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Vultus V. Dal medioevo alla rivoluzione

“Vortice di luce tra le stelle col suo spirito ribelle sta arrivando Vultus V”. Chi non ricorda queste parole? Forse una delle sigle più belle mai realizzate grazie anche a uno splendido giro di basso che fa invidia a Fantaman. Eppure Vultus V (Chōdenji Mashīn Borutesu Faibu, lett. “Macchina Superelettromagnetica Voltes V), serie televisiva anime di genere fantascienza mecha del 1977 che presenta molte analogie col precedente Combattler V, sempre di Tadao Nagahama non ha riscosso grande successo in Italia.

La trama

In un pianeta simile alla Terra, Boazan, vivono degli umanoidi altrettanto simili ai terrestri, con l’unica differenza di avere le corna. Secondo le leggi dei Boazani, chi non possiede le corna può venire usato come schiavo; la loro società presenta infatti questo e altri elementi relativamente arretrati, nonostante posseggano una tecnologia molto avanzata.

I riferimenti a Lady Oscar

I vestiti e gli ambienti ricordano quelli della rivoluzione francese, ci sono spade, nobili, di certa ispirazione a Lady Oscar. Il fatto che Tadao Nagahama diresse i primi episodi di La rosa di Versailles (Versailles no bara), ha fatto supporre che la storia di Vultus V, col tema della popolazione schiavizzata che si solleva contro un’aristocrazia, fosse influenzato dalle precedenti ricerche di Nagahama sulla rivoluzione francese.

L’imperatore

Sul pianeta Boazan si sta decidendo il successore dell’imperatore: l’erede è troppo debole, restano perciò il figlio del fratello minore dell’imperatore, Kentarus, e il figlio della cortigiana preferita dell’imperatore, Zambazir. Zambazir scopre che il dott. Kentarus, sebbene nipote dell’imperatore, ha in realtà corna artificiali e dunque lo fa imprigionare. L’imperatore Zambazir, dopo la nomina, inizia una politica di invasione di altri pianeti, Terra inclusa. Kentarus invece, che ha sempre avuto dubbi sulle leggi discriminatorie del suo pianeta, si ritrova anch’egli fra gli schiavi: sfruttando le sue conoscenze scientifiche, crea armi di fortuna e organizza una rivolta, ma le forze dell’esercito sono superiori e la sommossa viene soffocata. Nel frattempo scopre che sua moglie è morta, dando alla luce un figlio. Il professore, con la speranza di poter organizzare una nuova rivolta contro l’imperatore Zambazir, fugge da Boazan. Raggiunta la Terra, si innamora della dottoressa Annabelle, dalla quale ha altri tre figli: Michel, Ivan e Carl.

I figli di Kentarus

Kentarus insieme alla moglie Annabelle, al dottor Esperus (che morirà in un combattimento e sarà sostituito dal dottor Barion come Annabelle) e al comandante Okanin, costruisce la base di Big Falcon e il robot gigante Vultus 5. I cinque piloti che lo guidano sono: Michel, abile nelle armi da fuoco, primo figlio di Kentarus avuto con Annabelle, Ivan, maestro nell’arte del bo, figlio di Kentarus, Carl, un esperto subacqueo, anche lui figlio di Kentarus, Gepi, abile con la frusta e nel rodeo, Sonya, figlia del comandante Okanin ed esperta nelle arti ninja.

Il Big Falcon

Dopo vari combattimenti e un potenziamento, alla fine il Vultus riesce a sconfiggere la base terrestre boazana, comandata dal principe Sirius. Il dottor Kentarus, rifugiatosi tempo prima sulla Terra, costruisce una potente astronave, l’Uccello solare, che combinata con Big Falcon può raggiungere in poco tempo il pianeta Boazan, grazie alla curvatura spaziale. Gli eroi raggiungono Boazan, e un proclama via radio dà il via alla rivolta degli schiavi che si riversano nelle strade.

L’ultima puntata

Nell’ultima puntata, il principe Sirius scopre di essere uno dei figli di Kentarus, comprendendo dunque perché da piccolo venisse preso di mira dagli altri. Zambazir invece si dimostrerà un codardo e poi, anche di fronte all’evidenza, non saprà riconoscere la propria sconfitta. Sirius, colmo di frustrazione, si reca presso la statua di Godor, dio protettore dei boaziani. La stuatua mostra un uomo seduto, con una spada nella sua mano sinistra e una fiamma di fuoco verde sul palmo della mano destra. La leggenda racconta che Godor salverà l’impero boaziano se ci sarà un uomo che amerà il suo paese più di quanto ami la sua stessa vita sacrificandola saltando fra le fiamme. Proclamando “Lunga vita all’impero boaziano”, Sirius si getta nel fuoco scoprendo che si tratta di un tunnel che porta nella cabina di controllo della statua di Godor, in realtà un robot guerriero. 

La battaglia con Vultus

La lotta con Vultus è incredibile e lo scambio di colpi danneggia entrambi contendenti ma l’Excalibur risolverà la battaglia, sconfiggendo il mostro alieno. Sirius esce da Godor e sfida Michel a un duello all’arma bianca: nessuno ne esce vincitore e entrambe le spade ne escono spezzate. Sirius afferra un pugnale per uccidere Michel ma viene fermato da Kentarus il quale riconosce l’arma che era stata un regalo per la sua amata Zeltrud, la sua prima moglie. Il principe afferma che il pugnale era di sua madre e con grande shock, Kentarus realizza che Sirius è in realtà il figlio mai visto avuto da Zeltrud e quindi non è altro che il fratello maggiore di Michel. Il principe non vuole credere a tutto ciò. Kentarus, con le lacrime agli occhi, chiede a Sirius di guardare l’elsa del pugnale che riporta il simbolo della pace boaziana. Il principe guarda nel suo pugno e è sconvolto nello scoprire un’immagine incisa raffigurante una coppia di colombe. 

La sorte dell’imperatore

Improvvisamente una risata: appare Zambazir, che accusa Sirius di essere responsabile e ideatore dell’attacco alla Terra. Vedendo agire il suo imperatore come un pazzo, Sirius scaglia il pugnale verso di esso. Il regnante portava una granata ed esplode ma il principe copre spontanemente il fratello per salvarlo da morte certa. L’esplosione genera una spaccatura nel terreno e i due vengono separati da una barriera di fuoco. Michel chiama a gran voce Sirius per ciò che ora rappresenta (“Niisan”, fratello maggiore) e così fa il padre. Sirius risponde dicendo: “Padre…” (Otoosan) e il fuoco lo inghiotte.

La fine della Guerra

La guerra giunge al termine: Kentarus diventa il leader del pianeta Boazan, abolisce la monarchia e le differenze razziste e dichiara la democrazia. Vultus viene dotato del meccanismo che gli permette di compiere il balzo spaziale verso la Terra. Il Big Falcon-Uccello Solare e Vultus V fanno ritorno sulla Terra, che si avvia verso un lungo periodo di pace.

I retroscena di Vultus

Per quanto sottovalutato Vultus V affronta temi da “adulto”. La dicotomia tra il governo terrestre e quello boazano improntato su una monarchia feudataria dove chi non ha le corna è schiavizzato fa riflettere lo spettatore sulle differenze razziali, affronta temi di fratellanza e pace negli episodi finali e si rivolge, quindi, a un pubblico più maturo. Le similitudini con Combattler sono certo evidenti, a partire dalla trasformazione in robot grazie a cinque diverse navicelle ma Vultus ha un suo carisma del tutto unico. Combattler richiama anche il sacrificio estremo, Vultus lotta solo per difesa della pace su due pianeti che, pur nascondendolo bene, molto hanno in comuna. Il regno Boazan non è altro che il riflesso della Terra secoli addietro. L’aiuto insperato arriva quando anche Excalibur, l’arma più potente, sembra essere messa in grado di non nuocere più e solo l’intervento di un Kentarus fino a quel momento dato per morto porterà all’evoluzione dell’arma con la “saetta globulare” ricordando ai figli che la rivolta armata è solo l’ultima soluzione dopo il fallimento della diplomazia. Per ultimo l’amore dei genitori. Da una parte Kentarus che ama ugualmente Sirius come i figli terrestri e il sacrificio della madre terrestre che si sacrifica per evitare la sconfitta dei figli lanciandosi con una navetta contro il mostro di turno nei primi episodi. Kentarus dimostra che si possono amare due donne e nessuna delle due scomparirà dai suoi ricordi, anche quando deciderà di restare su Boazan.

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