Branding, uno strumento solo per le aziende?

Promuoversi con efficacia nel mercato del lavoro

Ogni giorno incrociamo con sempre più frequenza il termine “branding”, spesso associato ad un’altra parola che è “employer” per andar a trattare un argomento ultimamente di moda.

L’employer branding infatti è il processo che mira a creare “attrazione” verso un’azienda, sfruttando leve di marketing e con lo scopo di attrarre candidati e, a volte, clienti.
Vista così potreste chiedervi: ok, ma a cosa mi serve continuare a leggere questo articolo dato che non sono un imprenditore?

E’ presto detto, anche se sono sicuro che ci sarete già arrivati da soli: le stesse tecniche messe in atto per l’employer branding possono essere utilizzate per creare un utilissimo “personal branding”, capace di aumentare la propria appetibilità agli occhi delle aziende.
Quanto bello sarebbe infatti se l’azienda dei nostri sogni bussasse oggi alla nostra “porta virtuale” per proporci un’interessantissima opportunità professionale? Sogno? Invece realtà.
Vediamo allora come ottimizzare il nostro personal branding, dal punto di vita dei contenuti chiave da evidenziare su Linkedin o da enunciare a colloquio.
1) Prima cosa da fare è capire il proprio plusvalore “operativo”. Individuiamolo rispondendo a questa domanda: qual è il mio possibile contributo in azienda? Che problema posso risolvere?
L’interesse di un’azienda è in effetti risolvere un problema, aumentare la propria efficacia o rendere più veloci e fluidi i processi. Pensate al contributo che avete fornito durante la vostra carriera (professionale o scolastica, è lo stesso) ed individuerete per certo le carte vincenti che potranno far la differenza per voi ed il vostro futuro datore di lavoro.
2) Seconda cosa da fare è comprendere ciò che ci contraddistingue nelle relazioni interpersonali. Molti di noi spiccano per precisione, altri per empatia. Le qualità che ci permettono di guadagnare la fiducia e la stima dei nostri colleghi e dei nostri clienti sono spesso molteplici. Individuarle ci permetterà di prendere consapevolezza di potenti strumenti messi in campo spesso in modo estremamente naturale ma altrettanto inconsapevole.
3) Terzo punto su cui riflettere è: quali caratteristiche personali ci hanno permesso di vincere le nostre sfide? Determinazione, leadership, capacità di motivare, velocità di reazione, resistenza allo stress sono tutte caratteristiche personali che “fanno la differenza”. Ma sono solo alcune delle tante. Scopriamo le nostre e raccogliamole per creare il nostro personalissimo portfolio di feedback.
Ora, per fare un importante passo avanti nel nostro processo di personal branding, identifichiamo le “keywords” delle caratteristiche personali emerse dall’analisi svolta e arricchiamo così il nostro cv ed il nostro profilo Linkedin. Vedremo presto piacevoli risultati.

Marco Garbin