Consultazione del 30 settembre. I pentastellati: “i cittadini devono esprimersi”

«Il referendum è un diritto del cittadino, a prescindere dai risultati». Martedì sera alla Scoletta dei Calegheri i Cinque Stelle hanno ribadito la necessità che il cittadino si esprima, al di là dell’esito. Tra i contributi che sono in programma per realizzare il referendum c’è quello annunciato dai neoeletti in Parlamento, ovvero quello di togliere il comma 22 della Legge Delrio. In sostanza per l’elezione del sindaco metropolitano, la Legge Delrio dice che ci vuole una procedura statale, mentre per la divisione di un Comune ce ne vuole una regionale.

Il M5S prevede di modificare il comma 22 che riguarda l’elezione diretta del sindaco metropolitano, scorporando la parte sulla divisione del Comune capoluogo, quella che sta creando problemi interpretativi fra gli articoli 133 e 117 della Costituzione. Il comma 22 unisce le procedure per l’elezione del sindaco metropolitano, previste dall’articolo 117 della Costituzione, con quelle per la divisione del comune capoluogo, previste dall’articolo 133. In questo modo si mettono insieme una procedura statale, la 117, e una regionale 133. I grillini, 330 in Parlamento, proporranno l’eliminazione della divisione del Comune capoluogo fra le condizioni per l’elezione del sindaco metropolitano, spianando la strada per la possibile realizzazione del referendum.

Gli invitati erano Stefano Chiaromanni, portavoce del fronte del sì per l’autonomia di Mestre, Alvise Ferialdi, portavoce del Comitato Marghera e portavoce del no, coordinato dall’avvocato Daniele Vianello. Erano presenti i tre consiglieri comunali (Elena La Rocca, Sara Visman e Davide Scano), la consigliera regionale Erika Baldin e, tra il pubblico, Gianangelo Bellati, ex candidato sindaco e promotore del sì. Da qui in avanti i Cinque Stelle organizzeranno anche diversi incontri per andare più a fondo della questione.

A.V.