Il Cittadino

Rovigo, scatta l’esposto contro la discarica

Il Comitato: «i tir creano danni all’ambiente e alla viabilità, la situazione è insostenibile»

Rovigo. Non c’è pace per gli abitanti di via Calatafimi, strada arginale nella località di Mardimago. Da una parte l’inquinamento acustico ed ambientale provocato dai camion di Ecoambiente, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Rovigo, diretti alla discarica. Dall’altra, l’imposizione del senso unico.

L’esposto in Procura

 I residenti si sono così riuniti nel  Comitato “Vivi Mardimago” per fronteggiare il grave inquinamento acustico e ambientale. Capeggiati da Giuseppe Borella e sostenuti dal consigliere comunale Ivaldo Vernelli, hanno presentato alla Procura della Repubblica di Rovigo e al Prefetto Maddalena De Luca un esposto per chiedere di far luce sulla vicenda.

Il Comitato ha presentato il documento durante la conferenza stampa dello scorso 9 febbraio. «Dal 2010 ad oggi – precisa Borella – il Comune non ha effettuato alcuna manutenzione sul manto stradale. Né tantomeno ha ripristinato il guardrail devastato dopo i numerosi incidenti. Dallo scorso dicembre, quando è stato istituito il senso unico di via Calatafimi – continua – siamo costretti a fare un giro assurdo di oltre 15 km che passa per Villadose o per San Martino di Venezze, ogni santo giorno, con costi enormi».

 

Viabilità ma anche ambiente

Il problema noesposto discarico Rovigo comitaton riguarda solo la viabilità, ma anche inquinamento acustico e ambientale. «Nel 2018 il traffico di mezzi pesanti di Ecoambiente e autoarticolati con rifiuti speciali provenienti da altre regioni è aumentato a dismisura, una vera e propria processione che di fatto ha peggiorato le già disastrate condizioni della strada – aggiunge Borella. Io in una sola giornata conto circa 55 mezzi pesanti su quella strada che ora, senza alcun intervento comunale, è completamente dissestata».

Le preoccupazioni non riguardano solo i residenti, ma anche i proprietari terrieri. «È impensabile – continua il portavoce – dover movimentare mezzi e attrezzature agricole ingombranti che non possono superare i 20 km/h percorrendo molti chilometri in più con perdita di tempo e di denaro».

«Con questo esposto – conclude Borella – chiediamo di ristabilire il doppio senso di marcia, ma soprattutto vogliamo che sia fatta luce sulla quantità e qualità dei tir che transitano ogni giorno. Vogliamo avere la libertà di andare a Rovigo. Ora siamo condannati e nella stagione primaverile con l’arrivo dei trattori sarà peggio».

Discarica Rovigo esposto comitato

 

La voce del Comitato

Il Presidente del Comitato Giuliano Bernardinello rincara la dose. «Quella di via Calatafimi non è l’unica

 problematica di viabilità riscontrata», chiarisce. «A Boara i residenti si lamentano per i cattivi odori, a Grignano per gli incidenti, a Cantonazzo per le strade chiuse».

«Il quadrante nord-est di Rovigo è la porta del Polesine per tutti i traffici commerciali. Ma la realizzazione della famosa bretella non è mai stata compiuta perché non c’è alcuna volontà politica di portarla a termine. La Provincia dovrebbe farsi parte promotrice della viabilità – conclude Bernardinello – invece siamo noi cittadini a sostituirci alle istituzioni, segnaliamo criticità e facciamo il piano del traffico».

Le accuse

Serie le accuse sollevate da Vernelli. «La discarica di Villadose è sempre meno una discarica di rifiuti urbani e sempre di più una discarica di rifiuti speciali – spiega – Lo dimostrano le foto dei camion che passano ogni giorno per la strada. Non sono solo camion di Ecoambiente, basta vedere la ragione sociale, sono camion che trasportano rifiuti speciali. Vogliamo sapere i codici dei rifiuti: che cosa stanno trasportando quei tir?».

«Qua c’è meno popolazione strutturata e attrezzata per combattere la cattiva politica e la cattiva programmazione delle discariche» continua Vernelli. E chiama in causa il sindaco di Villadose, presidente del consiglio di bacino Gino Alessio. «È il principale responsabile morale. Chiedo al sindaco di dirci le cose come stanno. Non sta difendendo il suo territorio e la salute dei suoi cittadini. Vogliamo usare la discarica solo per i rifiuti urbani. Non facciamo diventare Villadose l’immondezzaio del Veneto».

Gli interrogativi

“Perché chi ha progettato la discarica non ha predisposto un percorso adatto ai mezzi pesanti? Per quale motivo su tutte le strade arginali è vietato il transito dei mezzi pesanti e su questa invece è autorizzato? Come mai i Comuni di Villadose e Rovigo, che ricevono introiti dalla gestione dei rifiuti, non investono affinché si completi la bretella?” L’esposto dei cittadini di Mardimago si chiude con una serie di domande che devono ricevere una risposta dalle Istituzioni.

Pierfrancesco Divolo

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