La delegazione del programma di Rai 3 “Radici” accolta da Papa Francesco

ROMA. Mercoledì 20 giugno 2018, Giornata Mondiale del Rifugiato, indetta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sul dramma di chi è costretto a lasciare la propria terra per scappare da guerre e povertà, Radici ha incontrato il Papa. una delegazione composta dai protagonisti del programma televisivo di Rai3 Radici, l’altra faccia dell’immigrazione, insieme al conduttore Davide Demichelis e allo staff, è stata accolta da Papa Francesco a Roma per celebrare insieme l’importanza di questa giornata durante l’angelus.

La delegazione di Radici è composta da migranti originari di varie parti del mondo, tutti con una storia migratoria particolare degna di essere raccontata.

A questo evento ha partecipato anche l’avvocato di Bassano del Grappa Kaoutar Badrane, che è stata protagonista della puntata di Radici di venerdì 3 novembre scorso sul Marocco. In presenza del Papa Kaoutar ha rappresentato, in virtù della sua doppia identità, sia il suo paese d’origine attraverso l’abito tradizionale marocchino, il kaftan, sia il suo lato veneto, grazie al forte accento del nord di cui va molto fiera. Si sente infatti veneto-marocchina perché ha preso gli elementi positivi da ciascuna delle due culture, come è risultato nella puntata di Radici che ha ripercorso la sua vita in Italia e in Marocco. Era la prima volta che qualcuno si presentava con questo indumento nella Città del Vaticano e ciò ha destato molta curiosità tra i presenti.

Dalla prima fila dei fedeli la delegazione di Radici ha potuto sentire da vicino le parole di Papa Francesco, che ha ribadito l’importanza di accogliere e proteggere i migranti e i rifugiati, perché in essi il fedele può vedere Gesù:”La dignità della persona non dipende dal suo essere cittadino, migrante o rifugiato. Salvare la vita di chi scappa dalla guerra e dalla miseria è un atto di umanità”.

L’incontro ha avuto una forte carica emozionale per i presenti, grazie anche al messaggio di amore e di pace mandato dal Papa, un messaggio in comune con l’islam, una parola che racchiude nella radice semantica il significato di pace, salam.

La traduzione simultanea in arabo ha permesso di avvicinare e includere nell’omelia anche chi non parla l’italiano. “Ho sentito un’incredibile sensazione. Il Papa parla a tutti e ispira unità”, ha detto Kaoutar Badrane, felice di aver vissuto una simile esperienza insieme a sua figlia di sette anni e a tutti i protagonisti di Radici.

“Il Papa rappresenta non solo la fede cristiana, ma è simbolico anche per noi musulmani, quindi ero molto onorata” – racconta Kaoutar, ancora emozionata; – durante l’incontro, mi è venuto in mente quando Papa Giovanni Paolo II è venuto per la prima volta in Marocco nel 1985 per incontrare il defunto re Hassan II a Casablanca”.

L’avvocatessa veneto-marocchina ricorda, infatti, quando da piccolina Papa Giovanni Paolo II era andato in Marocco e, appena sceso dall’aereo, si era inginocchiato e aveva baciato la terra marocchina, come era solito fare in segno di rispetto verso l’autorità e la popolazione. A Città del Vaticano Kaoutar ha sentito la stessa forte emozione di quel momento storico che ha riunito il rappresentante dei cristiani e il re del Marocco 33 anni fa a Casablanca, gettando un ponte tra il mondo islamico e quello cristiano.

E dopo 33 anni dall’ultima visita in cui un Papa ha toccato terra marocchina, Papa Francesco sarebbe atteso nei prossimi mesi per una visita episcopale in Marocco, notizia riferita dal console onorario del regno del Marocco a Bari, Vincenzo Abbinante, al sito d’informazione locale Turi Web. Ad accogliere il pontefice sarà l’attuale re Mohamed VI, che lo aveva invitato nel 2013 subito dopo la sua nomina in Vaticano.

Infine, dopo l’angelus e l’incontro col pontefice, non poteva mancare il momento conviviale col thè marocchino, momento fondamentale nello scambio interculturale e come segno di ospitalità.

Sara Zanferrari