Cafoni a Venezia, Daspo dappertutto

Una stretta per tutti. Per i turisti maleducati che potranno essere allontanati da Venezia se pizzicati a farsi il pediluvio in canale o a mangiarsi una pizza sugli scalini di un ponte. Ma anche per i titolari di bar, ristoranti e negozi che dovranno preoccuparsi della pulizia davanti alle loro attività, pena multe salate e chiusura dei rispettivi locali. Il Comune ci riprova a mettere un po’ di ordine in una Venezia che da tempo soffre di troppo turismo. Stavolta con un nuovo regolamento di polizia e sicurezza urbana: un’ottantina di articoli che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero rappresentare un’arma in più contro le cattive abitudini dilaganti in laguna.

Un nuovo provvedimento della Giunta di Luigi Brugnaro con ricadute sul turismo, dopo l’annunciato regolamento che vieterà le aperture di nuovi bar e ristoranti in centro storico. Blocco simile a quello già adottato da Firenze, che sta raccogliendo le osservazioni delle categorie veneziane. Più veloce dovrebbe essere l’approvazione del regolamento di polizia urbana. Oggi passerà in Giunta per arrivare al voto del Consiglio comunale entro luglio.

Si tratta di un regolamento atteso, di cui si parla da mesi, soprattutto per l’introduzione del cosiddetto Daspo urbano. Una misura prevista del decreto Minniti dell’anno scorso per le aree di particolare tutela. Consente di allontanare per 48 ore i soggetti che si sono comportati in modo non consono. In caso di reiterazione, poi, il questore può prolungare l’allontanamento fino a sei mesi. Il regolamento veneziano punta ad estendere le aree di applicazione del Daspo all’intera città, d’acqua e di terra, introducendo una corposa lista di comportamenti vietati per cui scatteranno gli allontanamenti. Si va appunto dai pediluvi, ai tuffi, ai pic-nic improvvisati, ai surfisti sull’acqua alta, a chi si lava alle fontane o fa i propri bisogni in acqua. Immagini classiche di un degrado turistico che fanno il giro del mondo. Allontanabili anche i partecipanti ai vari addii a celibali-nubilati che sempre più scelgono Venezia per festeggiamenti eccessivi. Fenomeno cresciuto negli ultimi anni che il Comune vuole arginare anche così.

Fin qui i comportamenti degli ospiti della città. Ma il regolamento si preoccupa anche di chi lavora con questi ospiti. Ed ecco le norme che impongono ai titolari delle varie attività di mantenere pulite le aree avute in concessione, nonché gli spazi antistanti i locali, organizzando pure un servizio di raccolta differenziata. Mentre i contenitori per i cibi d’asporto dovranno essere marchiati, per risalire all’attività in caso di abbandono. Vietati gli aperitivi consumati su barche o muretti, altra moda del momento. Banditi pure gli intromettitori d’ogni genere, ma anche i menù con foto esposti all’esterno. Una mole di nuove regole, non c’è che dire. Ma basteranno a cambiare le cose? Lo si comincerà a vedere in questa estate che entra nella fase da bollino rosso e nero, i giorni cioè in cui vengono istituiti i varchi all’ingresso del centro storico per deviare i flussi in caso di affollamento. Operativi da domani, resteranno per 38 giorni consecutivi. Un’altra novità di quest’anno che arriva alla prova del nove.

A.V.