Il Cittadino

L’Amelia cambia pelle

C’era mezza città di Mestre a dare il saluto a Luca Serpente, nuovo proprietario dello storico locale All’Amelia in via della Giustizia. La Trattoria diventata famosa con la dinastia Boscarato ormai era chiusa da tempo dopo il fallimento delle ultime due gestioni ma ora riapre puntando in alto e a un nuovo mood.

Il cambio dell’Amelia

Un cambio radicale rispetto alla cucina che ha reso famosa in tutto il Veneto quella trattoria nata nel 1925 e che ha sempre fatto della cucina a base di pesce il suo vanto. Adesso si cambia tutto. Amelia Romana è infatti il nuovo nome. Alla guida un romano, Luca Serpente appunto, 54enne di Civitavecchia, che da più di un decennio gestisce anche l’Antica Osteria Romana a Santa Giustina in Colle (Padova).

L’intervista al titolare

«Intanto il format sarà lo stesso del locale dell’Antica Osteria Romana, ma l’Amelia non dovrà dire addio ai piatti di pesce perché quelli saranno serviti nella zona dell’Osteria adiacente, anch’essa con un format diversa» Cosa intende? «Che voglio sperimentare nell’osteria tra cicchetti, primi piatti e plateau di cruditè anche piatti e cicchetti romani e molluschi da tutto il mondo. Un esempio? Lo spaghetto cacio e pepe al salmone, spaghetti cozze e pecorino, cicchetti con specialità romane».

Il ristorante

E invece la parte del ristorante che è anche quella più grande? «Lì servirò diverse tipologie di tartare come antipasto, primi romani tipici come il cacio e pepe, la “gricia”, piatti con il tartufo e circa venti tipologie di carne cotte a vista sul camino dalla chianina, al bufalo, al bisonte, alla zebra per finire con il canguro e lo struzzo con contorni romani come il carciofo alla giudia, le puntarelle, fiori di zucca, la cicorietta ripassata in padella». E per finire? «Un gran carrello dei dolci e una cantina con oltre 200 etichette».

Il passato dell’Amelia

Nel 2010, infatti, la storica trattoria chiuse dopo il fallimento della gestione dei fratelli Boscarato. Rilevata nel 2013 da una cordata di imprenditori mestrini, non funzionò quasi niente. Anzi, un anno fa, si chiuse con un fallimento. «Non ha senso nel 2019 rimanere attaccati al passato. L’Amelia ha una storia importante ma “premio” e “tavola” sarebbero oggi anacronistici e non in linea con la “nuova” Amelia. Finita la festa il nuovo proprietario fa una promessa. «So che il look e il menù sono completamente nuovi ma mi sento di poter dire che l’Amelia è in buone mani e il suo nome non scomparirà».  

A.C.M.

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