Dalla 24 ore alla valigia

Il nomadismo migratorio del 21° secolo

L’abbattimento delle barriere, i contatti precari, gli stipendi da fame e la tendenza a ricercare fenomeni (capaci di svolgere simultaneamente 12-13 ruoli in azienda) hanno, nell’ultimo decennio, talmente tanto aumentato il flusso in uscita dal nostro Ex Bel Paese da creare un vero e proprio fattore socio-economico, da alcuni definito Nomadismo Migratorio.
Di cosa si tratta? Si tratta di un vero e proprio esercito di italiani (circa 300 mila secondo stime incrociate tra istituti europei, circa 100 mila secondo l’ISTAT, ma propendiamo per la prima cifra) che hanno sostituito la 24 ore con la valigia, nella quale oltre ai vestiti hanno stipato il know-how ed una conoscenza della lingua inglese professionale, e dati alla mano si spostano verso i paesi europei e non vendendo la loro professionalità a cifre ritenute più consone.

Non si tratta ne’ di mercenari ne’ di zucconi, come qualcuno li ha definiti ultimamente, ma di persone consce del loro valore che non desiderano minare la propria autostima e prendere in giro nessuno spacciandosi per “showman d’azienda”.
Autonomi nella ricerca di un “primo appoggio”, spesso rappresentato da amici o ex colleghi, i nomadi professionisti non godono di un supporto da parte degli Stati e si preparano il terreno studiando in autonomia i dati economici dei Paesi potenziali target e intessendo reti attraverso i social network.

Ovviamente il numero maggiore di loro proviene da regioni italiane in cui il lavoro scarseggia (Molise, Calabria, Sicilia, per esempio), ma è interessante notare che anche Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige registrano tassi di emigrazione importanti, permettendo di analizzare l’argomento con occhi ben diversi.
E’ inoltre importante notare che, trattandosi di professionisti per la gran parte ad elevata scolarizzazione, Paesi in flessione demografica come la Germania stiano strutturando dei veri e propri piani di acquisizione di queste che, fortunatamente almeno da loro, vengono definite risorse.

E se in Spagna, Grecia ed Ungheria il Nomadismo Migratorio è in calo, in Italia aumenta, a triste testimonianza del fatto che, per quanto importanti, le radici non devono diventare catene.

Marco Garbin