L'esperto del Risparmio

Emotività, quanto mi costi?

Immaginate di trovare 100€ per terra. Che fortuna!  Sicuramente, si, ma a parte questo, che ruolo gioca l’emotività in fatto di risparmio? Cerchiamo di ragionare sull’uso che ognuno di voi farebbe di quei 100€. Tenetevi questa idea in mente e confrontatela con una situazione leggermente diversa: 100 sudatissimi Euro guadagnati. Usereste questi ultimi 100€ nello stesso modo rispetto ad averli trovati per terra?  Immaginate ora di essere al Casinò di Venezia. Come giochereste i soldi che avete in tasca a seconda che siano stati trovati a terra oppure guadagnati? Che rischio vi assumereste? Dopo quante vincite direste “BASTA”?

Dove voglio arrivare?

A un concetto molto semplice. Un euro NON vale un euro! Ognuno di noi ha infatti una personale percezione del denaro a seconda di due fattori: la provenienza e l’uso. Cambiamo una o entrambe di queste cose e i risparmi assumono una connotazione completamente diversa. Da questo concetto deriva anche la percezione che ognuno di noi ha del rischio (ne parleremo approfonditamente nel prossimo articolo). Lo stesso rischio, sempre presente, che chiunque abbia dei risparmi deve affrontare.

La maggiore insidia: noi stessi.

Immaginate ora di perdere per strada 100€. Uno studio del premio Nobel Daniel Kahneman afferma infatti che la paura di perdere è più forte del desiderio di vincere di circa due volte e mezzo. Esempio: se guadagno sono contento pari a 1, se perdo, sono triste pari a 2,5. Chiaro no?

L’emotività

Percezione dei propri risparmi e percezione del rischio, uniti alle continue notizie allarmanti di giornali e TV, generano assieme una delle maggiori insidie per il risparmiatore: l’emotività. La psicologia umana spesso si scontra con quelle che sono le dinamiche del mercato finanziario e con i continui bombardamenti mediatici: è un nemico invisibile e spesso difficile da quantificare. I risultati sono solitamente scelte affrettate, cito la più comune: “Il mercato inizia a scendere, allora vendo tutto e metto sotto al materasso al sicuro”. Questi ragionamenti (assieme ad altri) sono normali! Come vi dicevo, si chiama emotività. Senza volerlo però questa emotività danneggia i nostri risparmi. Di quanto? Circa il 3% all’anno, più dell’inflazione (studio USA società Dalbar). Guardiamo ora l’immagine di seguito (Fonte: Il Sole 24 Ore – dati Dalbar):

La tabella ci dice una cosa molto semplice: nel lungo periodo pochi sopravvivono all’emotività e questa emotività può arrivare a costare più del 6% all’anno (differenza tra 10,16% e 3,98%) perché il continuo “compra-vendi-compra-vendi”, fa perdere valore!

Quali soluzioni?

Finché i mercati vanno bene, tutti i consulenti finanziari sono bravissimi! (anche se non dipende da noi questo rendimento!). E quando va meno bene del previsto? Ecco a cosa servono i Consulenti Finanziari, a far sì che i vostri comportamenti non compromettano i VOSTRI obiettivi e non danneggino i vostri risparmi! Vi lascio con una semplice immagine: è un grafico, una linea che ci dice dove il mercato mondiale è andato dal 1996 ad oggi, con tutti gli eventi che sono successi e non sono pochi. Sapete chi ha avuto fiducia che rendimento ha avuto? + 454%, cioè circa il 19,73% all’anno. A voi cosa manca per arrivare a questi risultati?

“Il fattore chiave che determinerà il tuo futuro finanziario non è l’economia; il fattore chiave è la tua filosofia.” Jim Rohn.

Dott. Marco Mattei

Consulente Finanziario – Pianificatore patrimoniale

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