Semenzato contro gli abusi su bambini, anziani e disabili

E all'orizzonte la possibilità di installare telecamere

Semenzato portavoce

Bimbi maltrattati, vessazioni a minori che versano in situazioni di disagio, anziani messi alla gogna, disabili sottoposti ad angherie umilianti: la cronaca documenta il susseguirsi di episodi di violenza fisica e morale a danno dei soggetti più fragili (circostanza che rende ancor più gravi e vergognosi i comportamenti illeciti) ed è convinzione diffusa che denunce e indagini rivelino solo la punta di un iceberg, in larga parte occultato da reticenze, timori di ritorsione, complicità. Così la politica veneta prova a battere un colpo e lo fa attraverso il progetto di legge statale presentato dal consigliere regionale Alberto Semenzato. Prevede l’allestimento di impianti di videosorveglianza in asili nido, scuole d’infanzia, case di riposo e istituti socio-assistenziali (pubblici e privati): sarà discusso, e con ogni probabilità approvato, dall’assemblea di Palazzo Ferro- Fini.

Telecamere di Sicurezza

«Il ricorso alle telecamere a circuito chiuso», commenta l’esponente leghista «mira anzitutto a garantire la sicurezza dei bambini e degli ospiti, garantendo maggiore tranquillità ai loro familiari e fungendo da deterrente contro ogni eventuale tipo di abuso commesso da chi opera in tali strutture o, addirittura, da soggetti esterni. Ma è anche una forma di garanzia verso il personale che agisce correttamente, senz’altro la maggioranza degli addetti, che non dev’essere bersaglio di insinuazioni o accuse ingiustificate. Obiezioni sindacali? Spero di no, chi agisce nel rispetto delle regole non ha nulla da temere».

Sostegno alle forze dell’Ordine

A riguardo, allertati dalle segnalazioni di genitori e parenti, più volte gli investigatori sono riusciti ad individuare gli autori delle violenze – e anche a scagionare persone ingiustamente sospettate – grazie alle “sentinelle tecnologiche” preventivamente piazzate in luoghi strategici. E tale circostanza, emersa nel confronto in commissione, ha favorito una convergenza pressoché totale di tutti i gruppi politici (unica astensione quella di Patrizia Bartelle) intorno alla proposta. Con un’avvertenza, dettata dal diritto alla privacy: la visione di filmati e immagini sarà rigorosamente ristretta alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria mentre è espressamente vietato l’utilizzo delle webcam. Scontata così l’approvazione in consiglio, la proposta sarà immediatamente inoltrata al Parlamento: il sostegno biparistan promesso da deputati e senatori veneti di ogni colore lascia intendere che diventerà presto legge dello Stato.

A.C.M.