A4 Venezia – Trieste, si riprende la realizzazione della terza corsia

La “neverending story “ della terza corsia sulla A4 Venezia – Trieste dovrebbe finalmente aprire un nuovo capitolo. L’opera, ferma finora solo al tratto compreso tra Quarto d’Altino e San Donà di Piave, ovvero il primo dei quattro lotti previsto del tratto fino  Villesse, pare possa  riprendere a breve con il via dei lavori riguardanti il terzo lotto, quello compreso tra il confine veneto e la parte friulana fino a Gonars.

Il condizionale, a dire il vero, è necessariamente ancora d’obbligo in quanto la tempistica dei cantieri non è ancora stata definita, anche se Debora Serracchiani, presidente del Fvg e commissario delegato per l’emergenza della A4, ha già firmato nei giorni scorsi il decreto di approvazione del progetto definitivo. Ora spetta al Consorzio Tilaventum, composto dalle imprese Piazzarotti e Rizzani De Eccher, vincitore della gara accelerare i tempi per quanto concerne la fase dell’esecutivo e dare successivamente inizio alla fase realizzativa che dovrebbe concludersi entro tre anni.

Si tratta di un tracciato di 24 chilometri e 600 metri che va da Alvisopoli, nel comune di Fossalta di Portogruaro, a Gonars, con il coinvolgimento complessivo di undici comuni (due veneti e nove friulani), su cui insistono 156 interferenze, nonché circa 450 ditte da espriorare, nei cui confronti le procedure sono già state avviate.

Numerosi e impegnativi gli interventi compresi nel progetto con l’adeguamento dello svincolo autostradale di Porpetto e San Giorgio di Nogaro, la realizzazione di 8 cavalcavia, 11 sottovia, 3 ponti a più campate (compreso quello sul Tagliamento), 4 ponti monocampata e 40 attraversamenti idraulici. Notevoli, inoltre, le opere di mitigazione e tutela ambientale previste: 114 mila metri quadrati di forestazione, 8.500 metri quadrati di boschi idrofili e 135 mila metri quadrati di fasce arboree; 15 mila metri di barriere fonoassorbenti per complessivi 50 mila e 900 metri quadrati di superficie.

“Si tratta – spiega Maurizio Castagna, presidente e amministratore delegato di Autovie Venete, la concessionaria cui fa capo l’opera – sia per le modalità di realizzazione sia perché si va a intervenire su un tratto autostradale dove il traffico, soprattutto pesante, è in costante crescita. Tanto più – aggiunge – che i lavori verranno realizzati, come avvenuto per il primo lotto, ad autostrada aperta, e quindi questo renderà oltremodo impegnativo l’intervento, soprattutto per garantire la sicurezza”.

infrastrutture

A detta della SpA autostradale entro dicembre dovrebbero essere definite tutte le fasi propedeutiche ai via dei lavori vero e proprio che dovrebbe avvenire nel mese di gennaio. Si tratta di un lotto il cui costo complessivo è di 442 milioni di euro, di cui 300 milioni per lavori, 42 per spese generali e 100 per gli espropri. Nel frattempo, conseguente alla recente approvazione del piano finanziario da parte del Cipe, Autovie Venete sta predisponendo le procedure relative al bando del primo dei tre stralci del secondo lotto, quello che da San Donà di Piave arriva fino al’innesto con il terzo lotto.

Nello specifico, lo stralcio interessato sarebbe quello che partirebbe da Portogruaro (all’altezza dell’incrocio con la A28 Portogruaro – Conegliano), così da sgravare, unitamente al tratto di prossimo avvio, quella che è la parte maggiormente interessata dal traffico e da incidenti, anche gravi come avvenuto in questo ultimo periodo. Il tratto di A4 che attraversa il territorio comunale di Portogruaro, sul quale transitano mediamente ogni giorno circa 45-50 mila veicoli, è interessato appunto dal secondo lotto di ampliamento alla terza corsia della A4 (tratto San Donà di Piave – Alvisopoli), per il quale solo recentemente sono stati parzialmente reperiti i finanziamenti necessari per la sua realizzazione.

CAPRIATE/TREZZO -TRAFFICO IN AUTOSTRADA DIREZIONE MILANO
CAPRIATE/TREZZO -TRAFFICO IN AUTOSTRADA DIREZIONE MILANO

Tre gli stralci previsti, due dei quali – quello tra Portogruaro e San Stino di Livenza e tra San Stino di Livenza e San Donà di Piave – sono previsti all’interno del piano della concessionaria in una fase prevista tra il 2022 e il 2035, diversamente dal primo il cui inizio dei lavori è ipotizzabile durante il primo trimestre del 2018.

La società intanto terrà il 27 ottobre l’assemblea per l’approvazione del bilancio che chiude con un utile netto di 17 milioni 646 mila euro, mentre altri 20 milioni sono stati preventivamente accantonati per l’eventuale gara relativa al rinnovo della concessione, stante la scadenza della stessa fissata per il 31 marzo 2017.

Al riguardo da parte della presidente del Fvg, in accordo con quello del Veneto Luca Zaia, sta lavorando, sulla base di un accordo già definito con il Governo, per cercare di ottenere la proroga dell’attuale concessione, se non un rinnovo, superando le attuali normative europee che prevederebbero una gara internazionale.

Il superamento dovrebbe avvenire rendendo interamente pubblica l’attuale società – il cui 73% è in capo alla finanziaria Friulia, mentre il Veneto ha circa il 5%, con una presenza dei privati di circa il 15% – o con la costituzione di una newco totalmente pubblica comprendente le due regioni e in terzo soggetto che potrebbe essere l’Anas.

In entrambi i casi l’impegno finanziario sarebbe pari a non meno di 180 milioni di euro, ostacolo alquanto complicato che, ad oggi, rende oltremodo incerto il futuro della società e dei suoi 650 dipendenti, con gli spagnoli di Abertis alla finestra, certamente non disinteressati.

 

Dal nostro inviato in Friuli Lucio Leonardelli

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