Lega primo partito in Fvg alle politiche

Pronta per guidare alle regionali il centrodestra mentre Pd e 5 Stelle rincorrono

L’ondata leghista si è abbattuta impetuosamente anche in Friuli Venezia Giulia e il voto di domenica scorsa ha dato ulteriormente una sterzata a favore del centrodestra così come è avvenuto in molte aree del Paese, soprattutto nel Nord.

Dalle urne infatti la coalizione che spera di poter tornare il 29 aprile alla guida della regione è uscita particolarmente rafforzata, conseguendo una percentuale attorno al 43 per cento e una Lega divenuta primo partito, confermandosi tale sia alla Camera con il 25,97% che al Senato con il 25,48%.

Staccata di una decina di punti Forza Italia, mentre il Movimento 5 Stelle ha conseguito un risultato di poco inferiore a quello dei salviniani.

Percentuali invece più o meno simili a quelle nazionali per il Partito Democratico e Leu a ulteriore dimostrazione, quindi, di una crisi di tutta l’area del centrosinistra, per la quale, in questo caso, a farne le spese è stata la segretaria regionale del Pd Antonella Grim che ha rassegnato le dimissioni e che questa sera, venerdì, sarà probabilmente sostituita nell’assemblea già convocata del partito dall’attuale presidente Salvatore Spitaleri.

Dimissioni, peraltro, che hanno fatto seguito a quelle date da membro della segreteria nazionale da Debora Serracchiani, la quale ha pure subìto una bruciante sconfitta nell’uninominale di Trieste dove è giunta terza venendo battuta da Renzo Tondo che si preso quindi una pesante rivincita rispetto al 2013 quando perse le regionali.

Allora vinse, appunto, la Serracchiani che in quel periodo era sulla cresta dell’onda e che ora invece va in Parlamento solo grazie ai voti distribuiti al Pd dalla lista di Emma Bonino che non ha raggiunto il quorum nazionale del 3 per cento.

Un mesto addio per la presidente che ora, tra l’altro, dovrà dimettersi in occasione dell’insediamento del nuovo Parlamento previsto per il 23 marzo, lasciando quindi la gestione ordinaria della regione al vicepresidente Sergio Bolzonello, a sua volta già in corsa per le regionali del 29 aprile.

 

Un Pd che esce, dunque, con le ossa rotte anche in Fvg dalle elezioni politiche a fronte di un centrodestra che ha vinto tutti i collegi uninominali, compreso quello del Senato a Trieste dov’era candidato, seppur come indipendente, Riccardo Illy, altro ex presidente della regione uscito sconfitto che però, contrariamente alla Serracchiani, non aveva il “paracadute” del proporzionale e quindi non ha potuto fare ritorno a Palazzo Madama.

Complessivamente, comunque, dei 20 parlamentari eletti tra Camera (13) e Senato (7) 6 sono della Lega (4 Camera e 2 Senato), 5 di Forza Italia (3 Camera e 2 Senato), 3 del Movimento 5 Stelle (2 Camera e 1 Senato), 3 del Pd (2 Camera e 1 Senato), 2 Fratelli d’Italia (1 Camera e 1 Senato) e 1 alla Camera di Noi con l’Italia.

“È vero – ha sottolineato Sergio Bolzonello – che sono stati premiati i partiti della rottura e dell’arrabbiatura e questo deve farci capire che non basta dare risposte convenzionali, anche se solide, serve anche saper interpretare i sentimenti delle persone.

La mia candidatura a presidente ha questo senso: serve uno spirito da sindaco per ricominciare, non bastano solo slogan urlati. Del resto, ho dedicato la mia vita a unire le persone, a mettere insieme chi, all’inizio, la pensava diversamente e credeva che certe differenze fossero insormontabili”

Un Bolzonello deciso a riscattare il 29 aprile dei risultati che, a questo punto, lo vedono ancor di più sfavorito rispetto soprattutto al centrodestra che già godeva sulla carta di un apparente vantaggio e che ora sembra essere in grado di avere le porte spalancate per riconquistare tra poco meno di due mesi la guida della regione.

Paradossalmente però l’esito delle politiche rischia di essere una sorta di boomerang proprio per il centrodestra tenuto conto che grazie alla marea di voti ottenuti la Lega ha ulteriormente alzato il tiro e a questo punto sembra essere più che mai decisa a mantenere ferma la decisione di proporre un propri nominativo per la corsa alla presidenza, sfidando di conseguenza apertamente Forza Italia con cui, a dire il vero, pareva esserci una sorta di accordo per consentire ad un esponente azzurro di guidare la coalizione.

“Il voto dei cittadini parla chiaro – ha dichiarato Barbara Zilli, consigliere regionale leghista – ed è evidente che la Lega di Salvini è il primo partito del centrodestra, con tutte le carte in regola per guidare sia il Paese che la Regione.

In Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto – i dati sono a dir poco esaltanti e dimostrano innegabilmente la volontà dei cittadini friulani e giuliani di dare fiducia incondizionata alla Lega e cassare con forza la politica della giunta targata Pd. Forza Italia, assieme a Fratelli d’Italia, resta l’alleato naturale con con cui governiamo altre regioni e molte altre realtà, ma è arrivato il momento di accettare la leadership della Lega di Salvini che è oggi il primo partito anche nella nostra regione”.

E’ pur vero però che Matteo Salvini intervistato da chi scrive per conto del canale televisivo “il13” si è dimostrato più prudente affermando che “il Friuli Venezia Giulia è una regione importante e i risultati ottenuti dalla Lega sono stati indubbiamente importanti, però attendiamo di metterci al tavolo con gli altri alleati e assieme decideremo la persona migliore da proporre”.

Tutto sembra essere quindi ancora aperto anche perchè Massimiliano Fedriga, segretario regionale della Lega e rieletto in Parlamento, sebbene si sia dichiarato disponibile per una eventuale candidatura (“ne sarei onorato” ha dichiarato) è anche vero che se ne starebbe volentieri a Roma dove, in caso di un governo del centrodestra, potrebbe aspirare ad un ruolo di rilievo, così come è altrettanto vero che dal versante di Forza Italia si continua a fare quadrato attorno al nome di Riccardo Riccardi che, a sua volta, si è detto “tranquillo” oltre che “certo che si arriverà ad una soluzione condivisa in tempi brevi”.

Nel frattempo il Movimento 5 Stelle ha svolto le proprie “regionarie” e ha ufficializzato quale candidato per la presidenza della regione Alessandro Fraleoni Morgera, 48 anni, ricercatore al Sincrotrone di Trieste il quale è riuscito a guadagnarsi la candidatura non senza polemiche conseguenti alla esclusione dell’avvocato triestino Fabrizio Luches, che pareva essere il principale favorito ma che invece non ha pure potuto partecipare alla “consultazione” essendo stato tagliato fuori dai vertici della piattaforma Rousseau.

Lucio Leonardelli