Consulenze esterne, adesso si passa per Ateneo e Azienda ospedaliera

Stretta sulle consulenze: fino al 31 dicembre 2021 i medici dovranno chiedere il permesso al Bo e all’Azienda ospedaliera per fare consulenze esterne. A maggio il ministero dell’Istruzione e l’Autorità Nazionale Anticorruzione avevano stilato un atto di indirizzo rivolto a tutti gli atenei per spingerli ad adottare regole precise che garantissero la trasparenza e prevenissero la corruzione. Così, dopo un vertice d’urgenza svoltosi nei giorni scorsi al Bo, ecco spuntare un accordo che porta le firme di Luciano Flor, direttore generale dell’azienda ospedaliera, e del rettore Rosario Rizzuto.

«Tra Usl e università c’è la stessa visione sulla necessità di trasparenza, la condivisione delle regole è una conseguenza logica – spiega Flor – L’accordo riguarda tutti i dipendenti dell’azienda, non solo quelli che fanno docenza. È un passo importante per contrastare conflitti di interessi e pratiche illecite». Secondo il nuovo regolamento unico il docente dovrà comunicare all’ateneo l’intenzione di svolgere una consulenza esterna e richiedere l’autorizzazione, dichiarando che non sussistono incompatibilità o conflitti di interessi.

Il Bo, a sua volta, trasmetterà la richiesta all’azienda ospedaliera ed entrambi valuteranno se esistono situazioni di incompatibilità. Inoltre, sempre in nome della trasparenza, gli elenchi dei docenti che hanno svolto consulenze esterne verranno resi pubblici sul sito dell’università. La stessa cosa dovrà fare l’azienda ospedaliera. Anche prima di questo accordo i medici dovevano chiedere l’autorizzazione ma non c’era comunicazione tra università e Usl, una mancanza che nel tempo ha portato a critiche e, in casi estremi, anche a ricorsi giudiziari.

«La procedura è molto rigida e sicuramente migliorerà la situazione», dice Mario Plebani, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia. Niente più diverse interpretazioni della legge tra Regione e Bo, quindi, un diverbio che a metà luglio ha portato i vertici della sanità del Veneto a chiedere al presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, un parere di legittimità.

Sì, perché la legge vigente vieta le consulenze esterne ai docenti in camice bianco – con l’unica eccezione delle perizie richieste dalla magistratura – mentre le permette a tutti gli altri professori. D’ora in avanti saranno considerate incompatibili le attività con strutture sanitarie convenzionate con la Regione e ogni incarico che possa danneggiare in qualche modo la reputazione dell’azienda ospedaliera o del Bo. Le maglie attorno ai furbetti si stringono.

E.P.