Centri commerciali. A rischio il negozio cittadino?

L’imprenditore Vincenzo Lovino espone il suo parere

Lovino l’altra settimana si è parlato dell’enorme numero di centri commerciali presenti nel territorio che costringono i centri urbani a veder chiudere negozi storici. Lei cosa ne pensa? «I centri commerciali sono la naturale evoluzione dei consumi e dobbiamo prenderne atto. Sono un dato di fatto inevitabile ma dobbiamo dargli il giusto spazio. Non devono diventare le nuove vie o le nuove piazze in cui la cittadinanza si ritrova, per cui, direi di si ai centri commerciali ma solo per certe situazioni e per la vendita di certi prodotti. Bisogna impedire che diventino una “patologia” impedendo che si incentivi la presenza dei cittadini (soprattutto il sabato e domenica) nei veri centri urbani».

I centri commerciali, lei come li considera? «Sicuramente un’ottima possibilità di confronto per i prodotti ma solo se si trattasse esclusivamente di beni di consumo mentre, nella realtà, molti sono punti vendita che altro non sono se non specchietti per le allodole per i consumatori. Manca del tutto, all’interno dei centri commerciali l’attenzione per il prodotto di qualità che, invece, si trova solo ed esclusivamente nel negozio che da anni vive dentro la sua città e il suo comune».

Che provvedimenti si potrebbero prendere visto che non possono essere demoliti? «Personalmente cercherei provvedimenti alternativi da parte dei sindaci e delle amministrazioni. Toglierei ad esempio il ticket per i parcheggi durante tutto il weekend e darei la possibilità agli imprenditori di creare eventi sul posto per incentivare l’afflusso dei cittadini nella città per tenerla viva, perché se la città muore muoiono anche loro; e per “loro” intendo sia gli imprenditori che le amministrazioni».

La provincia di Venezia è un target per tarare i prezzi sul resto d’Italia. Non è assurdo? «Lo è di certo. Ma evidentemente sono stati dati troppi permessi e troppi incentivi alle multinazionali che hanno permesso che la provincia divenisse quasi “ingolfata” di centri commerciali. Senza dimenticare che la loro crescita esponenziale è iniziata quando c’è stata la decrescita del livello occupazionale (mi viene in mente, ad esempio, il calo enorme di lavoratori a Porto Marghera) e si è pensato di riversare la manodopera nei centri commerciali».

Come può un imprenditore rilanciare la piccola attività commerciale di un centro urbano? «L’unica maniera è rilanciare la comunicazione attraverso i sistemi più moderni ed efficaci e (qui entra in gioco l’imprenditore) stando sempre molto attenti a quanto richiede il mercato percependo le esigenze del consumatore. Il centro commerciale neutralizza la scelta dei prodotti specializzati, allarga le maglie a una produzione “all’ingrosso” spesso  a discapito della qualità. È su questo che l’imprenditore locale deve giocare le sue carte; comunicando all’esterno e al consumatore che il suo prodotto non lo potrà mai trovare dentro alcun centro commerciale».

(n.r.)