Mirano: braccio di ferro sul bilancio

Continua il botta e risposta tra la consigliera d’opposizione Boldrin e il sindaco Pavanello sulla legittimità del bilancio comunale. Nel corso dell’ultimo consiglio, Boldrin (Evoluzione Mirano) ha ribadito la sua posizione: il bilancio è illegittimo perché approvato da un dirigente il cui contratto è scaduto. Il dirigente a cui si riferisce Boldrin è Maurizio Mozzato, assunto dal comune il 31 dicembre 2015 con contratto a tempo determinato. Nel 2017, precisamente il 9 giugno, due giorni prima delle elezioni, il contratto di Mozzato viene prorogato dalla giunta comunale.

Ed è questo il nodo di tutta la questione. Secondo Boldrin, infatti, il contratto con cui era stato assunto Mozzato nel 2015 inseriva il dirigente nella categoria dei soggetti con mandato fiduciario: il mandato di Mozzato sarebbe dovuto quindi terminare insieme a quello del sindaco. Grazie alla proroga del contratto, Mozzato ha però continuato ad esercitare il suo ruolo anche dopo le elezioni del 2017, e ha posto la sua firma sull’attuale bilancio comunale. Per Boldrin questo va contro il decreto legislativo 267 del 2000, secondo cui gli alti dirigenti della pubblica amministrazione vanno sostituiti al cambiare del governo. Insomma, il contratto di Mozzato non doveva essere prorogato e il bilancio comunale è illegittimo perché firmato da un dirigente il cui contratto è scaduto: questa la posizione di Boldrin.

Il sindaco Maria Rosa Pavanello non è però d’accordo. Come già fatto in passato per difendersi dalle medesime accuse, la sindaca si è appoggiata ad una sentenza della Cassazione (la 11015 del 5 maggio 2017) che afferma che la pratica di sostituire i dirigenti una volta che cambia il governo si applica solo quando ci sono i requisiti di apicalità e fiduciarietà dell’incarico. Non sarebbe questo il caso di Mozzato, la cui proroga del contratto, a detta della sindaca, era quindi legittima. «Non è vero» ha risposto prontamente Boldrin «questa sentenza non c’entra nulla con questo caso e non si applica a questa fattispecie. La sentenza citata dal sindaco fa riferimento a un caso specifico, tant’è che i giudici di legittimità venivano chiamati ad esprimersi in merito alla possibilità o meno di interrompere, anticipatamente, a causa della morte improvvisa del sindaco, un contratto a tempo determinato». La palla è quindi ritornata al sindaco: «E’ la sua opinione, non la nostra –ha replicato Pavanello- I comuni si avvalgono di vari collaboratori e si rivolgono a enti superiori. Ci sono altri Comuni che citano questa sentenza per convalidare la proroga di incarichi dirigenziali anche dopo la fine del mandato». Il sindaco ha così provato a chiudere la questione. La sensazione, però, è che il botta e risposta tra Pavanello e Boldrin non sia finito.

Matteo Riberto