Illustrate da Massimiliano Fedriga le linee programmatiche

Interventi su enti locali, sanità, infrastrutture e sicurezza

Settimana politica in Friuli Venezia Giulia caratterizzata dalla presentazione in consiglio regionale da parte del Governatore Massimiliano Fedriga delle linee programmatiche del suo mandato che saranno discusse e votate il primo 7 giugno. E’ stato un Fedriga particolarmente emozionato quello che si è presentato davanti ai neo consiglieri esordendo con il dire che ” si tratta per me di una profonda emozione quella che provo oggi, nonostante i miei dieci anni di attività alla Camera dei Deputati, emozione che deriva dall’orgoglio di poter servire la mia terra, ma anche dalla consapevolezza di dover affrontare un compito che, per natura e contesto, reca in dote molti più oneri che onori”.

“Una certezza – ha proseguito Fedriga – corre in mio soccorso: quella di non essere solo, poiché so che posso contare anche su persone che lavorano negli uffici con competenza e professionalità oltre a quella disponibilità che consentono a tutti noi di poter svolgere il compito per il quale siamo stati eletti e dar seguito agli impegni che ci siamo assunti.”

“Nessun programma di governo – ha continuato – può prescindere, ancor prima che dalle questioni di merito, da quelle di metodo”. A questo proposito, il governatore ha sottolineato che “gli obiettivi migliori si raggiungono attraverso il dialogo e non con le imposizioni. “

Un intervento lungo e articolato quello dell’esponente della Lega che ha toccato tutti i settori sui quali si concentrerà l’attività sua e della giunta nel prossimo quinquennio. In primis gli enti locali Enti locali, “non solo in quanto emanazione della volontà popolare ma soprattutto a riconoscimento dell’inoppugnabile: com’è vero che ogni Comune rappresenta il punto di riferimento e primo interlocutore cui si affidano i cittadini”.

A questo proposito, Fedriga ha evidenziato la necessità di ” dare da parte della regione risposte che, al pragmatismo, abbinino il rispetto delle identità, cardine della nostra società in generale, e della nostra regione in particolare”.

“La Regione alla quale penso – ha aggiunto – è snella, flessibile e dinamica e, dunque, veste i panni di pianificatrice, disegna le strategie, coordina le attività ma mai prevarica né impone le proprie decisioni su chi è poi chiamato, in una logica di piena cooperazione istituzionale e funzionale.”

In tema di attività produttive, evidenziando come il Friuli Venezia Giulia non sia mai stato una regione marginale, il governatore Fedriga ha rimarcato che “compito dell’amministrazione sarà quello di integrare le strategie in essere per incidere in modo sempre più puntuale sulle capacità attrattive della regione, sfruttando inoltre quel profondo legame che unisce agricoltura e ambiente e che dà vita a prodotti enogastronomici di assoluto livello, ricordandoci che la nostra filiera agroalimentare rappresenta un vero e proprio capitale immateriale che dovrà essere adeguatamente valorizzato in un percorso parallelo a quello della promozione dei nostri beni artistici”.

In particolare secondo il governatore “è necessario superare le vecchie culture industriali del Novecento e promuovere gradualmente nuovi modi di pensare, nuovi stili di vita. La sfida è innanzitutto culturale: dobbiamo abbandonare gli sprechi, consapevoli che le risorse non sono illimitate, e potenziare le fonti di energia alternativa anche attraverso quell’economia circolare che ne favorisce la conservazione.

Da qui l’urgenza di un cambio di paradigma per avviare un modello di sviluppo basato su investimenti, ricerca, innovazione e nuove professioni. Il nostro obiettivo è, quindi, la sostenibilità possibile. Un problema complesso quanto fascinoso che investe il processo industriale ma anche l’educazione, l’efficienza, le mentalità, il lavoro, la salute”.

“La chiave di tutto – ha sottolineato – rimane comunque la riduzione della pressione fiscale. Vittima della sua natura di Regione di confine, il Friuli Venezia Giulia paga più di altre aree del Paese lo svantaggio di trovarsi due vicini quali Austria e Slovenia la cui pressione fiscale, loro merito, risulta essere nettamente inferiore alla nostra. Se le delocalizzazioni sono un pericolo da scongiurare più in prospettiva che nell’immediato, impellente è l’esigenza di rilanciare occupazione e investimenti: target che si possono perseguire solo con misure importanti e risolutive”.

Secondo quanto spiegato dal governatore “il traino all’economia dovrà pertanto essere garantito da una riduzione dell’Irap, per permettere alle imprese di avere un rapporto più agile con la pubblica amministrazione e soprattutto di impiegare le risorse resesi disponibili sull’innovazione e sull’assunzione di personale, energizzando così il mercato del lavoro.

Il taglio delle tasse, abbinato alla sburocratizzazione, mirerà inoltre a richiamare nuovi investitori, invogliando le imprese a puntare sul Friuli Venezia Giulia in virtù di regimi fiscali agevolati, penso a specifiche Zone Economiche Speciali Regionali, prospettiva alla quale guardo con grande interesse, oltre ovviamente ai Punti Franchi che già adesso rendono il Porto di Trieste unico nel mondo”.

Per il governatore “sarà essenziale riprendere le trattative con il Governo centrale, finalizzate a riequilibrare il rapporto funzioni-risorse, pesantemente intaccato, per circa 920 milioni di euro solo nel 2018 tra accantonamenti e riserve, dalle manovre statali susseguitesi nel corso degli ultimi anni, e a rivedere le compartecipazioni, in modo da dare pieno riconoscimento ad una specialità come strumento di rilancio del territorio”.

Particolare attenzione per quanto riguarda la riforma sanitaria varata dalla precedente amministrazione, secondo Fedriga, lo scontro aspro e le polemiche, “ora devono lasciare spazio a idee, per offrire risposte convincenti alle criticità emerse nel tempo”. Per far questo occorrono “capacità di ascolto, instaurazione di un rapporto di fiducia e collaborazione, implementazione del senso di appartenenza e della volontà di fare squadra”. In questo senso, ha rilevato il governatore, “una nuova riforma non rappresenta in sé e per sé la soluzione per cambiare la rotta” e “qualsiasi intervento deve essere conseguenza di una precisa definizione delle risorse economiche da destinare al Sistema sanitario regionale”.

“Il contributo dei professionisti e un processo di informatizzazione dovranno essere affiancati – ha detto il Governatore – da una revisione dell’attuale assetto, individuando una equilibrata e coerente distinzione tra i processi delle strutture ospedaliere e del servizio territoriale, che però, ovviamente, devono mantenere la loro complementarietà. Tutto ciò prevedendo un unico punto di governo per la pianificazione, il coordinamento ed il controllo del Servizio sanitario regionale”.

In quanto alle misure di protezione sociale, Fedriga ha affermato che “l’inclusione sociale non deve essere sinonimo di assistenzialismo” e peranto “una mano responsabile non estrae dalle tasche denaro pubblico per mantenere i figli inattivi, ma per contribuire alla loro formazione e al loro inserimento professionale, mentre interviene con più incisività per risolvere le difficoltà di chi, come nel caso degli anziani o dei disabili, richiede maggiori e più durevoli tutele”.

Il governatore ha quindi tracciato in dettaglio la fisionomia di un “welfare nuovo”, articolato in sei punti, a partire dalla ridefinizione dei criteri di accesso ai servizi sociali e all’edilizia agevolata, “attribuendo il giusto peso agli anni di residenza in Friuli Venezia Giulia”.
In secondo luogo il governo regionale perseguirà “l’autonomia della misura regionale del sostegno al reddito, anche per destinare parte dei fondi a supporto delle aziende e agevolare percorsi di inserimento o reinserimento lavorativo”.

La terza azione consiste nel potenziare le scuole dell’infanzia e mirare alla più alta copertura delle richieste, assegnando alla Regione un ruolo di primo piano nella definizione di percorsi mirati, anche sotto il profilo dell’organicità legislativa, ad accrescere la centralità della famiglia quale cardine della società.

Altra priorità in ambito sociale indicata dal governatore è la valorizzazione dell’attività dei ricreatori e di tutte le realtà aggregative storicamente radicate sul territorio regionale, riconoscendone le funzioni educative, formative e di accompagnamento delle famiglie. Infine, tre aspetti: la promozione dell’equità e l’uniformità territoriale del finanziamento regionale alle strutture residenziali per anziani, la ridefinizione e implementazione dell’integrazione fra Enti locali e Aziende sanitarie e un’articolazione più flessibile delle varie forme di contribuzione pubblica per favorire la domiciliarità delle persone anziane.

Non è mancato, nell’ottica della prevenzione primaria alla salute delle persone, un riferimento alla Protezione civile regionale “nata dalle macerie della tragedia del 1976 e simbolo non solo della ricostruzione ma, direi forse soprattutto, della grande forza morale e della dignità del popolo friulano nello specifico e del Friuli Venezia Giulia in generale”.

“Razionalizzare, ma anche semplificare”: questi i concetti guida per la nuova amministrazione regionale, in materia di funzione pubblica. “Una semplificazione – ha sostenuto Fedriga – che sia in primo luogo di carattere normativo, con l’approvazione di testi unici e l’istituzione di un nucleo interdirezionale che si faccia carico della sburocratizzazione”.

Uno dei temi fondamentali Fedriga che rappresenta una delle priorità dell’esecutivo è quello delle infrastrutture, a partire dal sistema porto, aeroporto e rete autostradale. “Le infrastrutture – ha detto – devono da un lato offrire sbocchi a un sistema portuale in continua crescita e, dall’altro, stringere la presa in chiave turistica, con l’approdo di nuovi vettori a riempire lo scalo aeroportuale e con un’alta velocità ferroviaria a rappresentare un tassello fondamentale per la mobilità dei passeggeri”.

Quanto alla rete autostradale, che per il governatore “nell’ultimo decennio ha già imboccato la via della riqualificazione”, vanno ora “coniugate le esigenze degli utenti e delle imprese che realizzano i lavori di ampliamento”.

Fedriga ha poi posto l’accento sulla necessità di “perfezionare l’iter finalizzato all’ottenimento della futura concessione, oggi gestita da Autovie Venete, per la nuova società costituita di comune accordo con la Regione Veneto: un’operazione che consentirà di dare continuità a tutti i progetti in fase di attuazione, diretti a potenziare e migliorare la viabilità con il completamento della terza corsia”.

Sui temi delle partecipazioni nei settori infrastrutturale, stradale, autostradale e aeroportuale definiti “cruciali al fine di posizionare il nostro territorio al centro delle dinamiche internazionali”, Fedriga ha aperto ad ogni partenariato, con altri soggetti pubblici o privati, “purché fondato su benefici tangibili per la Regione e i suoi cittadini”.

Altra priorità fondamentale per il prossimo quinquennio di attività sarà indubbiamente quella relativa all’immigrazione e alla sicurezza, con attenzione alla gestione dei flussi migratori, “una sfida che dobbiamo affrontare uniti e di fronte alla quale siamo chiamati a dare risposte convincenti e concrete”.
“Un tema – ha affermato Fedriga – che ha acceso il dibattito non solo in campagna elettorale, la cui risoluzione, per ampiezza di portata e complessità, non può naturalmente esaurirsi entro i confini del Friuli Venezia Giulia”.

“Sono tuttavia convinto – ha aggiunto – che, anche in un quadro in cui Governo e istituzioni comunitarie recitano la parte dei leoni, la Regione debba tenere il punto, forte del mandato popolare che ha palesato i disagi di una politica di accoglienza diffusa bocciata senza appello da una larghissima fetta della cittadinanza”.

Liberando il campo da possibili equivoci, il governatore si è dichiarato “fermamente convinto che ogni essere umano meriti di essere trattato con dignità e rispetto e su questo non tollero speculazioni. Ciò premesso, sono altrettanto consapevole che l’assenza di paletti a delimitare i confini tra il giusto orientamento umanitario di una comunità e l’assurda vocazione di questa a farsi carico di chiunque venga a bussare alle sue porte risulti nociva, quand’anche non potenzialmente letale”.

“Chi entra illegalmente nel nostro Paese – ha quindi spiegato Fedriga – commette un reato” rispetto al quale, ha sottolineato, “non c’è possibilità di smentita. Far sentire la voce del Friuli Venezia Giulia nelle sedi opportune – ha annunciato il governatore – è dunque un compito che intendo assolvere personalmente per non venire meno agli impegni assunti e per lenire le situazioni di conflittualità generate da soluzioni del passato che ritengo, fuori da ogni giro di parole, assolutamente sbagliate”.

Nel dettaglio, Fedriga ha parlato di “area di confine con numerosi punti nevralgici – penso in primo luogo al Porto di Trieste ma anche a valichi che, con l’allargamento dell’Europa, hanno perso la loro caratteristica originaria di filtri – e, di conseguenza, un territorio che necessita, ben più di altri, di maggiori attenzioni per prevenire che insorgano e, ove opportuno, vengano tempestivamente soppresse criticità che pongano a repentaglio la sicurezza dei cittadini”.

“In tale prospettiva – ha proseguito il governatore – oltre a chiedere al Governo un maggior dispiegamento di Forze dell’Ordine, anche la Regione può giocare la propria partita, attraverso la valorizzazione della Polizia locale con il rispristino e il potenziamento degli standard minimi di servizio funzionali alla copertura di almeno tre turni, modulati sulle 24 ore per i Corpi che dispongano di più di 100 operatori, per 365 giorni all’anno”.

L’ultimo passaggio sul tema ha riguardato l’installazione di telecamere, l’agevolazione delle attività di controllo del territorio, l’estensione alle Polizia Locale dell’esonero dal pagamento del canone di concessione delle frequenze radio e dei pedaggi autostradali sulla rete regionale, la creazione di sale operative, anche intercomunali, attive sulle 24 ore, e l’investimento per il passaggio dalle frequenze analogiche a quelle digitali, considerati “ulteriori tasselli sui quali intendo lavorare per garantire la massima efficienza a un mosaico che ritengo essenziale affinché ogni cittadino del Friuli Venezia Giulia si senta davvero libero in casa propria”.

Il governo del territorio è uno dei temi che ha sotteso la definizione delle linee programmatiche con la capacità di fare rete, in campo infrastrutturale, che allontana il rischio di isolamento della regione, che, per il governatore, “si combatte anche con la connettività, essenziale per offrire servizi ai cittadini, competitività alle imprese e strumenti efficaci alle pubbliche amministrazioni”.

Anticipando quella che sarà la posizione in occasione del dibattito che si terrà il 7 giugno, il capogruppo PD Sergio Bolzonello ha parlato di una lunga relazione “che – ha affermato – ci ha lasciati perplessi, se non delusi, per la mancanza quasi totale di contenuti.
Ci aspettavamo il termine della campagna elettorale, quindi non più titoli ma un metodo su come affrontare i problemi, dire in che modo risolverli, per lo meno nella parte iniziale”.

“Fedriga – ha affermato l’ex vicepresidente della giunta Serracchiani – ha enunciato dei titoli in maniera piuttosto veloce, sulle grandi scelte strategiche non è entrato nel merito dei contenuti, né delle azioni. Di fatto non si è capito dove la maggioranza voglia andare a parare. Su temi come sanità, enti locali, scelte strategiche sulle società partecipate non c’è stato nessun approfondimento. Ci aspettavamo un’analisi più completa e le proposte di quello che questa maggioranza vuole mettere in campo: nulla di tutto questo c’è stato.

Ai tanti slogan urlati in campagna elettorale, oggi non è seguita nessuna proposta di azione concreta”. Rimane comunque, ha assicurato Bolzonello, “da parte del Pd, l’intenzione di portare avanti un’opposizione ferma ma propositiva, abbinando alla vigilanza la proposta”.

Lucio Leonardelli