Fiera, i soci chiedono il fallimento

Il sindaco Giordani: «Dobbiamo far valere i nostri diritti, non è esclusa una futura gestione pubblica»

«Prepariamoci a ogni possibile scenario, anche ad una gestione pubblica. Ma non è il momento di fare polemiche, il sistema Padova deve restare unito attorno alla sua fiera». Parole decise ma anche di apprensione quelle del sindaco Sergio Giordani. Perché il Rubicone è stato varcato.È successo ieri pomeriggio quando, nel cda in conference call, i tre rappresentanti di Comune, Camera di commercio e Provincia presenti in Fiera Immobiliare (la società pubblica che è proprietaria dei padiglioni di via Tommaseo) hanno «ampliato il mandato dei legale a tutte le azioni possibili per rientrare in possesso dei nostri crediti, compresa l’istanza di fallimento», spiega il presidente della società Maurizio Pirazzini.

In realtà l’incartamento era già stato preparato nei giorni scorsi e nelle prossime ore (oggi o più probabilmente domani) sarà depositato nel Palazzo di Giustizia.A questo punto tocca al tribunale verificare lo stato di insolvenza, che diventa una procedura quasi ridicola nei confronti di una società come Gl Events, multinazionale francese, quotata alla Borsa di Parigi. Non si tratta però, va specificato, di un atto definitivo: il creditore, entro 40 giorni, può rinunciare presentando una “dichiarazione di desistenza”.

Se non lo farà il Tribunale fissa con decreto l’udienza di convocazione del debitore, dei creditori e del pubblico ministero. «Abbiamo più di 2 milioni di canoni non pagati – sottolinea ancora Pirazzini – I francesi devono dire cosa vogliono fare. È il momento delle decisioni, non si può continuare a fare melina».Oltralpe però non la pensano allo stesso modo. Visto che il “torello” della società di Lione prosegue da settimane, forse con l’obiettivo di presentare “senza macchia” la prima semestrale.

Nel frattempo, a Padova, ci pensa Geo (la società di Andrea Olivi e Luca Griggio che ha affittato il ramo d’azienda dai francesi) a portare avanti la normale operatività della “cittadella” di via Tommaseo, che in questi giorni è in piena attività per la Campionaria numero 99. È palese che nessuno sa chi gestirà l’edizione del centenario. «Se ai francesi non interessa Padova, almeno consentano il regolare sviluppo della nostra fiera, motore di sviluppo della città», è l’auspicio di Nino Pipitone, il membro del cda di Fiera Immobiliare nominato dal Comune.

A questo punto pare scontato che l’obiettivo finale sia riportare la fiera sotto il controllo pubblico, ponendo così fine al primo (e unico) esperimento in Italia di un quartiere privatizzato, avviato da Flavio Zanonato nel febbraio 2005 in cambio di 25 milioni di euro. «Spero sia chiaro a tutti che il silenzio reiterato e prolungato di questa multinazionale francese, un’inerzia totale che sembra quasi farsi beffa di un intero territorio, avrebbe potuto bruciare ogni prospettiva per la fiera – chiarisce infine il sindaco Giordani – È una precisa responsabilità degli enti pubblici far valere subito e con forza i propri diritti. In un modo o nell’altro la situazione va sbloccata».

C.M.