Furti in aumento. Come evitarli?

Calano gli spacci ma aumentano i furti in casa in Veneto.

Ancora un furto in casa in tante città. Ancora un bottino ingente finito nelle tasche di ladri molto esperti che negli ultimi giorni hanno preso di mira la zona del centro di quasi tutti i capoluoghi di Provincia. Il Veneziano e il Padovano sono le zone più colpite, ma è soprattutto nella provincia lagunare che, paradossalmente, i furti aumentano in maniera esponenziale. Calati gli spacci, aumentano le effrazioni. Sarà un caso? Certamente dalla Laguna al Miranese, dal Basso Piave alla Romea, troppe case, non tutte isolate, sono state prese di mira. A Padova, dopo un furto in pieno giorno nei pressi di corso Milano, un altro colpo, subito dopo, in un appartamento di Prato della Valle. E stavolta i proprietari erano in casa. Mentre riposavano in salotto dopo il pranzo, qualcuno si è introdotto nell’abitazione ed ha rubato tutti i gioielli di famiglia per un valore di circa 50mila euro.

Se si tratti delle stesse persone che girano per le diverse città non si sa, certo che in tutte le occasioni la porta delle case non presentava segni di effrazione. Qui non si tratta di “ladri improvvisati” ma specialisti del furto che studiano il colpo, la vittima, colpiscono a “botta sicura” e sanno distinguere bene le cose di valore. Un esempio? Non prendono bigiotteria o zirconi o gemme sintetiche, conoscono l’arte e sanno quali quadri hanno valore sul mercato, aprono le cassaforti senza bisogno di attrezzi, aprono le porte come se avessero le chiavi. Ladri “felpati”, insomma, che colpiscono senza lasciare segni di forzatura, a Mestre sono riusciti ad aprire le porte di cinque appartamenti, sono entrati e hanno fatto man bassa di borsette, portafogli, contanti e gioielli per un bottino di ingente valore. Tutto mentre le famiglie stavano dormendo e nessuno si è svegliato.
Quelli messi a segno sono colpi da professionisti del crimine. Ma i malviventi, di certo, sono stati agevolati dal fatto che alcuni padroni di casa avevano chiuso la porta senza dare la mandate.
Questa circostanza ha permesso ai “soliti ignoti” di dribblare le serrature semplicemente utilizzando un sottile pezzo di plastica o una tessera tipo bancomat (basta infatti saperla frapporre tra stipite e serratura).
In altri alloggi i ladri si sono trovati di fronte a vecchie serrature – oggi ritenute a bassissimo livello di sicurezza – , quelle che si aprono con le cosiddette chiavi a doppia mappa, quelle molto lunghe con i “dentini” a destra e a sinistra, solo nella parte finale.
Il foro di questo tipo di serrature è particolarmente ampio e permette ai banditi di lavorare con i loro grimaldelli con facilità. Con uno in particolare, si chiama grimaldello bulgaro e, in una manciata di secondi o poco più, fa riallineare i meccanismi della serratura e apre la porta, sempre senza lasciare alcun segno di effrazione.
«Dagli esami effettuati – spiegano le Forze dell’ordine – hanno agito sia in una fascia oraria in cui tutti dormono, ossia tra le due e le cinque sia in orari lavorativi. In genere non rovistano in tutte le stanze degli appartamenti, ma si limitano, si fa per dire, a portare via tutti gli oggetti di valore che sanno di poter piazzare sul mercato. Sono esperti d’arte e di gioielleria, nonchè di pezzi di antiquariato. Non sono Rom, zingari o improvvisati ladri dell’est. Il 90% di questi furti porta la firma italiana di gente molto preparata”.

Quando i cittadini, rivolgendosi alle forze dell’ordine, chiedono come evitare i furti, la prima risposta, ovvia solo all’apparenza, è sempre la stessa: bisogna chiudere bene la casa ogni volta che si esce, anche per poco tempo. Non solo dando le mandate con le chiavi, ma anche abbassando le tapparelle o i basculanti dei garage e azionando l’eventuale sistema di allarme. Non è raro, infatti, che si vada a fare una commissione e, per la fretta, ci si scordi di adottare tutte le cautele. Ma è proprio di queste circostanza che approfittano i malintenzionati.

Intanto tra i cittadini cresce il senso di insicurezza. La paura aumenta, eppure una soluzione esiste. Esisteva già 50 anni fa. Oggi lo chiamano “controllo di vicinato”, ieri era la “civitas” ossia la solidarietà tra vicini di casa. Eppure ieri non esistevano i telefonini, le porte blindate, i doppi vetri. Ma esisteva l’unione nel quartiere. Tutti si conoscevano e si aiutavano. Nelle campagne si inseguiva il ladro di galline anche se il volatile era del vicino che si era allontanato. Oggi esistono i telefonini, può bastare una chiamata o, al cancello, chiedere semplicemente chi si cerca. Non esiste il falso allarme. Meglio una telefonata in più che in meno. Basta un semplice gesto. Perché quello che può capitare al nostro vicino un giorno potrebbe capitare a noi.

Gian Nicola Pittalis