In Fvg la campagna elettorale per le regionali si chiude con molti big in campo

E domenica parola alle urne

Alla fine in Friuli Venezia Giulia è arrivato anche Silvio Berlusconi per sancire ulteriormente la rilevanza politica che ha acquisito nello scenario nazionale l’appuntamento elettorale di domenica per il rinnovo del Consiglio regionale. Il leader di Forza Italia è arrivato nella serata di martedì e da allora ha avviato su tutto il territorio della regione una fitta rete di incontri con amministratori, operatori e cittadini, che, di fatto, concluderà oggi, ultimo giorno di campagna elettorale, unitamente al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, pure lui in Fvg da ieri assieme ad altre figure forti del mondo forzista.

Obiettivo di questa massiccia presenza è non solo quello di sostenere la candidatura di Massimiliano Fedriga quanto cercare di far riacquistare quota a Forza Italia che, secondo i sondaggi nei giorni scorsi, era data addirittura al di sotto dell’ 11 per cento ottenuto nelle politiche del 4 marzo, con il rischio quindi di scendere ad una percentuale ad una sola cifra, ipotesi che se si dovesse realmente verificare sarebbe decisamente deleteria per una Forza Italia che solo con l’arrivo del suo leader pare essersi nuovamente galvanizzata.

D’altro canto il boccone da dover digerire nel dover cedere la candidatura alla Lega è stato indubbiamente troppo amaro e non sembra sia stato ancora digerito del tutto nonostante la promessa, ancorchè non ufficializzata ma comunque nella logica delle cose, di poter avere la vicepresidenza con il suo capogruppo uscente Riccardo Riccardi.

Alla tre giorni di Berlusconi si è poi aggiunta per il centrodestra anche la presenza di Giorgia Meloni, la numero uno di Fratelli d’Italia, mentre oggi, venerdì, è nuovamente atteso Matteo Salvini, alla sua quarta presenza nell’arco di tre settimane in Friuli Venezia Giulia, il quale sarà presente dapprima a Pordenone e nel pordenonese, dopo di che nel pomeriggio sarà la volta di Udine per concludere poi in Piazza Borsa a Trieste per la chiusura della campagna elettorale.

Ad un certo punto pareva anche che i tre big del centrodestra potessero chiudere con un comizio finale unico ma alla fine tale ipotesi è “saltata”, probabilmente per effetto delle fibrillazioni che comunque ci sono all’interno della coalizione a causa degli sviluppi correlati al dibattito sul futuro governo, nonchè al fatto che comunque, alla fine, ognuna delle forze politiche in campo giocherà fino in fondo le proprie carte in modo solitario, ciò anche perchè la Lega ad oggi sarebbe data a livelli percentuali stratosferici.

Sul versante del centrosinistra, dopo il recente arrivo di Maurizio Martina, lo stesso Sergio Bolzonello ha d’altro canto rilevato che “la presenza di tanti leader nazionali non è altro che una prova muscolare tutta interna al centrodestra e legata a questioni nazionali e a questi leader del Friuli Venezia Giulia non frega assolutamente niente”.

“I cittadini della nostra regione – ha aggiunto il vicepresidente uscente della giunta Serracchiani – meritano rispetto, non di vedere tristi passerelle che sono l’unica cosa che è il centrodestra è in grado di proporre”.

Parole dure e pesanti quelle dette da Sergio Bolzonello il quale, a dispetto di tutti i sondaggi (anche se ufficiosi) che lo darebbero sotto, se non addirittura dopo il Movimento 5 Stelle, continua a predicare ottimismo, “con la convinzione – sostiene – che domenica si giocherà una partita diversa da quella che si è giocata alle recenti politiche”.

Massimiliano Fedriga, dal canto suo, forte anche di diverse presenze sui media televisivi nazionali, ha scomodato Paolo Del Debbio e Mario Giordano quali testimonial di un campagna elettorale che si è giocata su livelli diversi rispetto ai cosiddetti vecchi tempi, povera di confronti diretti, con un uso fino all’estremo dei social (così come è stato per buona parte dei candidati per il Consiglio regionale), in aggiunta ai vari incontri singoli che ciascuno dei candidati ha avuto su tutto il territorio della regione.

Il punto di domanda principale riguarda comunque il Movimento 5 Stelle il cui candidato Alessandro Fraleoni Morgera è partito in sordina, seppur confortato dal 24 per cento ottenuto dai pentastellati alle politiche, e che secondo molti comunque potrebbe insidiare il secondo posto al centrosinistra, al di là di quahto sta avvenendo in ambito nazionale con i grillini dichiaritisi pronti a fare il governo con il Pd, fatto questo che non si sa se e come potrà effettivamente avere dei risvolti rispetto a questa tornata elettorale in Friuli Venezia Giulia.

A questo punto quindi non resta che attendere domenica sera, con l’incognita dell’affluenza in conseguenza del fatto che si va a votare a cavallo tra due feste e quindi c’è il forte rischio del “ponte lungo”, anche se la rilevanza nazionale che è stata data come non mai a questo appuntamento potrebbe indubbiamente essere tale da invogliare anche coloro che magari avevano deciso di non farlo di andare a votare e da lunedì si saprà quale colore avrà il Friuli Venezia Giulia per i prossimi 5 anni.

Lucio Leonardelli