Palazzo Chigi appoggia Brugnaro

Il governo ricorre contro il referendum per la divisione di Venezia-Mestre

Il governo ha preso posizione, a favore del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e contro il governatore Luca Zaia. Il Comune di Venezia, Brugnaro in primis, è contrario alla divisione di Mestre e Venezia. Il sindaco lo ha ripetuto più volte, la separazione, a suo avviso, sarebbe nociva sia per Venezia che per la terraferma. In molti la pensano diversamente e la Regione, per dare voce ai cittadini, aveva indetto un referendum previsto per il 30 settembre.

Il Comune di Venezia si è opposto in maniera ferma alla presa di posizione della Regione avanzando un ricorso al Tar: la Regione si sarebbe intromessa in una questione che non le compete, ovvero quella relativa alla divisione dei confini territoriali.

La questione è complicata e i colpi di scena non mancano. Ad inizio mese, il Ministro degli Interni Matteo Salvini aveva appoggiato la linea Zaia, strizzando l’occhio ai separatisti.

Salvini aveva spiegato che il ricorso presentato alla Corte Costituzionale dal governo precedente sarebbe stato ritirato: nessuno bloccherà il referendum, devono decidere i cittadini. Questa, in sintesi, la posizione del Ministro degli Interni.

Qualche giorno fa, l’ennesimo coup de theatre. La presidenza del Consiglio si è infatti rivolta al Tar del Veneto, a fianco del Comune di Venezia nel ricorso contro il referendum. Sconcertati i separatisti. In molti ritengono che si sia trattato di un semplice errore. Le parole di Salvini erano state chiare, a favore del referendum. Probabilmente  non si è riusciti a fermare in tempo il ricorso avanzato dal governo precedente.

Alcuni però sono più critici. In una lunga nota, qui riportata quasi integralmente, Stefano Chiaromanni, Presidente del Movimento per l’autonomia Amministrativa di Mestre e della Terraferma “Piero Bergamo”, dichiara che: « Non solo l’attuale Governo non ha ancora ritirato il ricorso per conflitto di attribuzione, come aveva promesso da Salvini, ma la Presidenza del Consiglio si è addirittura costituita per la prima volta al Tar Veneto, per ora nel solo procedimento R.G. 502/2017 (quello avviato dal Comune di Venezia) per aderire alle domande del Comune e quindi contro la Regione Veneto e contro i promotori del referendum Esprimiamo sconcerto, non tanto per il fatto che Salvini “ricorra” contro Zaia, quanto perché evidentemente ci sono interessi superiori persino al Governo che vogliono impedire che i cittadini si esprimano. Evidentemente le forme di democrazia diretta fanno molta paura. Per migliorare il costoso Comune di Venezia serve una riforma radicale, quella che noi proponiamo. In tutti gli altri casi, permarrà la situazione attuale in cui i soliti potentati politico-economici conteranno più dei cittadini. Dopo tanti anni di malgoverno, cambiare appare necessario a tutti, ma non a chi perderebbe la poltrona e posizioni di rendita. I cittadini sappiano che stiamo lottando per loro contro tutto e tutti. »

La sentenza per il ricorso del Comune è prevista per il 18 luglio, ma non sono esclusi ulteriori colpi di scena.

Matteo Riberto