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Fantaman un mito dalle antiche origini

“Ma c’è un uomo, forte, con un nome fantastico…”. E giù una terrificante risata con cui annunciare il suo arrivo, prima di percuotere i nemici con il suo elegante bastone da passaggio, appropriatissimo per un giustiziere con la testa da teschio e il corpo d’oro che deve sventare i piani del Dottor Zero. Serie storica, Fantaman, a cui in tanti, tra quelli già accampati davanti a una TV nei primi anni 80, sono ancora oggi affezionati. E che ha alle spalle una storia talmente lunga da poter guardare dall’alto in basso pure i super-eroi USA. Tutti i super-eroi USA.

Come nasce Fantaman

Fantaman (Ogon Batto, lett. “Pipistrello dorato”), è un manga basato sull’omonimo personaggio del supereroe nipponico, introdotto nel romanzo Ogon Batto di Takeo Nagamatsu nel 1930. Le storie, scritte da Koji Kata ed illustrate da Daiji Kazumine, sono state pubblicate da Daitosha tra il 1964 e il 1965. Un’edizione italiana in due volumi di quasi quattrocento pagine ciascuno, è stata pubblicata da Star Comics nel 2006. Dal manga è stata tratta una serie animata, prodotta dalla TCJ del 1967, trasmessa in Italia nel 1981.

La veridicità dei combattimenti

Nelle scene di lotta l’anime mostra uno stile proprio dei tempi andati, dove Fantaman per sbarazzarsi dei mostri e dei robot spesso li uccide, o quanto meno questi escono dallo scontro a pezzi o mutilati; ciò comunque non si riduce mai ad uno spettacolo splatter, in quanto combattimenti e violenze vengono sempre mostrati con una certa sobrietà.

Gli esordi di Fantaman

Il personaggio debuttò nel kamishibai, uno spettacolo viaggiante in cui un narratore racconta una storia accompagnandosi con una sequenza di immagini. Fu sufficientemente popolare da sopravvivere al declino del kamishibai successivamente alla seconda guerra mondiale e venne infine trasformato in un manga e anime.

Il romanzo

Dal romanzo sono stati tratti anche due film live action: uno nel 1950 e il secondo nel 1966. Quest’ultimo è stato anche distribuito in Italia col titolo Il ritorno di Diavolik.

Trama

Il celebre archeologo Dottor Corallo conduce una spedizione di ricerca che giunge fino a toccar l’Antartide; errore questo che si rivelerà per lui fatale, in quanto tutto ad un tratto emerge dal mare una strana creatura robotica che affonda in breve tempo la nave su cui viaggiava. Di tutto l’equipaggio l’unica a sopravvivere sarà la giovane figlia del professore, Maria (che nell’originale giapponese è presentata come di nazionalità italiana), la quale verrà soccorsa e portata in salvo dal Dottor Steele (membro di rilievo della comunità scientifica internazionale), che transitava proprio in quel momento nella zona per collaudare una delle sue ultime invenzioni, l’ipermacchina, una sorta di disco volante.

Gli altri protagonisti

A bordo del mezzo del dottor Steele sono presenti anche gli altri due protagonisti della serie: il figlio adolescente di Steele, Terry (un ragazzino avventuroso), e lo sbadato ed incapace assistente Gaby (grassoccio e costantemente affamato e pauroso, a volte lo si vede praticare il sollevamento pesi), che dà un tocco comico alla vicenda. Ma anche loro saranno di lì a breve attaccati: nella zona è infatti celata una delle basi segrete del perfido Dottor Zero, un geniale scienziato pazzo ossessionato dal desiderio di conquistar il mondo intero e sottometterlo alla sua volontà. Nell’adattamento italiano suo grido di battaglia è “Il mondo è mio!”.

Atlantide

Nel corso della loro fuga, a corto d’acqua dolce necessaria per il buon funzionamento dei motori dell’ipermacchina, i nostri eroi atterrano casualmente nella perduta isola di Atlantide, tornata da poco in superficie a causa di un’improvvisa eruzione vulcanica. Si mettono subito alla ricerca del prezioso liquido, ma neppure qui si trovano al sicuro e vengono nuovamente attaccati da un mostro a forma di mano gigante creato da Zero. Fuggendo seguono antichi ideogrammi che solo in parte riescono ad essere tradotti da Maria e che li conducono ad un sepolcro antichissimo. I geroglifici lì incisi dicono che ogni diecimila anni un grande male giunge a minacciare la Terra, ed è proprio allora che risulta indispensabile richiamar alla vita il guerriero celato all’interno della bara, in quanto solo lui lo può definitivamente sconfiggere.

La rinascita

Credendo di attivare un qualche genere di meccanismo, versano delle gocce d’acqua all’interno del sarcofago, riportando così alla vita Fantaman, l’eroe della giustizia: egli è il terrore dei criminali dell’antichità, e d’ora in avanti proteggerà il gruppo di Maria ed il mondo intero dalle mire diaboliche del dottor Zero e del suo perfido aiutante Gorgo. Ogni qualvolta si troveranno in pericolo o difficoltà, a Maria è affidato il compito d’implorare l’aiuto di Fantaman, il quale apparirà sempre preceduto da un pipistrello d’oro e da una grande risata.

Chi è Fantaman

Il suo volto è a forma di teschio e il corpo, muscoloso, è composto da un’armatura tutta d’oro. Indossa un mantello nero (rosso dal lato interno) con un alto colletto ed è armato d’una bacchetta (del tutto simile ad un bastone da passeggio) con la quale si sbarazza facilmente dei nemici che via via gli si presentano davanti. Risulta essere quasi del tutto invulnerabile, a meno che non sia disidratato. È inoltre in grado di evocare fulmini e causare piccoli terremoti. La sua presenza è preannunciata da un pipistrello dorato in volo (sorto da un piccolo tatuaggio posto sul braccio di Fantaman), seguito da una gran risata sardonica che riverbera tutt’attorno e che sembra provenire da ogni luogo. È in realtà uno degli antichissimi protettori di Atlantide, ch’è stato messo in animazione sospesa all’interno d’una tomba in stile egizio, nell’attesa d’essere risvegliato in un futuro lontano da un cuore puro, con l’intento di combattere le forze oscure. L’iscrizione posta sul coperchio del sarcofago che lo contiene lo descrive come “Un Dio della giustizia e protettore dei deboli”.

Il Dottor Zero

È a capo di un’organizzazione votata al crimine e con lo scopo di conquistare l’intero pianeta, per realizzar così le sue brame di potenza assoluta; è privo di gambe ed utilizza per muoversi una piattaforma volante, una sorta di mini-UFO. Al posto della mano sinistra ha una tenaglia metallica a forma d’uncino; indossa una maschera nera con le orecchie e 4 occhi di colori differenti, da ciascuno dei quali può sparare un differente tipo di raggio distruttivo mortale. Viaggia su un’enorme torre nera volante. Il tormentone del Dottor Zero è “Il mondo è mio!”. Morirà nell’ultimo episodio.

Le curiosità di Fantaman

Ecco di seguito alcune curiosità che in pochi penso sapranno

GIAPPONE CHIAMA COREA

Ogon Batto, cioè “pipistrello dorato”, è una serie di 52 episodi andata in onda in Giappone per la prima volta tra l’aprile del 1967 e il marzo del 1968. Trasmesso il sabato pomeriggio alle sette, l’anime è realizzato dalla Television Corporation of Japan (TCJ) di Tetsujin 28-go. Si tratta di uno dei primi casi di serie anime subappaltate a uno studio coreano: un esperimento ripetuto l’anno dopo con un’altra serie decisamente più horror, Bem il mostro umano. Ogon Batto arriva in Italia nell’81, sulle TV locali, con il nome di Fantaman. Anche in altri paesi latini l’eroe assume un nome simile: in Spagna diventa Fantasmagórico, nel mercato portoghese Fantomas.

SUPERMAN MUTO

L’anime è tratto da un manga scritto da Koji Kata e disegnato da Daiji Kazumine, pubblicato in Giappone tra il ’64 e il ’65, ma il personaggio di Fantaman era nato molti anni prima. Le sue origini risalgono infatti agli anni Trenta e a un pacchetto di sigarette. Nel 1930, il diciottenne Takeo Nagamatsu e il ventenne Ichiro Suzuki creano questo personaggio, ispirati pare da alcune figure mitologiche giapponesi viste in un museo. Il nome lo prendono da un brand di sigarette nipponiche, le Golden Bat. Il loro pipistrello dorato debutta nel kamishibai, che era una forma di spettacolo itinerante in cui un narratore accompagnava il suo racconto con delle illustrazioni.

CANTASTORIE

Quei 19 cartelli dipinti con Ogon Bat per i cantastorie da strada rendono il personaggio estremamente popolare e danno vita a vari manga, uno dei quali disegnato dallo stesso Nagamatsu e uno nel ’47 (Kaito Ogon Bat) da Osamu Tezuka, il “dio dei manga”. E sì, l’esser nato nel 1930 permette a Fantaman di guardare effettivamente dall’alto in basso TUTTI i super-eroi USA. Superman sarebbe arrivato solo nel ’38, Batman nel ’39. Perfino l’Uomo Mascherato (The Phantom) è del ’36.

I FILM E KILL BILL E FANTAMAN

Il successo di Ogon Bat dà vita a un primo film live action già nel 1950: Ogon Batto: Matenro no Kaijin. Nel ’66 è la volta dell’Ogon Batto diretto da Hajime Sato (Captain Ultra, I mostri della città sommersa) e interpretato da Shin’ichi Chiba, alias Sonny Chiba. Sì, l’Hattori Hanzo dei due Kill Bill di Quentin Tarantino. Nel ’72 esce invece Ogon Batto ga yattekuru, che però è un biopic e racconta le origini del personaggio nel kamishibai.

IL MILLENNIO NUMERO TRE, CHE NON C’È

Alla fine degli anni Novanta si prova a riportare in pista Fantaman con una nuova versione, un remake intitolato The Golden Bat: Millennium Version. Ne vengono realizzate alcune sequenze – secondo alcune fonti un intero episodio pilota – accompagnate dal remix del tema originale per cercare un acquirente. A dirigere il tutto è Shin’ichi Watanabe, il regista di Excel Saga, del demenziale Puni Puni Poemi e dello special televisivo Lupin III – L’amore da capo: Fujiko’s Unlucky Days. Ma il progetto non decolla.

LA SIGLA DI FANTAMAN CURANDO LA RISATA

La sigla italiana di Fantaman è stata scritta da Cleffer (Vincenzo Petti), Bruno Tibaldi e Ronnieross (Vincenzo Petti). A cantarla erano i Superobots, la band di Douglas Meakin interprete di innumerevoli sigle dei cartoni in quegli anni, qui con il nome di Superband. Douglas Meakin è nato Liverpool. Si è trovato a girare l’Italia con la sua band, i Motowns, negli anni Settanta, e ha deciso di restarci. A Liverpool, da ragazzo, era molto amico di un tipo che frequentava la sua scuola e abitava poco distante da casa sua. Quando un giorno venne a sapere che quel ragazzo stava per cambiare band, Meakin gli disse di lasciar perdere, di restare dov’era. Per la cronaca, quel ragazzo si chiamava Ringo Starr e stava per entrare nei Beatles.Col senno di poi, qui la risata diabolica alla Fantaman se la sono fatta sia il buon Douglas che Ringo.

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