In Fvg saranno in 4 a giocarsi la presidenza della Regione

Con il leghista Massimiliano Fedriga ampiamente favorito

Il quadro in Fvg per l’appuntamento con le regionali del 29 aprile è ufficialmente chiaro e definito. Saranno quattro i candidati a sfidarsi per occupare la poltrona di Debora Serracchiani la quale da lunedì scorso non è più ufficialmente presidente della regione, dopo 5 anni di mandato caratterizzati da luci e ombre e che, forse, avrebbero quanto meno meritato il giudizio degli elettori ma l’ex braccio destro di Matteo Renzi ha scelto di andarsene a Roma, sicuramente per una poltrona meno scomoda.

Toccherà quindi al suo vice Sergio Bolzonello tentare il bis per un centrosinistra che si presenta all’appuntamento elettorale forte del recupero fatto anche di quella parte di sinistra che pareva potesse andarsene per la sua strada e che invece ha trovato un’unità di intenti in “Open Fvg”, movimento che ha tra i suoi fondatori l’ex sindaco di Udine Furio Honsell, consiglieri regionali uscenti come Giulio Lauri (ex Sel, presidente di Open) e Mauro Travanut (Mdp), e l’assessore regionale all’Istruzione, Loredana Panariti.

Si è dunque realizzato, come sottolineato dallo stesso Honsell, “quel progetto unitario a sinistra che nessuno in Italia ha saputo realizzare, se non nel Lazio con Zingaretti e in Friuli Venezia Giulia l’obiettivo è stato comunemente raggiunto, anche alla luce delle ultime politiche”. Un centrosinistra, quindi, che ha saputo unirsi attorno alla figura dell’ex sindaco di Pordenone che, pur essendo sfavorito nei sondaggi, non è certo una figura da arrendersi prima del tempo, ancor più dopo aver presentato nei giorni scorsi la tappa del Giro d’Italia sullo Zoncolan, “una scalata non facile – ha detto – impervia e impegnativa ma che ti dà tante soddisfazioni alla pari di quella nostra per la regione”.

Sul fronte del centrodestra l’unità, dopo giorni schizofrenici e diversi nomi “bruciati”, l’unità è stata raggiunta sul nome di Massimiliano Fedriga, soluzione che era, di fatto, nell’aria subito dopo il risultato delle politiche del 4 marzo che anche in Fvg è stato premiante per la Lega che ha letteralmente trionfato, “asfaltando” soprattutto Forza Italia che non a caso, temendo forse questo esito, aveva chiesto invano di chiudere anzitempo su un proprio nome.

La soluzione pareva che fosse stata trovata con la disponibilità di Renzo Tondo, leader in Fvg di Autonomia Responsabile dopo aver abbandonato FI cinque anni fa ed eletto nuovamente in Parlamento per conto dei “fittiani”, ma l’arrivo a Udine di Matteo Salvini è stato determinante per dare concretezza alla marea di richieste che il popolo leghista, e non solo, ha subissato il leader della Lega e la conseguente accettazione della candidatura del capogruppo uscente alla Camera e segretario regionale.

Sarà pertanto Fedriga, 37 anni, di cui dieci trascorsi in Parlamento, rieletto per la terza legislatura, triestino, leghista fin da quando a 15 anni venne folgorato da Umberto Bossi, a guidare le forze del centrodestra che hanno fatto la loro prima uscita ufficiale mercoledì a Pordenone, in casa di Bolzonello, con tutti i leader seduti al tavolo a dare quel segnale di compattezza che l’elettorato, di fatto, voleva e si attendeva.

Da Renzo Tondo, capolista di Autonomia Responsabile in tre delle quattro circoscrizioni, a Fabio Scocimarro di Fratelli d’Italia, nonchè Sergio Bini, fondatore di Progetto Fvg (“un movimento – ha detto nella circostanza – che ha inteso raccogliere il mondo delle categorie”, e, soprattutto, Riccardo Riccardi per Forza Italia sul cui nome i berlusconiani avevano fatto quadrato per puntare alla guida della coalizione.

E, in effetti, l’attenzione era rivolta maggiormente proprio sul capogruppo uscente degli azzurri, che peraltro ha deciso di non candidarsi (sembra per non “disturbare” nelle preferenze coloro che lo avevano sostenuto e che sono presenti nelle liste di FI), il cui intervento, conclusosi con un lungo abbraccio a Fedriga, è stato “illuminante” rispetto ad una serenità ritrovata e “a quel lavoro di squadra – ha affermato – che è necessario per poter vincere in quanto anche se i sondaggi ci sono i favorevoli i risultati li sapremo solo nella sera del 29 aprile”.

Un Riccardi, dunque,più che mai autorevole e tutt’altro che deluso dal fatto di aver dovuto cedere il passo (“non era un Gran Premio tra me e Fedriga – ha detto – perchè si è sempre cercato di salvaguardare quello che era e rimane il bene primario ovvero l’unità della coalizione”), tanto più che con lo stesso Fedriga ci sarebbe già di fatto l’accordo che garantirebbe all’esponente forzista il ruolo di vicepresidente con deleghe di peso, forse le infrastrutture se non le attività economiche.

“Da parte mia – ha assicurato da parte sua Massimiliano Fedriga – posso dire che non sarò come hanno fatto Matteo Renzi e Debora Serracchiani un uomo solo al comando, anche perchè dobbiamo lavorare tutti assieme sin da subito se vogliamo ricostruire il Fvg dalle macerie cui è stato ridotto dal malgoverno della sinistra e da Debora Serracchiani che ha preferito fuggirsene a Roma, scegliendo, contrariamente a me, la carriera invece che la regione”.

A contrastare Bolzonello e Fedriga ci proveranno il Movimento 5 Stelle con il ricercatore triestino Alessandro Fraleoni Morgera, anche se sulla carta non sembrano aver grandi possibilità, fatto salvo che non vengano premiati dal “voto di opinione” sulla scia dei risultati del 4 marzo, e Sergio Cecotti, già presidente della regione e sindaco di Udine, che si presenta con una lista e con un programma di autonomia nella specialità interessante ma non sembra avere alle spalle una coalizione forte, rendendolo pertanto fragile sotto il profilo del consenso elettorale.

Intanto Affari Italiani, senza però rendere note le fonti, ha provveduto a diramare i primi sondaggi in base ai quali si profilerebbe una vittoria schiacciante del centrodestra con Massimiliano Fedriga al 50% delle preferenze e la Lega primo partito con il 30% seguita da Forza Italia con il 6-7%, Fratelli d’Italia con il 4%, analogamente alle altre due liste a sostegno di Fedriga, Progetto Fvg e Autonomia Responsabile. In seconda posizione si attesterebbe il Movimento 5 Stelle del candidato Alessandro Fraleoni Morgera con il 25%. Drammatico il dato che riguarderebbe il centrosinistra che si attesterebbe al 20%,con il Pd attorno al 15%, e le altre liste comprese tutte assieme tra il 5-6%.

Sondaggi che se dovessero risultare veritieri confermerebbero, sostanzialmente, l’esito delle recenti elezioni politiche e, soprattutto, acuirebbero ulteriormente la crisi del Pd, anche se al 29 aprile manca ancora un mese e la sfida, sondaggi o non sondaggi, è fin troppo aperta.

Lucio Leonardelli