Fiera, scintille in commissione sul ruolo dei soci pubblici

«Noi abbiamo investito 19 milioni di euro per la Fiera e raddoppiato il fatturato. Prendetevela con chiunque, ma se il quartiere fieristico di Padova sembra quello di Pristina in Kosovo non è certamente colpa nostra». Parola del presidente di Geo Andrea Olivi, che ieri durante la commissione consiliare convocata per chiarire le condizioni della Fiera, ha rivendicato l’impegno suo e dell’a.d. Luca Griggio, e la disponibilità a investire altri 2 milioni per il rilancio.

Olivi, pur non risparmiando frecciate ai francesi di Gl Events, ha comunque sottolineato il loro impegno: «Dovrei essere il primo a parlarne male, ma bisogna evidenziare come loro abbiamo comunque investito milioni di euro nella Fiera, mentre i soci pubblici non hanno investito un euro». A rispondergli però ci ha pensato Maurizio Pirazzini, presente in veste di presidente di Fiera Immobiliare, ma che ricopre anche l’incarico di segretario generale della Camera di Commercio: «Si sbaglia, abbiamo investito 15,6 milioni di euro nel Centro congressi, che non mi pare sia sulla luna, ma nel centro fieristico» ha risposto. E a Pirazzini si è aggiunto Ubaldo Lonardi, consigliere comunale della lista civica Bitonci ed ex componente del Cda di PadovaFiere.

«Mi risulta che nel 2015 l’allora amministrazione Bitonci abbia investito circa 4 milioni per ristrutturare i padiglioni». «Sono di proprietà del Comune ha ribattuto Olivi». Durante la commissione è emersa comunque una situazione molto complessa, e soprattutto conflittuale, tra i diversi attori chiamati a rilanciare l’ente di via Tommaseo. Nel frattempo il sindaco Sergio Giordani attende entro il fine settimana segnali d’oltralpe, dopo aver stoppato in extremis l’istanza di fallimento minacciata la scorsa settimana e la disponibilità verbale arrivata dai francesi di Gl a negoziare e pagare gli arretrati per circa 2 milioni di euro.

A.R.