I contratti approvati telefonicamente

Attenzione alle truffe dei call center

Si legge spesso di contratti approvati per telefono, in forza dei quali si sottoscrivono offerte televisive, contratti con operatori telefonici o di somministrazione.

Sono vietati? Se sono consentiti, con quali limiti?

Va anzitutto premesso che è lecita la stipulazione di un contratto ottenuta con la registrazione integrale di una telefonata, dopo che l’operatore telefonico abbia chiesto il consenso dell’utente.

Tuttavia, il decreto legislativo 21 del 2014, nel recepire la direttiva europea 2011/83/UE, ha posto dei limiti a tale modalità negoziale.

Anzitutto, il rappresentante del professionista deve enunciare chiaramente gli elementi essenziali, tra i quali la propria identità e l’indirizzo, le caratteristiche e il prezzo dei beni o dei servizi, le modalità di pagamento e consegna, le eventuali facoltà di recesso, garanzia e reclamo.

In ogni caso, per tutti i contratti negoziati a distanza o fuori dai locali commerciali dev’essere consentito recesso per un termine di 14 giorni, decorrenti in genere dalla conclusione; solo espressamente, per i contratti di durata, il consumatore può prevedere che la fornitura inizi prima dello scadere del termine per il recesso.

La novità più importante del 2014, tuttavia, è che il consenso prestato telefonicamente deve sempre essere poi ripetuto, con riferimento ad un modulo di conferma, con modalità scritta, corrispondente non solo alla firma in calce ad un modulo cartaceo vero e proprio, ma anche ad un semplice sms o e-mail o cd o altro supporto durevole.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato può intervenire nei confronti delle condotte dei professionisti che si comportino scorrettamente nelle pratiche commerciali.

Si raccomanda, quindi, di prestare la massima attenzione o di farsi consigliare prima di accettare accordi, anche verbali o telefonici, o di firmare contratti.

 

Stefano Chiaromanni

Avvocato del Foro di Venezia