Escavo finito, via libera alla grande nave

Il presidente dell'Autorità Portuale annuncia il ripristino del bacino di evoluzione 3 e polemizza con il sindaco Brugnaro

Dalla fine del prossimo mese di luglio le navi porta container da 6.000 Teu del consorzio navale Ocean Alliance – composto dalle compagnie China Cosco Shipping, Evergreen Line, Cma-Cgm e Oocl – che settimanalmente percorrono la “Via della seta” fino al porto di Venezia, saranno sostituite da una nave più grande, da 8.500 Teu. In una nota ufficiale dell’Autorità di Sistema Portuale ha annunciato che si sono conclusi – dopo l’escavo di 80 mila metri cubi di sedimenti dai fondali e la necessaria bonifica bellica – i lavori di adeguamento del Bacino di evoluzione 3.

L’intervento permetterà alle navi porta container più grandi, d’imboccare dal canale dei Petroli il canale Ovest e raggiungere i terminal alla quota di navigabilità prevista dal Piano Regolatore Portuale.Le navi di Ocean Alliance collegano l’Estremo Oriente (Cina, Singapore, Indonesia) e l’Alto Adriatico, toccando i porti di Rijeka, Koper, Trieste e Venezia, con navi di portata fino a 6.000 Teu e ora potranno utilizzare quelle con una capacità di trasporto maggiore (8.500 Teu) utilizzata nel maggio scorso in un’unica occasione, ma costretta ad attraccare al porto di Trieste visto che il bacino di evoluzione del canale Ovest non era ancora accessibile.

L’annuncio mette fine alle polemiche sollevate dalla consigliera regionale del Pd, Alessandra Moretti, e riprese qualche giorno fa dal sindaco Luigi Brugnaro, secondo i quali lo spostamento a Trieste della nave, nel maggio scorso, era responsabilità del porto di Venezia che stava, così, perdendo traffici proprio sulla preziosa e storica Via della Seta. Del resto, il sindaco è già in rotta di collisione con il presidente dell’Autorità Portuale per aver ricordato che qualsiasi progetto che riguardi l’area dei Pili, di proprietà di una società del sindaco, deve fare i conti con i vincoli del Piano regolatore portuale.

«Grazie a questo importante intervento, il porto di Venezia» ha sottolineato ieri Pino Musolino in una nota stampa «è per la prima volta in grado di ricevere navi porta contenitori da 8500 Teu; queste andranno a rinforzare la flotta di navi che operano sulla rotta Venezia-Estremo Oriente, attiva nel nostro porto da diversi anni e che non ha mai smesso di scalare a Venezia durante l’ultimo anno e mezzo, la cui rilevanza strategica è confermata dall’impegno delle compagnie della Ocean Alliance a garantire il servizio con frequenza settimanale».

Musolino ricorda, inoltre, che «nel corso del 2017 ha stabilito il record storico sul fronte del traffico container, superando i 611 mila Teu movimentati. Trend che nei primi quattro mesi del 2018 è ulteriormente migliorato: i traffici di contenitori infatti sono aumentati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso dell’1,3%». «Ringrazio il sindaco» aggiunge Musolino con ironia e una punta polemica «per la possibilità che ci offre di chiarire, ancora una volta, che gli escavi volti ad accogliere navi da 8500 Teu sono conclusi. Sono certo, sebbene non emerga dalle sue dichiarazioni, che, nel suo duplice ruolo di amministratore e di imprenditore, il sindaco ha ben compreso come gli interventi infrastrutturali operati dagli enti pubblici, in questo caso dall’Autorità di Sistema Portuale, sono volti ad aumentare la competitività dello scalo e che, parallelamente, il mercato risponde a tali interventi con logiche e tempi differenti».

«Non siamo nell’Unione Sovietica» aggiunge «dove il pubblico decide cosa deve fare il privato e controlla il mercato. Sono lieto che nel corso di un’intervista egli abbia dichiarato di essere “rispettoso dei ruoli” e che “il compito di occuparsi di queste cose sia dell’Autorità Portuale e non del sindaco. Da parte nostra permane la piena disponibilità a una costante collaborazione con l’amministrazione comunale, per quanto di competenza e sui progetti che richiedono un necessario confronto fra enti, come previsto dall’ordinamento».

A.V.