Coin, i dipendenti occupano il negozio

Un’occupazione pacifica, silenziosa. I novanta dipendenti di Coin Excelsior  si sono presentati al proprio posto di lavoro, ma hanno fatto come se non ci fossero: niente scontrini alle casse, nessun consiglio, camerini sguarniti, locali semi deserti. Per motivi di sicurezza, e in mancanza del servizio alla clientela, Coin srl ha deciso di chiudere lo store dalle 10 alle 12, durante le due ore di protesta.Il sit-in di tutti i lavoratori (di cui una quarantina di Coin srl e gli altri dei vari marchi presenti nei rispettivi corner), per i quali è stata avviata la procedura di licenziamento, è stato organizzato alla vigilia dell’udienza di stamattina, davanti al giudice civile Lina Tosi, che deciderà in merito alla richiesta di sospensiva dello sfratto e le modalità di riconsegna dei locali.

Una delegazione di dipendenti, insieme alle organizzazioni sindacali, sarà in presidio fuori dal Tribunale di Rialto con la speranza, come spiega Fabio Marchiori di Uiltucs, «che si tenga conto della delicata situazione che coinvolge le sorti di tante famiglie». Un banchetto e i volantini saranno l’ultimo baluardo di una vertenza che va avanti ormai da otto mesi, e cioè da quando, a fronte dell’aumento dell’affitto (passato da 590 mila euro a tre milioni), inquilino e proprietà – ovvero Coin srl e Drizzly srl di Paola Coin – hanno cessato di intendersi.La preoccupazione, concreta, tangibile, ha il volto e gli sguardi delle decine di commesse che ieri mattina hanno manifestato sul ponte di Coin stringendosi l’una all’altra, e non solo per il freddo. Ragazze giovani e madri di famiglia che lavorano da Coin da anni, attaccate all’azienda quasi come a una famiglia, e che, nei mesi scorsi, avevano scritto una lettera a Paola Coin per chiederle di «mettersi una mano sul cuore».

Quel che è certo è che il margine di trattativa, a lungo inseguito anche dall’assessore Renato Boraso, che questa mattina dovrebbe portare la sua solidarietà al presidio dei lavoratori, si è ridotto fino ad aver lo spessore delle carte bollate, con le quali, ai primi di marzo, gli ufficiali giudiziari hanno notificato lo sgombero dei locali entro il 12 aprile.Se lo sfratto fosse confermato, Coin srl non avrebbe né il tempo di liberare l’immobile né, soprattutto, di trovare un’altra sede, ipotesi invece caldeggiata dall’azionista Stefano Beraldo che, nei giorni scorsi, aveva rimarcato «la volontà di ritornare in città non appena si renderà disponibile una soluzione in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze commerciali aziendali».È quindi possibile che il giudice conceda una proroga, che potrebbe essere di sei o di dodici mesi, durante la quale, come spiega Boraso, si farà di tutto «per ripartire il tavolo della trattativa».

Nel frattempo le parti si incontreranno di nuovo venerdì mattina in Regione, negli uffici della Gestione crisi aziendali, per fare il punto della situazione prima di scrivere la parola fine.E intanto continuano a circolare le voci su chi potrebbe prendere il posto di Coin Excelsior. Tra i più papabili, H&M, sebbene il colosso svedese sia in difficoltà e stia chiudendo negozi in tutto il mondo.

A.V.