Ancora nel mistero il suicidio della ragazzina nigeriana di 14 anni

La studentessa, iscritta al primo anno del liceo scientifico Curiel, si è uccisa iniettandosi una dose di insulina. L’adolescente dopo quindici giorni di coma, è deceduta il 9 novembre dell’anno scorso. Ma per quella morte le indagini, condotte dal sostituto procuratore Cristina Gava, non si sono ancora concluse. Il sospetto è che la quattordicenne, in un momento della sua esistenza dove si sentiva sola, sia stata vittima di atti di bullismo. Alcuni suoi coetanei potrebbero averla in più occasioni schernita per il suo fisico un po’ abbondante.

Era la mattina del 26 ottobre scorso quando il padre ha lasciato l’unica figlia a casa da sola: lui si è recato al lavoro e lei gli ha chiesto di non andare a scuola perché non si sentiva bene. Così il papà è uscito dall’abitazione, lasciandosi alle spalle la figlia rimasta sola nell’appartamento dal momento che la madre era tornata in Nigeria per qualche giorno. L’allarme è poi scattato alle 22, quando il papà ha fatto rientro a casa. L’uomo si è accorto subito di qualcosa di strano, perchè la figlia era ancora coricata sul letto. La ragazzina sembrava dormire, ma quando il padre si è avvicinato ha iniziato a urlare. L’operaio nigeriano, arrivato in Italia dall’Africa vent’anni prima, ha capito della gravità della situazione e ha chiamato i soccorsi.

E’ intervenuta un’ambulanza e una pattuglia della polizia. L’adolescente ha preso il kit per l’insulina della mamma diabetica, e si è fatta una puntura. In pochi istanti è entrata in coma. Ricoverata in Pediatria i medici hanno tentato di tutto per salvarla, ma il 9 novembre è morta. Per quel gesto non ha lasciato alcun biglietto, non una spiegazione per i genitori distrutti dal dolore.

Il corpo della ragazzina è stata sottoposto all’autopsia eseguita dal medico legale Rossella Snenghi e l’esame ha appurato che il decesso è avvenuto a causa dell’insulina. Ma sul perchè la quattordicenne abbia voluto togliersi la vita non si hanno certezze. Il pubblico ministero, nei giorni subito dopo l’incidente, ha fatto sentire dagli uomini della Squadra mobile i genitori della studentessa. Quindi altri parenti, amici di famiglia e coetanei dell’adolescente.

È emerso che alcuni ragazzini, forse compagni di scuola, in più di una occasione potrebbero averla schernita per il suo fisico abbondante. L’ipotesi investigativa è che la quattordicenne potrebbe essere stata vittima dei bulli. Forse per questo motivo il 26 ottobre dell’anno scorso ha chiesto al papà di non andare a scuola. Disperata avrebbe voluto attirare l’attenzione dei genitori per chiedere aiuto, e lo avrebbe fatto iniettandosi l’insulina della madre diabetica.

A colpire gli inquirenti è stata infatti la modalità scelta dalla studentessa per uccidersi. È stata interpretata come un gesto d’aiuto, di una ragazzina forse troppo presa in giro dagli amici. Al momento la Procura non ha iscritto nessuno nel registro degli indagati, il fascicolo è aperto anche senza indicazioni di reato. Il padre agli inquirenti ha più volte detto: «Voglio capire cosa sia successo, la mia bambina era a casa da sola, io sono tornato dal lavoro e l’ho trovata lì. Non c’era ragione perchè mia figlia assumesse quel farmaco, non era diabetica come la madre e non aveva altri problemi fisici».

Giuliana Lucca