E se i diversi fossimo noi

Un’associazione che da anni lavora nella terraferma. In una zona periferica, il Villaggio Laguna di Carpenedo, accanto al Parco San Giuliano, dove la laguna sposa la terra.  l’ AGAPE, che in greco significa amore gratuito. <<Un tale amore, che al mondo sembra un’utopia, è invece secondo noi il messaggio autentico che deve essere vissuto. Proprio perché – dice la Presidente Antonella Bagagiolo – crediamo che questo amore possa esistere, abbiamo tentato di viverlo fondando l’Associazione AGAPE nel 1980>>. È stata la stessa Antonella con Francesco Bagagiolo a fondarla per l’assistenza e per l’inserimento sociale delle persone disabili e in difficoltà, sensibilizzando l’opinione pubblica sui problemi inerenti l’handicap. <<In tutti questi anni di vita comunitaria – continua Antonella – abbiamo sempre avuto come obiettivo quello di creare una vita comune tra persone che hanno vissuto in ospedali, istituti o nella più profonda solitudine, e tra le persone cosiddette “normali”>>.

Circa 250  persone sono i “Soci dell’Agape” (tra educatori professionali, infermieri, oss, psicologi e fisioterapisti) e circa 30 sono le persone che prestano servizio di volontariato, e ogni anno si alternano due o tre giovani per svolgere servizio civile. Un gran lavoro e più di 100 persone da seguire tra ragazzi ed adulti. <<L’Associazione si pone come fine l’aiuto al fratello e si è prefissa di aiutare in qualsiasi modo le persone disabili e in difficoltà, – sottolinea la Presidente – attraverso Gruppi Famiglia, Centri Diurni, Gruppi d’ascolto, Vacanze estive, Incontri  comunitari in Italia e all’Estero, Incontri culturali e spirituali, Manifestazioni di sensibilizzazione>>. Nel 1981 si creò la prima Casa Famiglia e nel 1995 la seconda Casa Famiglia, per accogliere persone disabili che vivevano in Istituto o in Ospedale o in famiglie disagiate.  Le Comunità diventarono presto un sicuro punto di riferimento per moltissime persone: disabili, volontari e tutti coloro che idealmente si riconoscevano e si sentivano appartenere ad esse.

La seconda Casa Famiglia si è poi resa indipendente. Il lavoro dell’Associazione venne così premiato anche dal Comune di Venezia,dalla Curia Patriarcale e dalle ULSS che iniziarono ad appoggiare l’Associazione Agape per favorire la realizzazione dei progetti. Ai ragazzi è dedicato il Centro Socio Riabilitativo che offre un laboratorio artigianale, dove ogni giorno è favorita la riabilitazione nonché lo sviluppo di capacità creative e l’integrazione sociale, incontri, dove sono coinvolti nell’approfondimento di alcune tematiche di carattere spirituale e culturale, un laboratorio teatrale con  “IL GRUPPO AGAPE TEATRO”,  che è un’attività che favorisce la socializzazione e rappresenta una importante esperienza personale e di crescita e corsi di Yoga e di Musicoterapia per disabili. Tutto all’interno delle strutture. Bagagiolo non nasconde la sua soddisfazione. <<Non c’è soltanto l’accoglienza, – dice – si aggiungono diverse proposte che servono a diffondere la cultura della solidarietà: le manifestazioni culturali e ricreative annuali come “Carnevale Insieme”, “Pasqua con noi”, “Una festa per tutti” e “Natale Insieme” sono aperte a tutta la cittadinanza e, insieme a  incontri, spettacoli, dibattiti, concerti, e un concorso letterario nazionale nel periodo natalizio, cerchiamo di creare nelle persone uno spirito di integrazione con chi è meno fortunato>>.

Con il passare del tempo le iniziative e le attività dell’Associazione si sono moltiplicate e quindi l’Agape ha coltivato educatori, volontari e giovani del Servizio Civile. Oggi l’Associazione AGAPE è ben inserita nel contesto Sociale-Istituzionale, mantenendo una buona interazione con il territorio che facilita l’inserimento dei disabili in qualità di cittadini a tutti gli effetti, senza discriminazioni. Crescendo l’Agape ha fatto nascere anche sinergie con l’estero: la Comunità di Taizè, l’Associazione Amici di Alyn di Gerusalemme, Alberto e Lenka di Lugano. Fondamentale la formazione. Come tiene a sottolineare Antonella. <<Una persona che vuol prestare volontariato e svolgere servizio civile presso l’Agape innanzitutto deve frequentare il Corso di Formazione, che ha lo scopo di preparare il volontario sul come porsi di fronte alla disabilità, cercando di fare delle proprie potenzialità un mezzo per comunicare e conoscersi meglio. E durante l’attività offriamo corsi di aggiornamento e approfondimento>>. Un episodio viene ricordato dall’Associazione. Un gesto quasi inaspettato ma che è motivo di vanto per l’Agape. <<Era l’Anno dei disabili 1981 – ricorda Bagagiolo – e avemmo un incontro molto importante e significativo con il Papa Giovanni Paolo II. Io, insieme ad altri cinque amici disabili e un obiettore, non solo fummo ricevuti dal Papa che non ci ha non solo ricevuti, ma, con nostro grande stupore, ospitati per ben tre giorni nella sua residenza estiva a Castel Gandolfo celebrando solo per noi nella sua Chiesetta una Messa, durante la quale ha benedetto l’Associazione Agape e la Casa Famiglia che stava per essere inaugurata>>. Molti i premi e i riconoscimenti che in questi anni l’Agape ha ricevuto: dal riconoscimento UNCI  nel 1988 al “Premio Solidarietà Condivisa” dall’Ass.ne internazionale Cavalieri di S. Marco ricevuto alcuni anni fa. Un passo dopo l’altro l’Agape prosegue il suo cammino tra fatica e gioia, lotte e successi, preoccupazioni e speranze. L’Agape esiste perché delle persone hanno saputo realizzare il loro sogno. Diventare una grande famiglia dove si lavora per passione prima che per lo stipendio. Ciò che accomuna tutti è la motivazione interiore che spinge a responsabilizzarsi nella condivisione e nella solidarietà con le persone in difficoltà. L’entusiasmo e l’impegno continueranno a guidare l’Agape verso obiettivi sempre nuovi, perché la parola “diverso” sia scritta solo su un vocabolario.

Gian Nicola Pittalis