Festa per i 30 anni dell’AVIS di Camponogara

CAMPONOGARA. La sfilata della banda di Fossò e delle majorette hanno aperto la grande festa per i 30 anni d’attività dell’Avis di Camponogara. Per l’occasione il centro paese addobbato a festa ha accolto, assieme ai rappresentanti locali e provinciali di Avis, amministratori comunali di tutto il territorio e dei comuni gemellati di San Daniele del Friuli e di Velletri, tanti donatori e cittadini incuriositi.

Un ricco programma per la celebrazione: dal toccate momento della messa in suffragio dei donatori defunti, celebrata da don Piero Toniolo, all’inaugurazione della teca protettiva donata da Avis per contenere il nuovo defibrillatore pubblico, installato davanti al municipio in Piazza Mazzini, grazie alla collaborazione con l’Ulss 3 e il Comune di Camponogara. Una conferma dell’impegno sociale di Avis per tutta la comunità.

«La festa dell’Avis – ha ricordato il presidente Beppino Cleris durante la conferenza nella sala municipale- è la festa dei donatori di sangue, così come dell’altruismo e della solidarietà. Nel 2017 abbiamo avuto un notevole aumento di donazioni e di nuovi donatori, ben 54 tra cui molti giovani grazie al lavoro di coinvolgimento di scuole e società sportive. Il mio grazie va ai 504 donatori della sezione che da anni compiono un gesto semplice ma di grande valore umano e sociale che serve ad alleviare le altrui sofferenze e, spesso, a salvare delle vite.  Essenziale per noi è anche la collaborazione con le istituzioni locali e l’Ulss, affinché assieme si lavori per il bene comune. L’inizio dell’estate è un periodo difficile per le donazioni di sangue. Colgo l’occasione per ricordare a tutti che la solidarietà non va in vacanza: è importante donare anche d’estate prima d’andare in ferie».

Presso la sala consiliare si è tenuta poi la consegna delle benemerenze a 47 avisini della sezione locale, il distintivo in oro smeraldo per le 100 donazioni a Luca Carraro e il conferimento di cavaliere a Pietro Dalla Costa e a Gianfranco Burattin.

«Donare il sangue -ha sottolineato nel suo discorso il sindaco, Gianpietro Menin – significa donare una parte si sé a chi sta soffrendo. Preoccuparsi ed agire per il bene della comunità, compiendo anche un dovere civico, in garanzia della salute di tutti. Il legame tra chi dona e riceve è “insieme per tutta la vita”. Per questo a tutti gli avisini camponogaresi va il nostro grazie».

Il vicesindaco Massimiliano Mazzetto, come assessore di riferimento per Avis, ha sottolineato anche le azioni trasversali compiute dall’associazione  Avis che “non si limitano solo alla dedizione dei soci alla  donazione del sangue, ma ad aspetti sociali importanti come l’intervento nelle scuole, la diffusione della cultura della donazione e la collaborazione ad eventi sociali di tutta la comunità”.

Gaia Bortolussi