Essere candidati nell’era di Linkedin

La piattaforma work oriented per eccellenza, da pochissimo acquistata da Bill Gates, è ormai terreno fertile per recruiter, head hunter e professionisti in cerca di nuove opportunità.
Se gli annunci di reclutamento continuano a scarseggiare rispetto a piattaforme quali Monster ed Infojobs, nelle operazioni di ricerca di candidati il social californiano la fa da padrone (si stima che sia strumento di ricerca principale per il 95% dei recruiter).
Diventa quindi fondamentale, per chi è alla ricerca di nuove opportunità, essere visibile e (meglio) ottimizzare la propria immagine:

– Un primo passo importante da fare è identificare le “keywords” con le quali popolare il proprio profilo. E’ facile reperirle da un annuncio di lavoro per una posizione analoga a quella che ricopriamo (o vorremmo ricoprire);
– Frequentare i gruppi su Linkedin specifici per il nostro settore o ruolo può essere un altro ottimo modo per aumentare la propria visibilità. Spesso i recruiter, specialmente quelli a caccia di “talenti”, amano osservare il modo di relazionarsi e i contenuti di un potenziale candidato;
– Dare e ricevere referenze è invece un buon sistema per migliorare la qualità del proprio profilo. Fornire una referenza denota infatti capacità di valorizzare il lavoro altrui e presuppone di avere le competenze per poter giudicare obiettivamente il lavoro degli altri. Ma occhio a non esser banali, potreste ottenere  proprio l’effetto contrario;
– Avete sudato sette camicie per laurearvi? Allora perché non approfittare dei gruppi creati ad hoc dai vostri ex compagni d’Ateneo, come gli “Alumni”? Sono il posto ideale per un recruiter in cerca di professionisti con la vostra formazione;
– Last but not least, verificate ciò che del vostro profilo Linkedin è pubblico. Le informazioni più utili ad un recruiter potrebbero essere nascoste, compromettendo seriamente ogni opportunità.

 

Marco Garbin