L'esperto del Risparmio

Che rendimento mi dai?

Questa è la classica domanda che ogni consulente si è sentito rivolgere almeno una volta nella propria carriera.  Che rendimento mi dai è la domanda di chi ahimè, ancora non ha realizzato che il mondo è cambiato, sono cambiate le abitudini, l’economia e i mercati. Alcune cose sono ancora poco chiare e il mio compito è anche spiegarle e far capire che l’unica cosa che conta è dare degli obiettivi ai propri risparmi, piuttosto che cercarlo.

Rischio e rendimento

Quasi tutti sanno che il rendimento va a braccetto con il rischio, sono in simbiosi, non possono vivere l’uno senza l’altro. Capite quindi come sia solo il risultato in base al rischio che ci si assume.

Perché chiedere il rendimento

Ma perché chiederlo? Allora io ti chiedo: che rischio sei disposto ad assumere? Sapete la risposta? ZERO! La tabella di seguito (fonte: Charlie Bilello Twitter Profile) rappresenta il rendimento annuo dei titoli di Stato per ogni Paese, dal più sicuro (in alto) al più rischioso (in basso), per tutte le varie scadenze. Ad esempio i titoli di Stato della Svizzera, se tenuti per 10 anni, renderanno – 0,36% all’anno. Lo stesso titolo, Italiano, rende il 2,72% all’anno.

In poche parole cose vuol dire? Che per rischiare zero, devo “pagare”, come una cassetta di sicurezza. Mentre se lo voglio, devo assumermi anche un rischio.

Perché è sbagliato

Perché è sbagliato chiedere che rendimento ti da un consulente finanziario? Semplice, perché non dipende da lui, fine. Vi porto un esempio pratico e visto che sono un appassionato di barca a vela, userò alcune metafore.  Immaginate di dover fare una regata: scegliete la migliore barca, le migliori vele, il miglior skipper e anche il miglior equipaggio. Insomma, tutto il meglio e tutta la qualità per affrontare il viaggio o la regata. Nell’ambito del risparmio, questa metafora si traduce nella scelta degli strumenti più adatti per raggiungere un obiettivo di investimento.

Ora vi faccio una  domanda diretta: se durante la regata non c’è vento…di chi è la colpa? Della barca? Dello skipper? Delle vele? Dell’equipaggio.

Tradotto: se il mercato restituisce rendimenti bassi o negativi, è colpa del consulente o del mercato?

I chiarimenti

Riflettere su queste domande ci porta ad una conclusione: io, come consulente, posso darvi ben DUE rendimenti!

  • Il primo appunto è il rendimento del mercato. Questo è un atteso medio, cioè vuol dire che mi aspetto che in media faccia quel tipo di rendimento. Se ad  esempio un certo strumento ha un rendimento medio del 2% non è detto che ogni anno faccia il 2%. Potrebbe fare -2% al primo anno e +4% al secondo anno, ecco che la media è 2%. Questo è il caso più comune. Ci viene in aiuto il tempo, unico fattore in grado di farci “mantenere le promesse”.
  • Il secondo è certo, costante e spesso inestimabile, ed è proprio quello del consulente finanziario stesso. Ricordate l’esempio della barca a vela? Io rappresento il soggetto che vi aiuta a scegliere la miglior imbarcazione, le migliori vele, il miglior equipaggio e il miglior skipper. Che valore dareste (in percentuale) a un soggetto che svolge tutte queste operazioni per voi? Che colpa ne ha se poi il vento è debole e quindi tutte le barche stanno ferme?

Rifletteteci, perché chiedere “che rendimento mi dai” equivale a guardarsi allo specchio e chiedersi “che rischio posso sopportare”.

Dott. Marco Mattei, Consulente Finanziario – Pianificatore patrimoniale

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