Casinò, via al referendum

Nuovo contratto a rischio

C’è aria di bocciatura dell’accordo sul nuovo contratto aziendale dei dipendenti del Casinò – firmato solo da tre sigle sindacali Slc Cgil, Rlc e Snalc Cisal – che sarà sottoposto a referendum confermativo tra i lavoratori della casa da gioco. Tanto che dopo l’assemblea tenuta da tutte le sigle sindacali l’altra sera con i dipendenti, era nata la possibile richiesta da inviare al Comune di riaprire la trattativa sull’accordo e discuterne ancora. Ma dopo una lunga giornata di incontri e contatti, le organizzazioni sindacali non hanno trovato l’accordo sull’invio di una richiesta, ad azienda e proprietà, di riaprire il tavolo della trattativa sul contratto collettivo aziendale di lavoro, in particolare sulle parti su cui si era registrato il maggiore disaccordo.

Questo nonostante l’assemblea generale dei dipendenti, indetta l’altra sera (a cui era seguita quella organizzata da Fisascat Cisl, Uilcom Uil, Siam e Ugl Terziario) avesse lanciato una proposta del genere. In teoria, le sigle avrebbero dovuto chiedere di riaprire il tavolo, sollecitando una risposta entro ieri alle 18, sulla base della quale decidere se andare a referendum (indetto da tempo da oggi al 3 aprile) oppure congelarlo. Ma visto che la richiesta non c’è stata, oggi il referendum si svolgerà regolarmente. Troppo profonde le differenze tra chi aveva già firmato l’accordo e chi si era invece alzato dal tavolo sui punti da rimettere in discussione.

La richiesta di riaprire la trattativa era anche scaturita dalla consapevolezza, emersa in assemblea, che la maggior parte dei lavoratori della casa da gioco sarebbe contraria a questo tipo di contratto su aspetti come: la necessità della tutela dell’occupazione, la clausola rescissoria legata alle cause di lavoro in corso, quelle relative alla mobilità e alla malattia, l’utilizzo del lavoro somministrato, tanto per citarne alcune. Se effettivamente dall’esito del referendum dovesse scaturire una bocciatura dell’accordo, tutta la partita del nuovo contratto dei dipendenti della casa da gioco tornerebbe in alto mare, con le cause ancora pendenti di fronte al giudice del lavoro che preoccupano anche l’azienda e l’Amministrazione comunale per le conseguenze anche economiche che potrebbero comportare se a prevalere fossero le ragioni dei lavoratori.

Una questione che sembrava essere vicina a una soluzione e invece risulta ancora tutta da chiarire, in attesa dell’esito del referendum tra i dipendenti.

 

 

A.C.M.