Addio Giancarlo

Si è spento il giornalista Giancarlo Bo, è stato caporedattore della Rai in Veneto, ha raccontato il disastro del Vajont e il terrorismo.

Giancarlo Bo, giornalista veneziano, per anni caporedattore della Rai del Veneto, è morto l’altro giorno all’Ospedale di Padova all’età di 91 anni. Colpito da una malattia incurabile, negli ultimi mesi ha lottato con la solita grinta nonostante il fisico ormai minato e il morale a pezzi. Giancarlo Bo aveva fatto il gornalista a Venezia per quasi settant’anni. Impegnato prima nella carta stampata, poi alla televisione di Stato, infine negli organismi di categoria come Sindacato, Inpgi e Casagit. Aveva cominciato la sua carriera al Gazzettino, nel 1947, poi a Milano alla Domenica del Corriere. A soli 28 anni era approdato alla Rai di Venezia, da subito come caporedattore fino alla pensione, nel 1991.

Tra i suoi servizi anche i più grandi eventi di cronaca degli anni Sessanta e Settanta: il disastro del Vajont, il processo Montesi, il terrorismo. Nel 2010 aveva ricevuto dall’Ordine dei giornalisti il premio alla carriera intitolato a Guido Gonella. Bo era un giovane cronista nel 1948, quando l’Italia venne scossa dall’attentato a Togliatti. Lo ricorda lui stesso nel suo saggio «Il mio Gazzettino», scritto nel 2012. Tensione in tutto il Paese, scontri, morti. Da piazzale Roma una manifestazione muove verso la sede del Gazzettino, Ca’ Faccanon in calle delle Acque.

 

«Io giovinetto ventenne, cronista abusivo, ero davanti a quel portone semichiuso. Accanto a me un tipografo, Giorgio Tonini, un gigante. «Qui è il nostro lavoro, la nostra vita», ripeteva, brandendo un vantaggio, la barra di ferro con cui in tipografia si bloccavano le pagine con le righe di ferro appena chiuse». Un pezzo che ripercorreva la vita del giornale cittadino in quegli anni quasi pionieristici. «Rivedo il mio Gazzettino di 65 anni fa», scriveva Bo, «con gli occhi dei ragazzi del ’50, tanti occhi allegri, ancora pieni di gioventù: Lucio De Grandis, Emanuele De Polo, Delfo Utimpergher, Paolo Rizzi, Luigi Castro detto Orsolino, Carlo Galimberti, Mario Fiorentini, Giuliano Dogo, Augusto Pulliero, Giorgio Bressan, Gino Camurri. I colleghi amici con i quali ci siamo avvicinati al gran mestiere».

Da parte di tutta la redazione un doveroso omaggio a chi, per tanti anni, ha dato lustro al nostro giornalismo

Giuliana Lucca