Candidarsi, o non candidarsi?

L’eterno dilemma di chi cerca lavoro.

Gli annunci di lavoro, come sempre accade nei periodi in cui il lavoro scarseggia, sono nella maggioranza dei casi super dettagliati e con richieste da far impallidire anche il professionista più qualificato.
Insomma, come per l’ormai mitico (e mitologico) “neolaureato con pluriennale esperienza”, molti candidati sperimentano spesso una grande incertezza nell’inviare la propria candidatura, sentendosi esclusi già in partenza e basandosi su una giusta e legittima congruenza che, in alcuni casi, può giocare a loro sfavore.

Con ciò non desidero passare il messaggio che, come troppi fanno, si debba inviare il proprio cv a prescindere, anche se non ha alcuna attinenza con la ricerca in corso (cosa che indispettisce i recruiter, devo ammetterlo, soprattutto se lo si fa ai limiti dello spamming), ma che di fronte ad un’offerta di lavoro in cui il proprio profilo soddisfa un buon 80% delle richieste quel “piccolo” 20% che resta può ben venir colmato da altre caratteristiche personali o competenze. Per esempio:

Ambizione, passione, determinazione. E la lista potrebbe essere più lunga e variegata includendo molte altre competenze trasversali. Ogni recruiter sa che la differenza nella scelta di un candidato piuttosto che un altro molto spesso è fatta da impressioni e sensazioni. Queste sono figlie di ciò che il candidato è riuscito a “comunicare” al suo interlocutore e, se l’argomento è il lavoro, un messaggio che spesso trova terreno fertile è quello legato alla “voglia di fare”. Ovviamente, come sempre predico, la sincerità paga. Quindi sempre evitare di dimostrarsi interessati e motivati a svolgere un ruolo che, in realtà, non fa fare salti di gioia.

Capacità di stupire. Spiccare è un processo ovviamente difficile, ma non impossibile, e la così detta cover letter (spesso il corpo della email con cui ci si candida) è una buona palestra per dar sfogo alla propria inventiva. Ma senza esagerare, basti pensare che anche solo un cv ed una lettera di candidatura ben scritta e priva di errori grammaticali può essere sufficiente allo scopo e mettere in mostra abilità spesso chiave per molte opportunità di lavoro.

Rete/Referenze. Sempre più i recruiter navigano nel mare dei social. Una buona reputazione in rete e, meglio ancora, delle buone referenze saranno un ottimo strumento per amplificare le proprie chance.

Marco Garbin