Bufera sui siti meteo per l’acqua alta inventata

Muoversi a livello legale o indignarsi senza compiere, al momento, passi formali? Il dilemma sta tormentando in questi giorni l’amministrazione comunale di Venezia e le sue categorie economiche, che proprio la settimana di Pasqua si sono trovate di fronte a una previsione di acqua alta catastrofica (un metro e mezzo tra sabato e domenica) pubblicata qualche giorno fa dal sito ilmeteo.it. Sembrano già dimenticate le sfuriate del presidente del Veneto Luca Zaia contro i media nazionali sulle previsioni errate di maltempo sul litorale veneto, che per più di un’estate avevano danneggiato l’economia turistica. E anche la decisione di Jesolo di dotarsi di un proprio sito meteo grazie ad un accordo con l’Aeronautica militare.

Il sito ilmeteo.it è molto seguito a livello nazionale e anche all’estero. I timori per l’acqua alta e le attese meteorologiche non proprio positive hanno avuto un effetto inevitabile: sono piovute disdette alberghiere e la preoccupazione della gente è rimbalzata al telefono, per strada e in quelle piazze contemporanee che sono i social network. Tanto per intenderci, un metro e 50 sul livello medio del mare significa la città completamente sotto acqua (eccetto qualche piccola parte) e un evento del genere si proietterebbe direttamente al quinto posto nella classifica delle acque alte rilevate a partire dal 1923.

Dal Centro maree del Comune di Venezia, il laboratorio più avanzato a livello scientifico per la previsione delle acque alte invitano alla prudenza e definiscono inaffidabili le previsioni pubblicate su altri siti nei giorni scorsi: «In questa stagione – dicono – le previsioni del vento hanno un’affidabilità accettabile fino a circa 3-4 giorni di anticipo e la stessa Aeronautica militare afferma che la previsione del vento a tre giorni ha il 75% di probabilità di essere attendibile. In un giorno, infatti, ci sono stati valori di vento previsti completamente diversi e sono questi valori che inseriamo nei nostri modelli previsionali matematici».

La situazione rimane incerta: a fronte di 80 centimetri di marea astronomica c’è la previsione di una sciroccata di tempi e intensità ancora da stabilirsi con esattezza. Al momento, la previsione ufficiale è questa: domani sera alle 23.30 l’acqua alta potrebbe arrivare a 115 centimetri, mentre la notte di sabato potrebbe essere di 120-125. Ben lontano dunque dai 150 annunciati.

Il Comune di solito non contesta mai i dati meteo forniti da altre fonti, ma questa volta sembra intenzionato a chiedere spiegazioni, soprattutto per conoscere la base scientifica di certe previsioni e invitare tutti a utilizzare le previsioni del suo Centro. Tra gli operatori, i più arrabbiati sono gli albergatori, che non escludono, in un futuro prossimo, di valutare un’azione legale.

«Ho notizia di diversi annullamenti di prenotazioni a causa della paura di finire sotto acqua – commenta il presidente dell’Ava, Associazione veneziana albergatori, Vittorio Bonacini – purtroppo sui media nazionali, anche quando le misure sono corrette, la misura dell’acqua alta viene distorta, facendo prefigurare il diluvio universale sulla città. Questa cosa deve finire e se non agirà il Comune lo faremo direttamente noi. Il sensazionalismo pagherà anche, ma alla fine si paga».

 

 

A.V.