«Il Veneto non è la Bulgaria»

MS5, Pd, LeU e Zorzato: «Pronti all'ostruzionismo e faremo ricorso alla Consulta se assegnano il 65% dei seggi con il 45% dei voti.

«La nuova legge elettorale approdata in Commissione è costruita su misura di Zaia e della Lega che puntano al partito unico del centrodestra, un monocolore verde, con Forza Italia e FdI del tutto ininfluenti. Il premio di maggioranza di 20 punti che assegna il 65% dei seggi a chi supera il 45% dei voti sconvolge gli equilibri e fa del Veneto una provincia della Bulgaria». Eccoli schierati, i capigruppo della opposizione, che giurano di organizzare le barricate in aula con l’ostruzionismo sine die. Stefano Fracasso (Pd), Piero Ruzzante (LeU), Manuel Brusco (M5S), Cristina Guarda (Amp), Giovanna Negro (Veneto del fare) e Marino Zorzato (Area Popolare Veneto) proiettano le slides con le simulazioni elettorali e ripetono: «Se applicassimo la nuova legge ai risultati del 2015, noi avremmo 18 consiglieri e la maggioranza 33, con un premio di 15 seggi. Troppi».

E ammettono sconsolati: «Con l’attuale regolamento, i tempi per le opposizioni sono già contingentati. Il bilancio è stato approvato in tre giorni, il piano cave in due, la legge sull’autonomia dopo quattro ore. L’efficienza è prassi quotidiana. Quindi ci vogliono solo tappare la bocca. Non esiste alcun problema di governabilità per la Lega e siamo pronti a fare ricorso alla Corte costituzionale per difendere i nostri diritti», spiega Fracasso.Manuel Brusco (M5S) taglia corto: «Siamo di fronte all’arroganza e a un abuso di potere della Lega e di Zaia, noi vogliamo un sistema a doppio turno, già adottato in Toscana, identico a quello dei sindaci con il ballottaggio oltre i 15 mila abitanti. Faremo le barricate in commissione e in aula».

Poi parla Piero Ruzzante, che tira in ballo la legge truffa di Scelba del 1953. «In Veneto si vuole sperimentare il partito unico del centrodestra a guida leghista. Ciò che non può fare Salvini con Berlusconi a Roma, lo farà Zaia con Ghedini in Veneto: tapperà loro la bocca. Si torna alla prima repubblica, con i doppi incarichi nei consigli comunali e regionale e si spalanca le porte alla candidatura di Zaia in tutte e sette le province. Così il governatore potrà fare il pieno di voti, superare la Lega, puntare al partito personale per poi dire a Salvini: «Matteo, per la guida del governo ci sono anch’io, perché controllo tutto il Veneto». Ruzzante insiste: «Tutte le leggi elettorali sono costruite su un principio democratico fondamentale: chi conquista il 65 e anche il 70% dei voti non ottiene mai più del 60% dei seggi proprio per garantire il diritto di rappresentanza delle opposizioni.

Il Veneto fa l’opposto con un monopolio Lega-Zaia pericoloso: Assurdo. Non passeranno mai: li terreno in aula giorno e notte con l’ostruzionismo ».Marino Zorzato, ex vicepresidente della giunta 2010-15, conosce bene le pulsioni del Carroccio. «Questa legge vuole tappare la bocca non solo alle opposizioni, ma alla minoranza della maggioranza. Berlato, Guadagnini e Forza Italia sono avvisati: la Lega è pronta a sacrificarli in nome dell’autosufficienza. Se il Rosatellum è a rischio perché assegna il 52% dei seggi alla coalizione che ottiene il 40%, credo che lo Zaiatellum del Veneto venga bocciato in un baleno dalla Corte Costituzionale appena presenteremo ricorso. La legislatura sta scivolando via con un ritmo di produttività altissima ma il profilo è molto basso, si corre vero un monocolore verde dopo il tracollo di Forza Italia. Il premio di maggioranza regala già un vantaggio di 7 seggi. Chi ha scritto la nuova legge elettorale vuole solo evitare i conflitti nella maggioranza prima e dopo il voto. Vedo un bicolore Lega-Zaia perché con i futuri 15 seggi di vantaggio sarà inutile stringere accordi con FI e Fdi che nel 2015 hanno raccolto appena 4 seggi», conclude Zorzato.

A.R.