai suoi simili. Tutt’altro paio di maniche per la versione cartacea che non ci risparmia sangue e violenza ma nemmeno spunti di riflessione duri da digerire ma sicuramente profondi e rappresentativi dell’immaginario costruito da Go Nagai; da evitare solo se siete particolarmente amanti dell’happy end.

L’universo di Devilman

Devilman non si limita ai solo anime e manga degli anni ’70 ma ha visto nel tempo il suo universo espandersi tra OAV, crossover e spin-off cartacei e animati. Pochi sanno che parallelamente al manga classico ne fu prodotto un altro. Disegnato da Mitsuru Hiruta che ricalcava le vicende dell’anime seppur con toni marcatamente dark. Un curioso crossover è, invece, quello dell’OAV Mazinga Z contro Devilman. L’uomo diavolo fa un’apparizione anche in Mazinger Angels, spin-off al femminile del famoso robottone, o nel più recente Devilman vs Cyborg 009. Ecco, Devilman nasce così. Dalla mente geniale di Go Nagai che, per una volta, abbandona i suoi robot e crea un personaggio in bilico tra bene e male. che vede i due celebri personaggi scontrarsi per un non molto riuscito fraintendimento. Tra il 1997 e il 2000 Go Nagai si dedicò anche alla “versione femminile” dell’opera con DevilLady, che comunque si discostava da Devilman per background e personalità della protagonista. Tanto altro scritto e disegnato negli anni fino all’avvento di Devilman: Crybabay su Netflix.

Censura in Italia

L’anime di Devilman in Italia non è stato più trasmesso fin dal 1994 dopo le numerose proteste di genitori a causa delle tematiche a tinte horror, il linguaggio e la numerosa violenza presente. L’Italia non è nuova alla censura degli anime e lo sappiamo ma stavolta è stato fatto un ulteriore passo. La RCA, famosa etichetta discografica, ha, sempre a causa delle proteste, bloccato la pubblicazione della sigla cantata da I Cavalieri del Re.

La vera anima di Devilman

I temi trattati nel manga Devilman sono tutt’altro che semplici, l’anima del terrificante protagonista è in eterno conflitto, e quel conflitto pian piano si sposterà all’esterno in un mondo in rovina. La dicotomia tra bene e male diviene sempre più labile, a tal punto da non distinguerne più i confini. Ai lettori del manga non sarà sfuggita la feroce critica dell’autore alla società contemporanea, alla sua insensata caparbietà, alla follia generata da odio, paura e sete di potere che spinge a creare armi che dovrebbero difenderci e invece ci uccidono. Non è solo questo, Go Nagai si spinge e ci spinge quasi con violenza più avanti nella riflessione portandoci alla radice di tutto, al principio di ogni cosa: cosa è bene e cosa è male in un mondo in cui abbiamo perso ogni cosa? La risposta non è di certo semplice, ma personale e ognuno, forse, tra le pagine di questo magnifico manga troverà la sua.

Il nome del protagonista

Il nome di Akira Fudo, protagonista della serie Devilman, significa ‘brillante’, mentre il cognome deriva da Fudo Myoo, il nome giapponese della manifestazione del Buddha. Da notare quindi come sia il nome che il cognome, siano in netto contrasto con la natura demoniaca del giovane. Fortunatamente, Devilman è un eroe che combatte le forze dell’inferno in nome della pace e della giustizia. Nonostante tutto, nella serie Netflix abbiamo visto come Akira non fosse l’unico ‘uomo diavolo’ esistente.

Devilman: in commercio un whisky dedicato al personaggio

In madrepatria messo in commercio il whisky Invergordon 1972, con etichetta ‘Devilman’. L’esperto Hideo Yamaoka ha selezionato la bevanda a grano singolo come omaggio al supereroe giapponese. Da notare come la pubblicazione originale del manga iniziò proprio nel 1972 sulla rivista Shonen Magazine di Kodansha. Il whisky in questione invecchiato per ben 44 anni presso una distilleria di Invergordon, una città portuale nelle Highlands, in Scozia.

Devilman: differenze eclatanti tra fumetto e serie tv anni ’70

Le differenze tra il manga originale e la serie animata anni ’70 sono numerose ed eclatanti. Se il nemico numero 1 nel manga è Lucifero (incarnato nella persona di Ryo Asuka), nell’anime è invece il demone Zenon; quest’ultimo nel manga appare, ma esercita un ruolo secondario tra le schiere demoniache. Se il fumetto originale terminava con la fine del mondo, per mano dei demoni distruggono il genere umano, la serie TV termina con Miki che scopre la vera identità di Devilman, ossia Akira. Alla fine, la ragazza accetterà la natura demoniaca del su amato, che continuerà a combattere i demoni per assicurare la pace sulla Terra.

Come finisce Devilman

C’è un solo modo, guardare il monologo finale del manga lasciando da parte l’anime…

La sigla che tutti ricordiamo

Ciò che nessuno vi racconterà mai

La versione di Devilman action movie

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