«Ero circondato dagli strozzini, ero in un vortice»

Un imprenditore del Piovese per sei lunghi anni, dal 2008 al 2014, è stato vittima degli strozzini. Ai suoi aguzzini ha dovuto dare 550 mila euro, una fortuna. Imputati per i reati di usura ed estorsione sono Antonio Salvino di 61 anni residente a Piove di sacco, Fabio Sartori di 42 anni residente a Codevigo e Carmelo Russo di 55 anni residente a Pontelongo. Quest’ultimo è accusato anche di induzione indebita, perchè all’epoca dei fatti era in servizio come brigadiere nella compagnia della Guardia di Finanza di Chioggia. In aula, protetto da un paravento e davanti ai giudici del Tribunale collegiale, l’imprenditore vittima di usura, difeso dall’avvocato Marco Lombardo, ha parlato.

Ha raccontato della sua sofferenza. «Ero vittima degli strozzini, sono finito in un vortice senza fine, senza alcuna via d’uscita». E ancora «Sono stato costretto a chiedere soldi per pagare gli altri usurai, un inferno».
La sua attività, un piccolo supermercato, nel 2008 ha avuto una flessione e in gravi difficoltà economiche ha iniziato a chiedere denaro. E tra il marzo e il maggio del 2008 ha chiesto aiuto, secondo l’accusa, ad Antonio Salvino. E questo gli ha consegnato 50 mila euro, ma avrebbe poi dovuto restituirgli l’intera somma più 25 mila euro. Quindi per cercare di rientrare con il debito nei confronti di Salvino, l’imprenditore ha chiesto aiuto, ancora secondo l’accusa, a Carmelo Russo.

Dall’allora brigadiere della Finanza, sempre per l’accusa, avrebbe ricevuto 20 mila euro e avrebbe poi dovuto ripagarlo con trentamila euro. Ormai entrato in un vortice senza fine, come da lui dichiarato in aula, ha chiesto altro denaro, ancora per l’accusa, a Fabio Sartori: “20 mila euro e anche in questo caso avrebbe dovuto restituirgli, oltre alla somma prestata, prima cinquemila euro e poi 10 mila euro. Ma l’imprenditore, per l’accusa, è stato anche minacciato, tanto che i tre imputati sono accusati di estorsione. Ti ammazzo, guarda che i soldi costano. Oppure …Guarda che passo lunedì, prepara i soldi perchè se no finisce male ti entro nel supermercato con il camion non ho paura di nessuno. Ti mando qualcuno ad ammazzarti, non ho paura della galera…. E ancora …Guarda che vado in ospedale da tua madre e la faccio morire. Chiedo i soldi a lei….” Insomma un vero inferno per questo uomo d’affari del Piovese.

Ogni mese poi, ancora secondo l’accusa, riceveva la visita nel suo esercizio commerciale dal brigadiere della Finanza Carmelo Russo, e a titolo gratuito l’imprenditore era costretto a consegnare al militare bombole di gas per un valore di 40 euro. Il finanziere che secondo l’accusa ha approfittato della sua qualifica per esercitare un atto intimidatorio, è stato accusato anche di induzione indebita. Alla fine l’imprenditore in sei anni ha dovuto sborsare 550 mila euro per tenere buoni gli strozzini. La prossima udienza è stata fissata per il quattro di luglio.

E.P.