Anffas, porte aperte per i 60 anni

Una lunga storia alle spalle e tanti progetti in cantiere per l’Anffas di Mestre che ha festeggiato i sessant’anni aprendo alla città le porte delle sue tre sedi. Con decine di iniziative culturali e sportive organizzate nei due centri di Mestre e in quello di Quarto d’Altino l’associazione ha festeggiato il 60° anniversario di fondazione dell’associazione ma anche l’XI Giornata della disabilità intellettiva e relazionale. La presidente Graziella Peroni ha fatto il punto della situazione, ricordando che l’Anffas ha ancora un paio di sogni nel cassetto.

Uno su tutti, quello di poter acquisire uno stabile per il “dopo di noi”: «Un residence in cui le persone con disabilità possano vivere ma nel rispetto delle loro libertà. Andando oltre le regole delle comunità alloggio, sarebbe uno spazio in cui le persone siano libere di uscire, di andare a lavorare, di portare degli amici, per superare il problema dell’emarginazione». L’edificio adatto ci sarebbe già ma servono i soldi.

L’associazione a Mestre ospita 105 persone, di cui più di una trentina al centro diurno Girasole: «In quella sede portiamo avanti un progetto sperimentale per due anni, gestito anche con fondi del Comune e il supporto dell’assessore Simone Venturini, e che ora è diventato definitivo. La Regione però per quest’anno non ha ancora stanziato le risorse, ma noi stiamo andando avanti a lavorare lo stesso, per rispondere alle richieste delle famiglie». Per le Crete la sfida è invece quella di far partire gli orti sociali.

A.C.M.