In Fvg la XII legislatura partirà ufficialmente il 22 maggio

Fedriga comunicherà la giunta il 18,con Riccardi vice

Tutto è pronto in Friuli Venezia Giulia per il varo della nuova legislatura (la dodicesima) dopo le elezioni dello scorso 29 aprile che hanno decretato l’ampia vittoria di Massimiliano Fedriga e della coalizione di centrodestra, con la Lega confermatasi il primo partito grazie ad un altisonante 35%. Il 22 prossimo ci sarà la prima seduta del nuovo consiglio regionale che dovrà procedere oltre alla convalida degli eletti alle nomine del presidente e dei vicepresidenti per le quali, al momento, non vi sono ancora certezze e tutto sarà inevitabilmente deciso entro la prossima settimana, così come per la definizione della giunta.

Per quanto riguarda la presidenza del consiglio è molto probabile che venga affidata ad un esponente di Forza Italia, che potrebbe essere l’ex parlamentare ed es sindaco di Gorizia Ettore Romoli, il quale avrebbe tutte le caratteristiche necessarie anche per essere stato dal 1998 al 2001 assessore regionale, vantando quindi una esperienza amministrativa e istituzionale di certo non indifferente.

Non è escluso però che la Lega, proprio in forza del risultato elettorale ottenuto, pretenda per sè anche tale carica che potrebbe essere affidata all’ex sindaco di Palazzolo dello Stella Mauro Bordin, il più votato tra i salviniani, anche se pare più probabile che possa essere designato per il ruolo di capogruppo della pattuglia leghista che conta 18 eletti, compreso il presidente Fedriga.

L’ex sindaco di Talmassons, Pier Mauro Zanin, pare invece (grazie alle 1.909 preferenze) essere destinato ad assumere la carica di capogruppo in Forza Italia, ruolo ricoperto nella passata legislatura da Riccardo Riccardi, colui che era inizialmente il candidato in pectore per la corsa alla presidenza e che ha dovuto, suo malgrado, cedere il passo alla candidatura di Fedriga, in virtù soprattutto dell’accordo romano tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini per la elezione di Elisabetta Casellati alla presidenza del Senato.

Riccardi comunque, come ribadito dallo stesso Fedriga, andrà ad occupare all’interno della giunta la casella del vicepresidente unitamente, con tutta probabilità, alla delega riguardante il comparto delle infrastrutture, ruolo peraltro già ricoperto dal 2008 al 2013 con la giunta Renzo Tondo allorchè vennero sbloccati i lavori per la realizzazione della terza corsia sulla A4 (tuttora in corso e il cui completamento è previsto attorno al 2023).

Riccardi, tra l’altro, dovrebbe da subito occuparsi anche della difficile partita relativa alla concessione autostradale, scaduta nel marzo 2017, attualmente in capo ad Autovie Venete in merito alla quale è aperto a Roma da mesi un tavolo con i ministeri alle infrastrutture e dell’economia al fine di garantire il rilascio di una nuova concessione ad una Newco interamente pubblica, composta dalle regioni Fvg e Veneto, al fine di evitare, come vorrebbe la UE, una gara per la quale l’attuale Autovie Venete e la stessa regione non sarebbero certamente in grado di affrontare.

Peraltro si tratta di una corsa contro il tempo dato che tutto l’ “impianto” dovrebbe concretizzarsi entro il 30 settembre, termine previsto dalla stessa UE, e di certo non è, come invece potrebbe sembrare, una questione facile da chiudere, sia per le difficoltà in ambito europeo sia per la mancanza attualmente di interlocutori certi in ambito governativo.

Quello delle infrastrutture è, complessivamente, uno dei settori più delicati, considerando anche le politiche relative al Porto di Trieste e all’Aeroporto, per le quali Fedriga necessariamente di una figura di comprovata esperienza come è appunto Riccardi, ancorchè, al momento, il neopresidente non abbia ancora ufficializzato alcunchè rispetto al nuovo esecutivo che conta di rendere noto venerdì prossimo, a pochi giorni dall’insediamento del consiglio.

Quello di Riccardi, al momento, è dunque l’unico nome sicuro, al di là di altri nomi che attualmente ricorrono, tenendo sempre conto che dei dieci assessori previsti metà dovrebbero essere della Lega, 2 di Forza Italia e gli altri 3 espressi dagli altri gruppi (Fratelli d’Italia, Progetto Fvg e Autonomia Popolare), con una rappresentanza di almeno tre donne. Una di queste dovrebbe essere quasi certamente Barbara Zilli, consigliere uscente della Lega, la quale ha stabilito il primato di essere eletta – ottenendo circa 4.500 preferenze complessive – sia nella circoscrizione di Udine che in quella di Tolmezzo (ha poi optato per la seconda) ed è una delle fedelissime di Fedriga il quale potrebbe affidarle il delicato compito di occuparsi delle autonomie locali e della revisione della riforma della giunta Serracchiani che ha istituito le Uti, contro le quali c’era stata una protesta diffusa che aveva coinvolto, in maniera trasversale, molti comuni.

Sul versante del centrosinistra intanto il Pd ha provveduto ad eleggere quale capogruppo Sergio Bolzonello il quale, nel ringraziare per l’incarico, “che accetto – ha detto – con la determinazione di chi sa che ci attendono cinque anni di controllo, ma anche di proposte, un’opposizione che sia responsabile, costruttiva e attenta”, ha sottolineato sarà indispensabile una “politica responsabilità con la consapevolezza che il percorso avviato cinque anni fa non può essere azzerato, deve anzi essere rafforzato attraverso dei correttivi. Sarà in ogni caso compito della maggioranza e del centrodestra, noi saremo attente e propositive sentinelle”.

“I numeri certificano d’altro canto, una volta di più, che lasciamo una regione in salute con alcuni settori che stanno avendo crescite record, l’auspicio è che questo patrimonio non venga disperso” ha rilevato Sergio Bolzonello nel commentare il monitor sul quarto trimestre del 2017 dei distretti industriali del Triveneto, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo. Da tale studio emerge che i distretti del Friuli Venezia Giulia sono cresciuti del 6% (+109 milioni) soprattutto grazie alla filiera del Sistema casa, che sviluppa da sola il 52% dell’avanzo commerciale distrettuale regionale (+14,8% per il Mobile di Pordenone). Tra i distretti dell’agroalimentare si segnalano Caffè di Trieste (esportazioni più che raddoppiate), Vini e distillati del Friuli (+5,9%) e del Prosciutto di San Daniele (+6,2%); leggera flessione, invece, per la Meccanica di Udine e Pordenone.

“Sono numeri che conoscevamo bene – ha rimarcato l’ex vicepresidente con delega alle attività produttive – e paradossalmente non servono per prendere voti. Una delle sfide più importanti vinte in questi 5 anni è quella della filiera della casa, in molti la davano per spacciata, oggi invece è uno degli assi più importanti per l’economia del Friuli Venezia Giulia.Chi dovrà governare però, al netto della campagna elettorale, sa che riceve una Regione in salute sotto il profilo dell’economia. Questi numeri sono il patrimonio da cui ripartire e non si deve in nessun modo gettare via il lavoro fin qua svolto, questo è l’invito che lancio al neo governatore Massimiliano Fedriga”.

Il neopresidente, intanto, dopo essersi dimesso dal Parlamento, per il quale era stato eletto la terza volta, ha partecipato ieri per la prima volta alla conferenza Stato-Regioni, “una delle sedi – ha dichiarato – nelle quali sarà necessario dare voce alle richieste del Friuli Venezia Giulia.”

Lucio Leonardelli