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Il Tex di Alessandro Bocci. Intervista esclusiva per il Sestante News

“Una pericolosa società segreta xenofoba, i “Custodi”, si accanisce contro gli stranieri che si impossessano degli antichi manufatti messicani. Due archeologi, Colson Ballard e sua figlia Patricia, scompaiono in circostanze misteriose, mentre un amico del Morisco, Don Rodrigo de La Hoya detto il Negromante, che gestisce un piccolo museo privato, è in mortale pericolo. Ma Tex e i pards arrivano giusto in tempo per opporsi all’attacco delle misteriose e letali creature della notte guidate a distanza da una malefica strega…”

Descrizione

Queste righe sul sito Bonelli introducono la nuova avventura di Tex scritta da Gianfranco Manfredi per Alessandro Bocci, illustratore senese di rara versatilità e di eccezionale talento. Atmosfere suggestive, cura dei dettagli, certosina ricostruzione degli ambienti, chiaroscuri  e tratteggi degni di un incisore… questi sono i biglietti da visita di Alessandro Bocci che sembra voler irretire il lettore nelle sue tavole (e ci riesce!), fargli provare le emozioni che prova lui nel disegnarle e i protagonisti delle sue avventure nel viverle. E non a caso Alessandro ha una grande ammirazione per Aldo Capitanio, un altro grande illustratore che del dettaglio certosino aveva fatto una ragione di vita.

L’esordio

Dopo due episodi “brevi” di Tex ecco dunque l’esordio sulla serie ammiraglia. Da come ne parla sulla sua pagina FB Alessandro tradisce un po’ di emozione:

“Per chi ancora non lo sapesse il 7 Marzo esce in edicola la mia prima storia di Tex sulla serie regolare dal titolo “La regina dei vampiri”. Sarà il numero 701, il primo del nuovo “centinaio”. La storia sarà doppia e continuerà anche sul 702 in uscita ad Aprile. Dire di essere emozionati dopo 21 anni di attività è un pò esagerato ma sicuramente aspetto con curiosità questa uscita perchè innegabilmente segna un punto di svolta nella mia “carriera” di fumettista. Cimentarsi con un’icona del fumetto non è cosa da tutti e spero di aver fatto un lavoro all’altezza, anche per ripagare la fiducia che mi è stata data dalla Sergio Bonelli Editore…”

L’intervista

Alessandro, dopo una storia breve per il Color Tex e una sul Magazine è arrivata la serie regolare. È un po’ una sorta di consacrazione per una carriera lanciatissima. Te l’aspettavi? “Non è stato un fulmine a ciel sereno, gli accordi con Mauro Boselli erano che se avessi fatto un certo tipo di lavoro sul color sarei passato alla serie regolare. La prova è poi continuata sul Tex Magazine n. 1 e poi…eccomi qua. E’ andato tutto bene”.

Il tuo Tex è molto personale, eppure devi esserti ispirato a qualcuno dei disegnatori che ti hanno preceduto per arrivare alla tua personale cifra stilistica… quali? “Ho talmente guardato tanti di quei disegnatori in questi anni che citarli tutti non è possibile… resta il fatto che, come dici tu, io sono la somma di tutti loro. Certo, non è che guardando un autore diventi automaticamente bravo come lui…è un lavoro lungo e costante che devi fare con molta dedizione e convinzione. Nel caso specifico di Tex i disegnatori che ho “studiato” di più sono Villa, Civitelli , Mastantuono  e poi l’immenso Capitanio ( aaahh!! come vorrei una sua tavola del texone… ma tu lo sai!); comunque seguendolo mensilmente posso dirti che tutti i disegnatori di Tex sono molto bravi e da tutti ”prenderò” sicuramente  qualcosa facendolo ovviamente mio e proponendolo nel mio stile”.

Tecnicamente hai trovato qualche difficoltà a calarti nel mondo di Tex?  “Non molte. In fondo il west è un fumetto storico e io ho sempre adorato il genere. Sono un disegnatore che ama il realismo, affascinato dai particolari, dal cercare di capire come funzionavano certe cose… e il west, che sembra molto semplice da disegnare è invece pieno di particolari e situazioni che occorre conoscere e capire. Ecco, se conosci e capisci queste cose allora anche il west che andrai a disegnare sarà credibile. Ovviamente tutto questo va fatto nel West di Tex che ha una sua precisa connotazione sia grafica che scenografica, per cui alla fine il West di Tex è un altro mondo che devi studiare e imparare. Poi c’è Tex personaggio che come icona fumettistica va realizzato con caratteristiche ben precise sia grafiche che fisiche/posturali…e qui ho fatto la fatica maggiore. Ma capire un personaggio e il suo mondo è la cosa bella di questo lavoro”.

Come procedi quando ti arriva una nuova sceneggiatura? Il tuo modo di impostare il lavoro cambia a seconda del personaggio, dell’editore o di chi la scrive? “No, assolutamente no! Procedo sempre nella stessa maniera. Leggo la sceneggiatura, chiudo gli occhi e mi faccio il mio personale film… insomma “vedo” la sequenza, poi isolo le scene in base alle vignette. Mannaggia ti ho rivelato il mio segreto! Ah ah ah!”

Adesso che ho scoperto il trucco diventerò più bravo di te!!! Come nasce una tua tavola?  “Il procedimento è quello standard, anche se probabilmente cambia, rispetto ad altri disegnatori, nei tempi che dedico ai vari passaggi. Faccio un primo Layout (molto dettagliato) che sottopongo all’approvazione dell’editor che a sua volta mi comunica le eventuali correzioni. Approvato il layout passo alla matita definitiva e dettagliatissima che poi ripasso a china. Questo perché il mio modo di disegnare e molto minuzioso e il lavoro con le chine deve essere solo un “mero” esercizio di ripasso e non di disegno. Ho bisogno della matita definita al massimo perché disegnare certi particolare direttamente a china mi porterebbe inevitabilmente a commettere  errori”.

Tex non è nuovo ad ambientazioni Horror! Considerata la tua “provenienza” possiamo parlare di una storia confezionata su misura? Come ti sei trovato? “Poiché ho disegnato Dampyr per 14 anni  tutti penseranno questa cosa, ma non credo sia così, penso sia stato un caso e poi questi sono solo pipistrelli…modificati certo, ma pipistrelli… non ho dovuto disegnare il canonico vampiro Dampyriano. Questo tipo di storia però mi ha molto aiutato nel lungo iter lavorativo che una storia di Tex richiede ( 2 anni precisi… giorno più giorno meno)”.

E se un giorno Mauro Boselli ti proponesse di disegnare una nuova sfida tra Tex e Mefisto… cosa risponderesti? “Ma magari!!!! Sarebbe il massimo visto lo spessore  e l’importanza del “cattivo” in questione. Comunque in questa mia prima storia mi sono cimentato con El Morisco che come personaggio d’esordio non è niente male!”.

Biografia

Alessandro Bocci, senese (classe 1965), matura le prime esperienze professionali nel 1994, collaborando alla testata “Lazarus Ledd” (di Ade Capone, pubblicata dalla Star Comics), di cui diventa copertinista a partire dal numero 18. Nel 1997, si aggiudica il premio “Fumo di China” come “miglior giovane disegnatore italiano” e, nello stesso anno, realizza per la Marvel Italia un episodio della serie “Conan il conquistatore”. Approda alla Casa editrice Bonelli, nello staff di Dampyr, nel 2001, anno in cui vince anche il premio “Inca” come miglior copertinista (Lazarus Ledd extra n. 14, “Il cavaliere di San Giorgio”). La sua prima storia di Dampyr, “Il mare della morte”, n. 31, gli vale nel marzo 2003 l’assegnazione del premio “Cartoomics-If”, come promessa del fumetto italiano. Da alcuni anni ormai è definitivamente un disegnatore di Tex.

Luca Pozza

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