Inaugurazione della nuova comunità per minori ‘La Ghianda’

Alla presenza del sindaco Alvise Maniero si inaugura ufficialmente l’attività della nuova comunità educativa per minori ‘La Ghianda’ della Cooperativa Giuseppe Olivotti.

La struttura ospita 8 minori dai 13 ai 18 anni provenienti dall’ambito penale, sottoposti a decreti di allontanamento dal nucleo familiare di origine dal Tribunale per i minori. Sono ragazzi con fragilità nell’ambito del controllo degli impulsi, nella gestione dell’emotività e nel rapporto con la famiglia, con comportamenti a rischio, disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione.

Insieme al Sindaco, presenti Paolo Lenarda, Presidente della Cooperativa, Gianfranco Pozzobon, Direttore Servizi Sociali AULSS 3, Maria Laura Faccini, Presidente dell’Istituto Provinciale per l’infanzia ‘Santa Maria della Pietà’, Barbara Corrò, referente per l’area famiglia e minori, padre Roberto Tadiello, provinciale dei Frati Minori Cappuccini, Monica Lorenzetto, direttore del Centro Studi Olivotti.

Quest’ultima anticipa l’intervento di Marco Catalano, responsabile dell’area minori della cooperativa, il quale vive nella Comunità stessa, introducendo il concetto dell’abitare concepito come il mettere insieme persone, storie, tradizioni diverse, in una casa, in una famiglia, dove creare relazioni virtuose, dove ciascuno può trovare il modo di esprimersi, rielaborare il proprio passato e ‘rinascere’ a nuova vita. Un’attività estremamente importante in un tessuto urbano che ogni giorno diventa sempre più ostile per le fasce socialmente più disagiate.

Maniero sottolinea come, nonostante i tagli continui, Mira abbia invece aumentato il comparto sociale, contribuendo il più possibile, ed incoraggia i ragazzi presenti a “non mollare mai, per quanto duro sia il momento che state vivendo”.

Catalano spiega come la ghianda sia stata scelta come immagine di rinascita: se cade su un terreno dove trova la condizioni ideali allora potrà diventare ciò che è nella sua natura, cioè una quercia, in un processo naturale, che non necessita di nulla più. Così allo stesso modo con questa comunità si vogliono ricreare le condizioni ideali perché i ragazzi ricomincino a svilupparsi come avrebbe dovuto succedere fin dalla nascita. E ricorda come gli sbagli che i ragazzi hanno fatto non li rappresentano, non sono loro. Il cambiamento è possibile.

La Ghianda è aperta al territorio, ed è importante per loro interagire con la comunità tutta, in un lavoro che è anche di prevenzione.

Sara Zanferrari