Brugnaro: voterei Razzi

E attacca i candidati del Pd

«La legge è fatta male. E io divento più forte politicamente, a prescindere da chi vince. Se vince il centrodestra avvantaggia i veneziani, è indubbio, ma visto che questa legge elettorale fa schifo non temo di dire che secondo me verranno condannati dalla Corte costituzionale. Di nuovo. È fatta male, non si può fare il voto disgiunto, ci saranno schede annullate e chi viene eletto è di fatto un nominato. Chi invece è sul territorio viene eletto e sta in trincea. Ha una forza politica, una rappresentanza, e responsabilità in più». Luigi Brugnaro e le elezioni politiche. Faville assicurate per la campagna elettorale. «Guardate, io farò il voto dall’estero. Devo andare in Australia. Parto il 19 febbraio e resto una settimana, poi vado a Tokio. Tornerò il 6 marzo e voterò qualche giorno prima in ambasciata. Non potrò neanche votare Razzi; lo hanno fatto fuori. Casualmente».

Dei candidati Cinquestelle, dice, non conosce nessuno. E non ha problemi se due consiglieri dell’opposizione Pd (Nicola Pellicani e Andrea Ferrazzi) puntano al Parlamento. «Non è obbligatorio che si dimettano, per me non ci sono problemi. A Venezia ci sono sempre stati candidati di prestigio. Ma quello che diventa senatore», dice Brugnaro, riferendosi, senza citarlo, a Ferrazzi in corsa per il Senato e che lo ha querelato «è quello che mi ha denunciato perché ho detto che porta sfiga. Da oggi lo chiamo senatore. Ma si apre un conflitto: io, eletto sono esposto e invece lui, diventando senatore, è protetto da mie controrepliche. Abbiamo un processo in corso e lui si salva. Hanno fatto il salva-Ferrazzi».

Brugnaro poi parla dei candidati di centrodestra. «Quello di Andrea Causin è un collegio sicuro. Qui a Venezia abbiamo la Andreuzza che avrei voluto assessore e che mi va benissimo. Ci ho parlato ieri. Lei dovrà essere, come rappresentante del centrodestra, colei che porta gli interessi della città alla Camera. La Casellati rappresenterà Venezia al Senato. Brunetta, candidato in Veneto orientale, è in predicatio di diventare ministro dell’Economia. Avere un veneziano ministro dell’Economia fa comodo a tutti… Quando si vota si pensa ai propri interessi. A me questi nomi piacciono, sono tutti persone degne». Il vero collegio delle sfide, pronostica il sindaco, è quello di Venezia-Spinea, contendibile dalla Andreuzza.

«Pellicani deve vincere sennò non passa; se la deve vedere con Mognato e deve vincere. Andreuzza in quel collegio può vincere se si dà da fare». E continua a ruota libera: «Vero che un deputato lo è sempre, indistintamente dal fatto di essere eletto all’uninominale o al plurinominale ma è indubbio che se vinci all’uninominale hai un peso in più perché sei votato direttamente dai cittadini. Rappresenti una intera coalizione». Tra i candidati di Forza Italia c’è anche Antonella Trevisan, l’ex candidata fucsia a sindaco di Mira.

Brugnaro si smarca con una risata che affossa qualsiasi idea su un suo appoggio alla candidata. «Ho visto anch’io». E continua a ridere. «No, queste cose le hanno fatte quelli di Forza Italia. Ne risponderanno loro. Non certo io». Discorso chiuso. Il voto disgiunto era perfetto per un sindaco di centrodestra che si ritiene renziano, gli chiediamo. «Io volevo il voto disgiunto nella legge, era nell’interesse di tutti. Poi quello che avrei votato dipendeva dai candidati. Se mi metti Ferrazzi capisci bene che non lo voto. Pellicani? Per come ha fatto opposizione finora non lo voto. Una opposizione responsabile è quella che dice: qui hai fatto male e qui hai fatto bene. Io, per loro, sbaglio sempre. Mai che ammettano una responsabilità. Non personali, certo. Nicola è arrivato ora in consiglio ma quell’altro? Che mi dice che devo spostare il palazzetto in un posto con quattro colonne? Baretta l’hanno messo a Chioggia… cose che non tornano. Non è rappresentanza degli interessi dei cittadini ma i cittadini sanno vedere lungo».

A.C.M.