Creato a Padova il primo distributore automatico di cannabis legale

Se si dissolverà in una bolla di sapone lo si vedrà tra qualche tempo, quel che è certo è che la cannabis legale a Padova è diventata un vero boom. A meno di un mese dall’uscita di The Botanist, rivista con allegato un grammo di marjuana light che ha fatto vivere ore di apprensione agli edicolanti di mezza provincia, ora il pomo della discordia è un distributore automatico comparso in via Scintilla. Sulla serranda abbassata, accanto al vistoso erogatore verde, campeggia un messaggio chiaro: «La famiglia che vive in questa abitazione non ha nulla a che vedere con questo distributore e con la vendita di questi prodotti».

I residenti preferiscono non sbilanciarsi perché è in corso un contenzioso legale, quindi la vicenda sembra destinata a non esaurirsi in tempi brevi.
Che la presenza dell’apparecchio abbia creato più di qualche perplessità è evidente anche parlando con chi in zona ci lavora. «Non dà fastidio la clientela – raccontano nell’autoscuola a pochi metri – è il principio a essere sbagliato. Decine di ragazzini vengono a studiare per la patente, cerchiamo di insegnare le norme di guida sicura e a dieci metri abbiamo un distributore di droga potenziale». Ecco la parola magica. Perché anche se la cannabis sativa in libera vendita non è destinata all’uso ricreativo e ha un principio attivo bassissimo, la preoccupazione resta.

A rifornirsi sono per lo più ragazzini, il timore è che la voce si sparga. «Ora è aperto da due mesi, magari tra qualche tempo ci sarà la fila».Anche chi vive a pochi metri sa poco o nulla di questa storia. «Ho visto che un giorno lo hanno montato – racconta Maria, dell’agenzia Maastricht – poi più nulla». Sul distributore non ci sono riferimenti al gestore se non il nome: Jointexpress.

A.R.